Intervista

Dagli insegnamenti di Chivu al calcio di Cuesta, il viaggio di Franco Carboni: "Parma è ciò che volevo"

Dagli insegnamenti di Chivu al calcio di Cuesta, il viaggio di Franco Carboni: "Parma è ciò che volevo"TUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 09:00Interviste e Storie
di Damiano Tucci
La nostra intervista al terzino ex Inter, riscattato a titolo definitivo dal club di Krause: "Lautaro è il migliore, col Catania partita del cuore"

Sorriso smagliante e grande voglia di stupire il Tardini. È il biglietto da visita di Franco Carboni, terzino sinistro classe 2003, diventato definitivamente un giocatore del Parma dopo che il club emiliano lo ha riscattato dall’Inter. Sette presenze da gennaio a fine stagione, ora l’occasione di mettersi in mostra ancora sulla via Emilia con idee chiare sul proprio presente. “Dal mio arrivo a gennaio l'obiettivo è sempre stato quello di rimanere qui al Parma - racconta Carboni a GianlucaDiMarzio.com - Sapere del riscatto a luglio mi ha reso felice”.

Figlio di Ezequiel, stimato mediano di rottura ai tempi del Catania di Simeone in Serie A, Carboni spera di aver trovato nel Parma di Cuesta la sua isola felice, anche perchè, il feeling con lo spagnolo, sembra essere già orientato su ottime basi: "È una grande persona - spiega - un uomo molto vicino ai suoi giocatori, così come il suo staff che è molto giovane ma ha tanta voglia di lavorare. Ogni giorno riceviamo ottimi spunti per migliorare, la squadra ha un'ottima idea di calcio e se seguiamo il nostro allenatore faremo grandi cose. Sono felice perchè col Parma ho trovato esattamente ciò che cercavo e lo spogliatoio nutrito di argentini mi ricorda ciò che vedevo nel Catania di mio padre. Sono pronto a dare il massimo per il club, c'è tanta energia positiva e mi trovo esattamente dove vorrei essere".

CHIVU E GLI ANNI ALL’INTER - Cresciuto nel settore giovanile dell'Inter dal 2019 al 2023, percorso condiviso con i fratelli Valentìn e Cristiano (rispettivamente classe 2005 e 2009), Franco Carboni ha trovato in nerazzurro la sua collocazione definitiva in campo: "Sono arrivato da attaccante, poi Conte mi schierò quinto a sinistra in allenamento. Se sono un terzino, però, è merito del percorso con Chivu dall'U18 alla Primavera. Mi ha insegnato tutto e lo scudetto Primavera 2022 resta indimenticabile, così come la convocazione di Inzaghi per la sfida Champions al Liverpool". Una giornata che Carboni ricorda ancora bene, parlandone a cuore aperto: "San Siro pieno, i campioni in campo e la maglia scambiata con Van Dijk che conservo a casa. Se ci penso, ancora non realizzo".

Essere catapultato di colpo dentro il sogno della sua vita, quasi si trovasse protagonista a sua insaputa dell'ennesimo remake di Space Jam. Il periodo interista di Franco Carboni è andato più o meno così: "Sono passato dall'usare l'Inter alla PlayStation a giocarci - spiega il terzino argentino - Sembra normale quando succede, ma adesso faccio fatica a crederci. Con Zanetti parlo spesso, c'è un buon rapporto ed è sempre stato vicino alla mia famiglia. Lautaro? È il migliore in Serie A per me, lo seguo sempre e faccio il tifo per lui in nazionale. Condividere lo spogliatoio e ricevere i suoi consigli è sempre un onore".

L'altalena delle emozioni, però, non vuole saperne di fermarsi e così, per Carboni, arriva anche la convocazione con l'Argentina di Scaloni e la possibilità, nel 2022, di disputare il torneo di Tolone con l'U20 di Mascherano: "Meraviglioso allenarsi con Messi, Di Maria e tutti quei fenomeni, spero di poter tornare un giorno in Nazionale. Ricordo con piacere il torneo giocato con l'U20: Santiago Castro e Nico Paz si vedeva fossero destinati a grandi cose per la loro mentalità, sono bravissime persone e meritano il meglio, così come mio fratello Valentin e il mio amico Mati Soulè".

TRA FAMIGLIA E CATANIA- Tatuaggi, post e continui riferimenti in campo e fuori: l'epicentro di Franco Carboni è indissolubilmente la sua famiglia. Un legame del quale il terzino del Parma (che di secondo nome fa Ezequiel come il padre e che condivide con lui anche il giorno di nascita, il 4 aprile) va ovviamente molto orgoglioso: "Siamo molto uniti - ammette - La mia famiglia sta in Argentina, mentre io vivo qui con la mia ragazza e il nostro cagnolino. Appena possibile stiamo sempre insieme e ci raccontiamo tutto". Un pensiero speciale, poi, non può non andare al fratello Valentìn, compagno di mille avventure: "Non avrei mai immaginato di vincere lo Scudetto Primavera, giocare a Monza e vivere la Nazionale insieme, ha fatto molto bene, vincendo anche la Copa America e poi sono arrivati i due infortuni: durante il primo ero triste ma la sua maturità nell'affrontare questo mi rende tranquillo, manca poco e tornerà più forte. Io nel frattempo, come dicevo, sono dove desidero essere".

La stagione di Carboni e del Parma inizierà venerdì 14 agosto, con il primo turno di Coppa Italia contro il Catania. Una sfida speciale per l’argentino, visto il suo legame con i rossazzurri: "Tifo per il Catania anche da lontano, l'ho fatto ancora di più contro il Vicenza perchè ci tenevo tanto a giocare questa partita. Catania è stata importantissima per tutta la mia famiglia: mi ha accolto da piccolo e poi, nel 2019, è stata un trampolino di lancio per me e mio fratello Valentìn a livello giovanile. Se siamo andati all'Inter lo dobbiamo anche al trattamento meraviglioso che abbiamo avuto lì". Gratitudine prima di tutto per Frankito che ha a cuore un ultimo ricordo: "Voglio ringraziare in particolare Orazio Russo che purtroppo è venuto a mancare. È stato fondamentale per la mia crescita. Spero di ritrovare presto il Catania in Serie A".