"Cara Roxane, ricordi…?": la lettera di Yan Diomande alla sorella scomparsa a 15 anni
Nel 2022 i Pinguini Tattici Nucleari cantavano "Vedi, ci sono dei ricordi che mi devi", e Yan Diomande, nonostante non abbia nemmeno vent’anni, ricordi ne ha tantissimi. Tutti che riportano a un’infanzia felice nonostante nella sua Abidjan mancasse praticamente tutto, ma i sogni sono il carburante della vita.
Energia che Yan ha sempre trovato nella sorellina Roxane, venuta a mancare proprio quando la sua carriera stava per decollare a Leganés. E così prima della partenza per il Mondiale, la giovane stella del calcio africano ha voluto dedicare una lettera a sua sorella, pubblicata da "The Players Tribune".
"CONOSCEVAMO SOLO LA FELICITÀ"- "Cara Roxane. Ti ricordi quando qualcuno mi comprò una maglietta falsa dello United, e io scrissi "Ronaldo 7" sulla schiena con un pennarello nero? Non sapevamo cosa fosse ricco o povero. Conoscevamo solo la felicità", inizia così la toccante lettera di Yan.E poi i ricordi dei giorni passati davanti alla tv per vedere le partite, a volte anche di nascosto dalla mamma mettendo il volume molto basso. "Guardavo il calcio al buio e sognavo", spiega l’attaccante.
Sognare nonostante la propria città potesse sembrare l’inferno in terra è stato il primo grande dribbling: "Non so se ti ho mai raccontato questa storia, ma io e gli altri bambini andavamo fino al villaggio e rubavamo patate perché avevamo tanta fame. Facevamo una "rapina in banca". Due bambini distraevano il proprietario del negozio, e altri 18 scappavano correndo con due patate. Non erano nemmeno buone. Ma avevano un sapore incredibile. Hahahah. Ancora oggi è il mio piatto preferito da mangiare. Patate bollite con un po’ d’olio", rivela. Dribbling che nel suo quartiere diventarono sempre più popolari fino al raggiungimento di un grande obiettivo: "Ti ricordi quando vinsi le mie prime scarpe da calcio vere, e dormivo con loro? Crescendo, giocavo sempre con quelle infradito bianche di plastica. Anche quando torno a casa ora, gioco ancora con quelle. È la nostra tradizione".
"TI SALUTERÒ CR7" - La strada per arrivare fino a qui è stata lunga e piena di ostacoli, ma non è mai mancata la speranza. "Ti ricordi quando mi portarono a fare provini al Bournemouth, Chelsea, Rangers, Olympiacos, Crystal Palace? Eze e Olise mi raggiunsero dopo un allenamento e dissero: "Ehi, ragazzo, sei bravissimo". … ma non mi presero. Persino le squadre B della MLS non mi vollero. Non sapevo nemmeno il motivo. Non mi hanno mai dato una ragione. Gli adulti si occupavano di tutto. Il mio visto era scaduto. Il mio sogno era finito. Mi hanno rimandato in Africa, e abbiamo pianto insieme". Ma anche in questo mondo sarebbe stato un finale troppo triste e poco dopo è arrivata l’opportunità della vita al Leganés.
Tutto sembrava finalmente andare nella direzione giusta, fino all’arrivo di una telefonata che nessuno vorrebbe ricevere nella vita: "È stato nel periodo in cui provavo ancora emozioni. Ora, non sento niente. È come se non fossi nemmeno umano. Da quando sei morta, sono solo un vuoto". Non sono scese tante lacrime sul suo volto, lo shock prevaleva su tutto. "È stato qualche settimana dopo il mio esordio con il Leganés. Chi esordisce a 18 anni contro il Real Madrid? Era una follia. Era un sogno… e poi è diventato un incubo. "Qualcuno ha messo qualcosa nella sua bevanda a una festa, e lei non si è mai più svegliata. Se n'è andata". Avevi 15 anni".
UN SOGNO - Poi però a mantenere vivo Yan e il sogno di Roxane arriva il trasferimento al Lipsia nel 2025: "Ah… troverai questa divertente. Quando mi sono trasferito per giocare in Germania, ero sempre in ritardo. Beh, non proprio in ritardo. Ma arrivavo puntuale, il che in Germania significa che sei molto in ritardo. Quindi sai già cosa ho fatto dopo. Ho iniziato ad arrivare 90 minuti prima per tutto. Arrivavo così presto tutto il tempo che i ragazzi hanno iniziato a chiamarmi "Il Tedesco", scherzando sul suo passato in Germania.
Stagione da record in Bundesliga e Mondiale conquistato con la propria nazionale. Il filo rosso continua e il primo pensiero va a lei: "Vorrei solo che fossi ancora qui per poterti dire… Ce l'abbiamo fatta. Tutto ciò che hai detto si è realizzato. Partiamo per la Coppa del Mondo domani. Davvero. Tuo fratello giocherà per la Costa d'Avorio, come Drogba, come Yaya, come Gervinho. Questa è la mia occasione per mostrare a tutto il mondo ciò che hai visto in me. Ogni volta che segnerò, mi assicurerò che tutti sappiano il tuo nome". E infine una promessa: "Dicevi sempre che potevo essere meglio di Cristiano. Se lo vedrò lì, gli dirò ciao per te. Farò ciò che hai predetto, lo giuro. Prima ancora che avessi scarpini veri, dicevi a tutti: "Mio fratello sarà il migliore del mondo." Proverò che avevi ragione, o morirò nel tentativo". E come in "Ricordi" in cui i Pinguini Tattici Nucleari dicevano: "Io ti terrò la mano, tu tienimi l’anima", sicuramente Roxane terrà viva l’anima di Yan tra dribbling, gol, assist e trofei.
A cura di Cristian Viscione