Da Ascari ad Antonelli: com'era la Serie A l'ultima volta che un italiano vinse il Mondiale di Formula 1
Domenica 13 settembre 1953. A Monza va in scena l'ultimo atto del Mondiale di Formula 1, ma il verdetto è scritto da tre settimane. Il 23 agosto, sul circuito svizzero di Bremgarten, Alberto Ascari si è preso il secondo titolo consecutivo con la Ferrari. A Monza parte dalla pole ed è ancora in testa all'ultimo giro, quando un testacoda lo toglie di gara: vince Fangio. Lo stesso giorno riparte la Serie A. A San Siro l'Inter campione d'Italia batte 2-0 la Lazio, la Roma travolge 4-0 il Genoa, il Bologna supera 2-1 l'Atalanta.
Nessuno può immaginarlo, ma per rivedere un italiano sul tetto della F1 serviranno 73 anni. Il 1° novembre 2026, a Città del Messico, Kimi Antonelli è diventato campione del mondo a 20 anni e 68 giorni, il più giovane di sempre. Un pilota con il cuore rossoblù, come raccontato. Ma com'era il calcio italiano l'ultima volta che un nostro pilota si è laureato campione del mondo?
L'INTER DI FONI E IL CATENACCIO - La squadra che apre la stagione a San Siro è quella da battere. Pochi mesi prima l'Inter ha vinto il sesto scudetto della sua storia, il primo del dopoguerra. In panchina siede Alfredo Foni, campione del mondo da giocatore con l'Italia nel 1938, che ha costruito tutto su un'idea semplice: prima di ogni altra cosa, non prendere gol. È il catenaccio, e a buona parte della stampa non è piaciuto. I numeri, però, hanno dato ragione all'allenatore: 47 punti, due in più della Juventus e quattro in più del Milan. I nerazzurri hanno segnato appena 46 gol, contro i 73 dei bianconeri, ma ne hanno subiti solo 24 in 34 partite: la miglior difesa del campionato.
Problemi? Pochissimi. L'Inter è rimasta imbattuta per le prime 19 giornate ed è stata sconfitta per la prima volta solo alla ventesima, contro il Torino. Lo scudetto è arrivato con tre giornate d'anticipo, il 3 maggio 1953, con il 3-0 al Palermo. Poi, una volta vinto il campionato, il finale più strano: tre sconfitte di fila contro Juventus, Sampdoria e Novara, senza aggiungere un solo punto. In attacco il peso lo hanno portato l'ungherese István Nyers (15 gol), "Veleno" Lorenzi (12) e lo svedese Lennart Skoglund (6).
NORDAHL, IL RE DEI BOMBER - Se l'Inter ha vinto con la difesa, sempre a Milano qualcuno pensava a segnare: Gunnar Nordahl. Il centravanti svedese del Milan, ha chiuso da capocannoniere con 26 reti. Alle sue spalle John Hansen della Juventus (22), Poul Aage Rasmussen dell'Atalanta (19), Giancarlo Bacci del Bologna (18) e Pasquale Vivolo (16), altro bianconero.
IL BOLOGNA DI DALL'ARA - Quinto posto per il Bologna, con 39 punti frutto di 16 vittorie, 7 pareggi e 11 sconfitte. Alla guida del club c'è Renato Dall'Ara, presidente dal 1934: lo resterà fino al 1964 e nel 1984 lo stadio comunale prenderà il suo nome. In campo il trascinatore è Giancarlo Bacci, quarto nella classifica marcatori con 18 gol. Oltre settant'anni dopo, il club rossoblù ha un tifoso speciale da festeggiare e ha invitato Antonelli a Bologna per celebrare insieme il titolo, come raccontato.
18 SQUADRE E NESSUNA COPPA ITALIA - Il 1952/53 è stato anche l'anno del cambiamento: la Serie A è scesa da 20 a 18 squadre. A retrocedere è stata una squadra che qualche settimana fa ha esordito in Champions League: il Como. Nel calendario mancava invece un trofeo che oggi diamo per scontato: la Coppa Italia non si giocava dal 1943 e sarebbe tornata soltanto nel 1958. In Italia, insomma, l'unico titolo in palio era lo scudetto.
Da quel 13 settembre la Serie A ha assegnato oltre settanta scudetti, mentre la Formula 1 ha atteso invano un altro italiano campione del mondo. Fino a un'altra domenica, quella del 1° novembre 2026: a Città del Messico un ragazzo nato a Bologna ha riportato il tricolore dove lo aveva lasciato Alberto Ascari. Da Monza a Città del Messico, dopo 73 anni il cerchio si è chiuso.