Chi è David "El Rulo" Romero, l'attaccante scelto dal Parma di Cuesta
Dalle rive del fiume Paraná alla provincia di Córdoba, fino alle porte della Serie A: potrebbe essere questa la parabola di José David "El Rulo" Romero, attaccante classe 2003 che ha già salutato i propri tifosi ed è stato "bloccato" dal Parma. Per un club italiano non sarebbe la prima volta che si pesca dal Tigre: l'ultimo precedente illustre porta il nome di Mateo Retegui, ed è un ricordo dolcissimo per il nostro campionato. La speranza della dirigenza gialloblù è che il classe 2003 possa confermare al Tardini quanto di buono mostrato in patria: 10 gol e 2 assist in soli 17 match disputati nel 2026 tra Primera División e CONMEBOL Sudamericana.
Per tutti è "El Rulo" - il boccolo - un soprannome nato da quella chioma riccia inconfondibile che lo contraddistingueva da piccolo. All'anagrafe, però, è José David Romero ed è nato a Corrientes, nel nord-est dell'Argentina. Una terra bagnata dal Río Paraná, il cui nome in lingua tupi-guaraní significa letteralmente "simile al mare" per via della sua impressionante portata. Ma la vera svolta calcistica dell'attaccante non avviene lungo le rive del Paraná, bensì a centinaia di chilometri di distanza.
DALLA PORTA ALL'ATTACCO LA GENESI DEL "RULO" - Da bambino, David comincia a giocare tra i pali nel Boca Unidos, seguendo l'esempio del padre portiere. È una parentesi breve: la vocazione per il gol, infatti, lo spinge presto a muovere il proprio raggio d'azione decine di metri più avanti.
Le sue doti da attaccante attirano gli osservatori del Talleres di Córdoba, che lo ingaggia nel 2017. Solo un anno dopo è già l'uomo copertina della Septima División: trascina i suoi al titolo a suon di reti, firmandone 40 in 55 partite. Nelle prime tre stagioni in prima squadra, tuttavia, fatica a trovare continuità, collezionando 50 presenze quasi tutte da subentrato.
LA SVOLTA ARRIVA FUORI DALL'ARGENTINA - Per sbloccare il suo potenziale serve un cambio di scenario. Walter Lemma, allenatore che lo conosce fin dai tempi delle giovanili, lo raccomanda all'Unión La Calera. Romero attraversa le Ande e in Cile trova finalmente fiducia e minutaggio: in appena undici partite realizza sette gol pesantissimi, salvando il club dalla retrocessione.
Il ritorno al Talleres nel 2025 è solo un passaggio, perché le porte della titolarità restano chiuse. Subentra allora il Tigre, che sceglie di scommettere su di lui. Nonostante qualche intoppo fisico - tra una lussazione alla spalla e uno stiramento - chiude il 2025 con 5 reti in 21 gare, compreso il gol qualificazione contro il Lanús nei playoff del Clausura. L'intesa con Ignacio Russo, però, convince la dirigenza del Matador ad acquistare il 100% del suo cartellino con un contratto quinquennale. Un investimento ripagato a suon di prestazioni.
VELOCITÀ, GARRA ED ESLUTANZA ALLA MBAPPÉ - Caratterizzato da un baricentro basso (179 cm) e da una grande rapidità negli ultimi metri, El Rulo unisce l'opportunismo tipico del 'killer' d'area di rigore al fiuto per il gol. Esulta alla Mbappé (con le braccia conserte e le mani sotto le ascelle) ma con quel supplemento di garra e passione criolla tipico di chi è cresciuto a pane e fútbol.
Preferisce attaccare la profondità anziché agire da punto di riferimento statico spalle alla porta, muovendosi con efficacia sia da prima punta in un tridente sia in un attacco a due. Ora potrebbe attenderlo il salto più grande: gestire la pressione della Serie A e conquistare il pubblico emiliano. È il viaggio del Rulo: dalla provincia argentina al grande palcoscenico europeo, con la solita fame di chi ha dovuto conquistarsi ogni singolo metro di campo.