Lazio, la continuità di Isaksen e la rabbia di Pinamonti: il sogno primo posto continua

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Oggi alle 17:10Interviste e Storie
di Giuseppe Vignola
Con i gol di Isaksen e Pinamonti contro il Cagliari la Lazio si prende il primo posto in classifica da sola e stacca l'Inter di tre punti

Sono passate 18 stagioni dall'ultima volta in cui la Lazio, al termine di una giornata di Serie A, si era ritrovata da sola in testa alla classifica. Dopo oltre 6.000 giorni, gli uomini di Gattuso, che continuano a collezionare record, regalano nuovamente questa emozione ai tifosi biancocelesti. In una gara complicata contro il Cagliari, passato anche in vantaggio nel primo tempo con Nzola, a fare la differenza sono state una prestazione straordinaria di Gustav Isaksen e la rete di Pinamonti nel finale. Per il danese è di gran lunga la migliore stagione da quando veste questa maglia.

Non soltanto per i quattro gol già segnati, ma anche perché ha finalmente trovato quella continuità che tanto gli era mancata negli ultimi anni. All'Olimpico, il numero 18 firma il pareggio nel primo tempo, si rivela una costante spina nel fianco della difesa rossoblù e riesce al 90', con l'ennesimo scatto, a provocare anche l'espulsione di Obert, che aveva rimediato la prima ammonizione proprio per un fallo sul classe 2001. Per il 2-1 finale, poi, i protagonisti sono Pedraza e Pinamonti, entrambi subentrati. Un'altra dimostrazione di quanto tutto il gruppo sia coinvolto.

LA RABBIA DI PINAMONTI - Oltre alla costanza di rendimento mostrata da Isaksen, l'altra grande notizia per Gattuso è la rete di Pinamonti. Arrivato nel calciomercato estivo, l'ex Sassuolo doveva essere il centravanti inamovibile di questa Lazio. Nelle prime gare, però, è stato soprattutto Noslin a brillare (4 gol e 3 assist in 9 partite), mentre il numero 9, complice anche qualche problema, non è sempre partito titolare.

Questa rete da vero centravanti, realizzata girando di testa un pallone messo in mezzo al volo da Pedraza, può segnare l'inizio di una nuova fase per il classe 1999. A testimoniare l'importanza del gol sono state l'esultanza rabbiosa di Pinamonti e la corsa di Gattuso dalla panchina fino alla bandierina per abbracciarlo. Per l'ex ct, ora, sarà ancora più interessante il ballottaggio tra Pinamonti e Noslin, entrambi determinati a farsi rimpiangere se lasciati in panchina.

I NUOVI SOGNI - Un pomeriggio che regala alla Lazio un'altra settimana tra le nuvole, con la possibilità di guardare tutte le altre dall'alto in basso. Tutto questo davanti a Sergio Cragnotti, presidente e patron ai tempi dello scudetto 1999/2000. E allora ai tifosi biancocelesti non resta che cullare un sogno: che, sotto gli occhi di chi ha reso grande la Lazio, ne stia nascendo un'altra capace di essere grande.