Cucurella, Diomandé e l'esigenza di vincere: il nuovo Real Madrid di Mourinho
Per descrivere al meglio la grande curiosità attorno alla seconda avventura di José Mourinho sulla panchina del Real Madrid, basta osservare l'ultimo post presente sul profilo Instagram di Arda Güler: carosello in collab con Mesut Özil, maglie verdi da trasferta a confronto (il kit di quest'anno prende spunto da quello iconico utilizzato dai Blancos nella stagione 2012-13) e caption tutta in stile Special One con la frase 'Football Heritage' tanto cara all'allenatore portoghese in conferenza stampa.
Il triennio vissuto da Mou tra il 2010 e il 2013, del resto, è ancora oggi nel cuore del madridismo: dalle sfide col Barça di Guardiola, all'esplosione di CR7, passando per la Copa del Rey conquistata e Liga vinta col record di cento punti. Senza dimenticare le dolorose eliminazioni in Champions che - parola di Florentino Pérez - hanno posto le basi per le vittorie successive.
Il ritorno di Mourinho, però, fa rima anche con rivoluzione: il Real, reduce da una stagione senza successi tra Xabi Alonso e Arbeloa, è infatti intervenuto pesantemente sul mercato. Agli addii di Carvajal, Alaba, Nico Paz, Ceballos, Valdepeñas, Fran Garcia, Gonzalo Garcia e al più recente prestito di Mastantuono, direzione Fiorentina, il club ha infatti risposto con gli arrivi di Dumfries, Cucurella, Konatè, Bernardo Silva, Espì e Diomandè.
REAL-MOU ATTO II: COME POTREBBERO GIOCARE I BLANCOS - Tra abbondanza e rivoluzione non è troppo semplice immaginarsi in campo il futuro Real Madrid di Mourinho: dovrebbe essere sicuro del posto Thibaut Courtois in porta, supportato da Dumfries e Cucurella nel ruolo di terzini e dall'inedita coppia formata da uno tra Konatè e Rudiger al fianco di Huijsen (pupillo di Mou dai tempi della Roma). Le alternative nel reparto difensivo, da Alexander-Arnold a Carreras, fino a Militao, Asencio e l'infortunato Mendy, di certo non mancano, anche per una possibile soluzione a tre dietro. A guidare il centrocampo, oltre a Bernardo Silva, ci sarà sicuramente capitan Valverde, supportato da Bellingham (più probabile un ruolo più avanzato per l'inglese) e Tchouameni. Dovrebbero trovare tanto spazio Güler e Brahim Diaz sulla trequarti, così come Camavinga, costretto a saltare il mondiale per infortunio. In avanti, oltre a Mbappè e Vincius Junior (fresco di rinnovo fino al 2032), c'è l'imbarazzo della scelta tra Diomandè, Rodrygo (di rientro dopo il grave infortunio al crociato), Espì ed Endrick, chiamato a dare un segnale dopo la buona annata a Lione.
OBIETTIVO CHAMPIONS - "Mourinho ci dice sempre che abbiamo qualità importanti e che possiamo fare la differenza ma il lavoro è importantissimo. Lavoriamo molto intensamente, sappiamo cosa ha fatto qui e vogliamo vincere con lui": le parole di Brahim Diaz, riprese recentemente da Dazn Spagna, svelano in maniera piuttosto chiaro l'obiettivo del Real Madrid. Il ritorno dello Special One, desideroso di vincere la terza Champions in tre paesi diversi dopo esserci riuscito con Porto e Inter, sembra essere già partito sotto i migliori auspici.