Lo "039" sul taxi del papà e il sogno chiamato Arsenal: Bruno Guimaraes, il nuovo metronomo di Arteta

Lo "039" sul taxi del papà e il sogno chiamato Arsenal: Bruno Guimaraes, il nuovo metronomo di ArtetaTUTTOmercatoWEB.com
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 13:00Interviste e Storie
di Gerardo Guariglia
Bruno Guimaraes era il tassello mancante nel centrocampo dell'Arsenal, un reparto tra i più ricchi e completi d'Europa grazie anche a Declan Rice

L'Arsenal ha una rosa forte, competitiva, profonda, ma per Arteta serviva qualcosa di più soprattutto a centrocampo. Lui se ne intende in quel ruolo, ci ha vissuto una vita lì in mezzo al campo, e ha individuato in Bruno Guimaraes il profilo ideale per la mediana nonostante una lunga trattativa con il Newcastle terminata con un operazione che tocca la soglia dei 75 milioni di sterline. Con il suo arrivo, Arteta ha a disposizione uno dei centrocampi più forti e completi d'Europa: Guimaraes va a completare un pacchetto che vede su tutti Declan Rice, Martin Zubimendi e Mikel Merino, eroe della Spagna campione del mondo. Se a loro vengono sommati gente come Odegaard e Eze il tutto diventa interessante.

Perché Bruno Guimaraes è perfetto per il centrocampo dell'Arsenal? Con Rice formerà una coppia di assoluto livello, il giusto mix tra quantità e qualità. Il brasiliano è capace di giocare sia come mediano davanti alla difesa che come mezzala. Buona visione di gioco e dribbling. Un giocatore completo in grado di fornire un contributo significativo in entrambe le fasi di gioco. Guimaraes è tra i migliori nel suo ruolo: tanta corsa e grinta che nella passata stagione lo hanno portato a essere l'uomo più decisivo del Newcastle. Un buon Mondiale anche con la maglia della Seleçao di Ancelotti con quattro assist in quattro gare. Meglio di lui solamente Olise, non uno qualsiasi.

Ad attenderlo ci sarà proprio Declan Rice. Indimenticabili le scintille tra i due in un recente Newcastle-Arsenal, ma il centrocampista inglese dopo il trasferimento di Bruno Guimaraes ha dato il benvenuto al suo nuovo compagno con un simpatico messaggio: "Unisciti a noi. E per favore, niente più battaglie: ora siamo amici". I due, in passato, sono stati avversari e protagonisti di diversi duelli in campo, ma il destino ha voluto che entrambi diventassero non solo compagni di squadra, ma anche pilastri nel centrocampo di Arteta. Il calcio è anche questo.

Quel brasiliano cresciuto tra le strade di Rio de Janeiro, dunque, è pronto a conquistare Londra anche grazie al suo immancabile numero 39 sulle spalle, diventato ormai un marchio di fabbrica di Bruno Guimaraes. Ma perché proprio questo numero? La scelta racchiude un significato che affonda le radici nei sacrifici di suo padre Dick. Il numero "039" era quello del taxi giallo e nero che guidava suo padre a Rio de Janeiro affinché Bruno avesse da mangiare. Adesso, quando cammina per le strade di Newcastle e dall'altra parte del mondo, la gente lo ferma e gli chiede di fare delle foto. Sì, probabilmente grazie a quel taxi giallo il sogno di Bruno Guimaraes di diventare calciatore si è realizzato.

BRUNO GUIMARAES SULLE ORME DI GILBERTO SILVA - In casa Arsenal, un mediano brasiliano davanti alla difesa non si vedeva da un po' di tempo. Ruolo e nazionalità alla mano è inevitabile il paragone con Gilberto Silva, perno degli Invincibles, campione d’Inghilterra nel 2004 e con due FA Cup in bacheca. È ancora oggi considerato il miglior centrocampista brasiliano della storia dell’Arsenal, ma Bruno Guimaraes è pronto a emulare quanto di buono fatto da Gilberto Silva.

Ma ci sono similitudini tra i due? Gilberto Silva era un mediano a tutti gli effetti, il suo compito era proteggere la difesa, occupare lo spazio davanti ai centrali e dare equilibrio alla squadra. Nell'Arsenal degli Invincibles era fondamentale insieme a Vieira: il francese poteva proiettarsi in avanti e dominare fisicamente il centrocampo, con Gilberto Silva che gli copriva le spalle. Bruno Guimaraes, invece, è più coinvolto nella costruzione e nella progressione. Toccherà a lui, insieme a Rice, formare una nuova diga davanti alla difesa proprio come fatto da Gilberto Silva e Vieira. Paragoni scomodi e pesanti, ma personalità e qualità non mancano di certo.