Intervista

Agente di commercio nella vita, sui campi la domenica. Mazzoni: "Arbitro grazie a mio padre"

Agente di commercio nella vita, sui campi la domenica. Mazzoni: "Arbitro grazie a mio padre"
Oggi alle 09:00Interviste e Storie
di Andrea Monforte
La nostra intervista a Edoardo Mazzoni. Nella vita fa l'agente di commercio, la domenica è arbitro: "L'equilibrio mentale è fondamentale".

"Ma te sei un grullo". Tradotto dal toscano: "Ma tu sei matto". Comincia così la carriera da arbitro di Edoardo Mazzoni. "La mia reazione quando il mio babbo mi disse di iniziare il corso fu piuttosto...negativa", racconta ridendo. 

31 anni, sezione di Prato, Mazzoni è uno dei cinque "neopromossi" dalla CAN C alla CAN. In questi giorni di raduno a Cascia ha conosciuto i suoi nuovi colleghi: "Quando si arriva in un gruppo così si entra sempre in punta di piedi, si cerca di essere il più invisibili possibile e di essere spugne sotto ogni punto di vista", spiega a gianlucadimarzio.com. 

Tre anni di esperienza in Serie C, con la semifinale playoff di ritorno dello scorso maggio tra Catania e Ascoli, ora Mazzoni entra nell’organico della CAN. La Serie B come nuovo punto di partenza e la Serie A all’orizzonte. "Arrivare ai vertici è un sogno, ma la mia categoria ad oggi è la Serie B. Prima devo confrontarmi con questo campionato nuovo, l'obiettivo è farlo bene, guardando gara dopo gara". 

Indipendentemente da quando arriverà l'esordio, la dedica è già pronta: "Al babbo, alla mamma, a mia sorella e alla mia compagna. Fare l’arbitro è difficile in campo ma ancora di più fuori, passare al livello nazionale significa stare sempre in giro: partite, trasferte, raduni. Se non si ha un equilibrio in casa, non si riesce veramente a stare bene mentalmente quando si è in campo". Ed è sempre a loro, alla famiglia, che va l'ultimo pensiero prima di scendere in campo: "Sono molto scaramantico ma l’unica cosa che mi porto dietro in spogliatoio è il loro messaggio. Dopo il riscaldamento lo leggo, e poi stacco".

GLI ESORDI - Il percorso di Edoardo è cominciato tra la fine del 2014 e l'inizio del 2015: "Giocavo a calcio a livelli molto molto bassi, provinciali, giusto per il piacere di farlo. Mio padre mi disse di provarci: 'Se dovesse andar bene inizierai a girare un po’ la Toscana, poi l’Italia e chissà'. Rifarei mille volte questo percorso, e lo consiglio a chiunque, perché al di là dello sport e del ruolo che ricopriamo è veramente una scuola di vita incredibile".

I MODELLI - Mazzoni ha ben chiari i suoi riferimenti: "Quando ho iniziato ad arbitrare erano all’apice della carriera Orsato, Banti e Rocchi. Da toscano, gli ultimi due in particolare per me erano di ispirazione, guardavo loro e dicevo 'Tanta roba, ci voglio provare anche io', e la stessa cosa con Orsato. Ho avuto poi la fortuna di avere in commissione Banti al mio secondo anno di C e poi Orsato al mio terzo di C e ora di nuovo Orsato. Adesso mi rendo ancora di più conto di quanto sia stato fortunato a poter apprendere da persone come loro in campo e fuori".

FUORI DAL CAMPO - Nella vita, Mazzoni fa l'agente di commercio: rappresentante per la Toscana, collabora con Il Sole 24 Ore. Ma c'è una cosa che non può mai mancare nelle sue giornate, ed è la musica: "Mi piacciono diversi generi, anche perché ogni momento ha la sua musica. Per me è un elemento indispensabile, mi piacciono anche i festival. Ascolto il rock, sono stato a un concerto dei Pink Floyd, e a un festival di alcuni dj tra i più famosi d’Europa e del mondo".

Non ha mai subito episodi di violenza ("mi reputo fortunato, va condannata quotidianamente"), e racconta l'importanza dell'aspetto mentale nell'arbitraggio: "Bisogna essere predisposti a fare tanta autocritica, e anche nei momenti di down è stato fondamentale il supporto di tutta la famiglia, perché comunque quando arriva la partita storta, la prestazione negativa, dentro di noi dobbiamo trovare la forza di tornare in campo e spaccare il mondo, ma il ruolo di chi ci sta accanto diventa ancora più fondamentale". 

Il sogno (parola "da sottolineare dieci volte e scrivere in maiuscolo") è la finale dei Mondiali. Intanto Edoardo fa sua una frase di Stefano Farina, ripetuta da Orsato in questi giorni: 'Fare bene la prima volta, e ogni volta'. "Penso sia il succo del nostro percorso". Un percorso che per lui, e per tanti suoi colleghi, si apre ora a una nuova dimensione.