L'idolo Deco e l'86 sulle spalle. La Roma stregata da Rodrigo Mora
Capelli lunghi e biondi, tanta tecnica e un baricentro basso che fa tutta la differenza del mondo. Rodrigo Mora, il ragazzino del 2007 cresciuto a Oporto col mito dei Dragões, è ormai diventato grande. Il Porto lo acquistò dal Custoias FC quando aveva appena nove anni, e sin da bambino sognava di indossare la maglia della sua squadra del cuore proprio come aveva fatto il suo grande idolo, Deco, uno che da quelle parti ha strappato sorrisi e applausi a suon di grandi giocate.
Trequartista di natura, ma può ricoprire anche il ruolo di ala sinistra. Buon tiro, ottimo senso della posizione e inoltre calcia bene con entrambi i piedi. Agilità nel dribbling e ottima tecnica negli spazi stretti. Rodrigo Mora è un predestinato: è il più giovane esordiente nella storia dei campionati professionistici portoghesi, avendo disputato la sua prima partita all'età di 15 anni e 255 giorni. Già da ragazzino riusciva a essere un passo avanti rispetto ai suoi compagni: segnava a raffica, come ad esempio nel 2021-22 con l'U15 del Porto con cui realizzò 29 gol in 34 partite. Con l'U17, invece, arrivò a 16 gol e 13 assist in 33 gare.
Sulle spalle porta con grande orgoglio il numero 86. L'ha scelta semplicemente perché gli sembrava la "più bella" tra le maglie rimaste disponibili. Lo ha indossato già con il Porto B, lo ha mantenuto quando è arrivato in prima squadra e anche nella passata stagione ha deciso di mantenere il numero 86. Rodrigo Mora avrebbe voluto la 10 perché era il suo numero nelle giovanili. Dopo l'addio di Fabio Vieira avrebbe potuto ereditarla, ma nel 2025 il Porto ha assegnato quel numero a Gabri Veiga.
Nonostante la giovane età, Rodrigo Mora è ormai diventato un titolare aggiunto del Porto. Nell'ultimo campionato, vinto con merito dalla squadra di Farioli, ha collezionato 28 presenze e una rete in campionato. Buono il rendimento anche in Europa League: tre reti in nove presenze prima dell'eliminazione ai quarti di finale contro il Nottingham Forest. Farioli ha utilizzato Rodrigo Mora da mezzala in un centrocampo a tre, anziché nel suo ruolo naturale di trequartista. Aveva il compito di abbassarsi in fase di costruzione e attaccare gli spazi tra le linee. Quando la squadra aveva palla negli ultimi 30 metri, poteva agire da trequartista sfruttando dribbling e qualità. Ingredienti che potrebbero sicuramente tornare utili alla Roma di Gian Piero Gasperini.
COME GIOCHEREBBE LA ROMA CON RODRIGO MORA? - Rodrigo Mora potrebbe giocare tra le linee per offrire qualità al reparto. Nel 3-4-2-1 di Gasperini sarebbe perfetto dietro le punte, tornando nel suo ruolo ideale che è quello di trequartista. È la posizione nella quale potrebbe sfruttare appieno dribbling e accelerazione, un po' come Papu Gomez ai tempi dell'Atalanta.
Le caratteristiche sono differenti, ma nell'Atalanta di Gasperini, Gomez arrivò a giocare da trequartista libero dietro le punte, partendo spesso da sinistra e muovendosi dentro al campo per ricevere, condurre e creare superiorità. Gasp gli lasciava libertà di incidere: muovendosi in un contesto simile, Rodrigo Mora potrebbe rappresentare un tassello importante per la trequarti della Roma.
DA VITOR BAIA A VITINHA: IL VIVAIO DEL TALENTO TARGATO PORTO - Il vivaio del Porto è sicuramente tra i migliori in Europa in quanto a crescita e valorizzazione dei giovani. Lì la cultura è ben diversa: si investe sul talento e ci si lavora per offrire elementi importanti alla prima squadra e anche alla nazionale. Rodrigo Mora è solo uno degli ultimi elementi valorizzati dal Porto, una tradizione che ha visto affermarsi tanti calciatori di spessore internazionale come Vitor Baia, Ricardo Carvalho, Ruben Neves e Vitinha.
Dal sogno di indossare la 10 di Deco a quello di imporsi nel grande calcio europeo: a 19 anni, per Rodrigo Mora la sensazione è che il viaggio sia appena cominciato.