Dalla League One all'Europa League: Adam Smith, icona di Bournemouth
Se cercate su Google "Adam Smith", la prima persona che vi comparirà sarà sicuramente il noto filosofo ed economista scozzese nonché figura chiave dell'Illuminismo. Da diverso tempo, però, questo nome è anche associato al calcio, in particolare al difensore e storico capitano del Bournemouth che a 35 anni le ha praticamente viste e vissute tutte. Nella stagione 2010-11 ha giocato con le Cherries in League One in prestito dal Tottenham per poi riconfermarsi nel 2013 anche in Championship. Da allora non si è più tolto di dosso i colori rossoneri che lo hanno visto crescere e affermarsi in Premier League e, successivamente, centrare anche una storica qualificazione in Europa League. Contro la Real Sociedad, sessanta minuti di buon livello sulla fascia destra nella difesa a quattro di Marco Rose, un rendimento che ha portato anche alla prima gioia europea nella storia del club.
Classe '91, destro naturale, Smith è cresciuto con un pallone tra i piedi nelle strade di Leytonstone, un quartiere situato nell'area di East London. Principalmente predilige la fascia destra, ma all'occorrenza può giocare anche a sinistra o come quinto. Aggressivo nei duelli, abile nelle letture: una garanzia di affidabilità, tra senso della posizione e intelligenza tattica. Smith ormai ha il Bournemouth nel DNA, ma è cresciuto nel settore giovanile del Tottenham per poi girovagare tra un prestito e l'altro in giro per l'Inghilterra con le maglie di Wycombe Wanderers, Torquay United, MK Dons, Leeds United, Millwall e Derby County.
Il capitolo Bournemouth, però, si apre ufficialmente nella stagione 2010-11 quando il club decide di prelevarlo in prestito dagli Spurs a soli 19 anni. Col passare del tempo diventerà un punto fermo per qualsiasi allenatore. 38 partite sono sufficienti per convincere club e tifosi: nel gennaio 2014 arriva il riscatto.
Da lì ad oggi, Smith le ha praticamente vissute tutte. È uno dei pochi ad aver vissuto per intero l'evoluzione del club. La promozione in Premier League del 2015 è uno dei momenti più importanti della sua carriera. Si trattava della prima partecipazione nella storia del club inglese alla massima serie. Negli anni, Smith è diventato uno dei leader dello spogliatoio e il capitano del Bournemouth, un'icona da 400 presenze distruibuite tra League One, Premier League e, appunto, Europa League. L'età è solo un numero. A 35 anni, Smith non ha assolutamente voglia di smettere si sognare.
"WE HAVE A GREAT CAPTAIN". IL FEELING CON MARCO ROSE - Dopo Iraola, anche Marco Rose, appena arrivato al Bournemouth, ha individuato Smith come una figura fondamentale all'interno dello spogliatoio. Una squadra composta da giocatori giovani di qualità e di esperienza. "We have a great captain". Così lo ha definito durante la sua prima conferenza stampa da allenatore delle Cherries.
Smith ha sottolineato i principi tattici di Rose, soprattutto nel modo di pressare e nell'organizzazione della squadra. Nonostante l'età resta il titolare della fascia destra, con Hill e Antonio Silva al centro e Truffert a sinistra. Il Bournemouth utilizza spesso una coppia di mediani davanti alla difesa, in modo tale che Smith possa restare "bloccato" e occuparsi della costruzione. Insomma, una sorta di seconda giovinezza per lui.
IL FEELING CON I TIFOSI E LA MAGLIA MESSA ALL'ASTA - Adam Smith è ormai un idolo indiscusso dei tifosi del Bournemouth tanto che lo scorso mese di gennaio il club ha messo all'asta una sua maglia autografata, indossata nella partita di FA Cup contro il Newcastle. L'asta si è conclusa a 255 sterline, con una parte del ricavato destinata al Cherries Community Fund, un fondo creato dal Bournemouth per finanziare piccoli progetti a beneficio della comunità locale. Basta questo piccolo gesto per far capire cosa rappresenta Smith per club e tifosi, un percorso che ha il sapore di una favola.