Congo da favola: il ritorno al Mondiale 52 anni dopo

Congo da favola: il ritorno al Mondiale 52 anni dopo TUTTOmercatoWEB.com
© foto di José María Díaz Acosta
Ieri alle 12:17Interviste e Storie
di Stefano Parpajola
La Repubblica democratica del Congo vince 1-0 nello spareggio contro la Jamaica: decisiva la rete di Tuanzebe ai tempi supplementari.

52 anni di attesa per riabbracciare il Mondiale. La Repubblica Democratica del Congo sogna ad occhi aperti e si qualifica alla competizione più affascinante per la seconda volta nella sua storia: non accadeva dal 1974, quando il Paese si chiamava Zaire per volere del dittatore Mobutu. Nello scenario del campo neutro di Guadalajara si sono giocati 120 minuti di pathos contro la Jamaica. Ce ne sono voluti 100 per vedere l'unica rete del playoff decisivo, quella del tripudio africano: dagli sviluppi di calcio d'angolo è stato Alex Tuanzebe a trovare il gol del Paradiso. 

Quello della squadra allenata da Desabre è un percorso che ha visto i "Leopardi" acquisire sempre maggior credibilità nel panorama africano: dopo aver mancato la qualificazione alla Coppa d'Africa nel 2021, sono arrivati il quarto posto nel 2023 e gli ottavi di finale nel 2025. Poi la cavalcata di sofferenza e resistenza verso il Mondiale. Il Congo ha eliminato i più quotati giganti africani Camerun e Nigeria: prima la rete di Mbemba al 91', poi i rigori decisivi nel secondo match. Partite ad alta intensità emotiva fino ad arrivare all'ultimo atto: deciso proprio dalla rete di Tuanzebe. "É un sogno diventato realtà", racconta il difensore del Burnley. 

Il traguardo del Congo é un vanto per l'intero continente che rappresenta. Il Mondiale 2026, infatti, sarà il primo a 48 squadre, e per la prima volta vedrà l’Africa portare 10 nazionali alla fase finale. Bakambu e compagni sono inseriti nel gruppo K, con Portogallo, Colombia e Uzbekistan. Un cammino complicato che inizierà il 17 giugno contro gli europei, poi i sudamericani il 24 e infine gli asiatici il 28. 

L'ULTIMA VOLTA: IL 1974, LO ZAIRE E IL SURREALE MATCH CONTRO IL BRASILE - "I sacrifici di una generazione sono diventati la vittoria di un intero popolo. Pazienza, perseveranza e silenzio: ora il mondo sentirà la voce della Repubblica democratica del Congo". Le parole scritte nella lettera aperta del capitano del Congo Chancel Mbemba spiegano tutto. La vittoria contro la Jamaica è qualcosa che significa molto per una nazione che ha sofferto tantissimo. Calcisticamente, ma non solo, viste le costanti turbolenze politiche vissute. Come 52 anni fa, quando il Congo si chiamava Zaire per volontà del dittatore Mobutu. Il Mondiale di Germania Ovest 1974 fu il primo per il Paese e il primo per l’Africa subsahariana. L’impatto fu durissimo. Prima la sconfitta per 2-0 contro la Scozia, poi il clamoroso 9-0 subito dalla Jugoslavia. Alle soglie dell'ultima partita contro il Brasile, la pressione per i giocatori era enorme. Secondo le ricostruzioni dell'epoca, infatti, il regime aveva minacciato conseguenze pesanti in caso di un’altra umiliazione. I sudamericani andarono avanti per 3-0 a una decina di minuti dalla fine. La tensione era massima. All'85', prima di un calcio di punizione per i verdeoro, Mwepu Ilunga uscì dalla barriera, scattando in avanti e calciando via il pallone prima della battuta. Un tentativo di guadagnare tempo e di rimanere al sicuro. Il Brasile non dilagò, il Congo si salvò dall'ira di Mobutu e salutò un Mondiale che avrebbe riabbracciato solamente 52 anni dopo. 
 

IL CONGO DI OGGI: DIFESA DI FERRO, BAKAMBU LEADER E...UN TIFOSO SPECIALE - 6 gol subiti in 10 partite del girone di qualificazione al Mondiale, uno nei tre spareggi contro Nigeria, Camerun e Jamaica e due in Coppa d'Africa. Tre indizi fanno una prova: la difesa è il punto forte del Congo. Rocciosi e di esperienza internazionale, i quattro titolari di Desabre sono stati anche decisivi in zona gol. La copertina se l'è presa Tuanzebe, eroe con la Jamaica, ma a piegare il Camerun a tempo scaduto era stato l'altro centrale, Mbemba. Sulle corsie agiscono Wan Bissaka e Masuaku, entrambi forti di tanta esperienza in Premier League. L'ex Betis Bakambu è il faro offensivo e secondo per reti realizzate nella storia della Nazionale (21) . La sua spalla è Yoane Wissa, oggi al Newcastle, autore di 19 gol con il Brentford nella passata stagione. Una squadra globale, costruita su una forte diaspora europea: giocatori cresciuti tra Francia, Inghilterra e Belgio che rappresentano con orgoglio le proprie radici. Infine la forza in più di un tifoso speciale. Soprannominato "Lumumba" è diventato velocemente virale durante l'ultima Coppa d'Africa. Il motivo? La scelta di guardare tutte le partite della sua squadra immobile, in posa come una statua vivente, per rendere omaggio a Patrice Lumumba, primo ministro del Congo indipendente. L'obiettivo è quello di trasmettere forza spirituale alla Nazionale. Al momento però la sua presenza al Mondiale non è certa per questioni di passaporto. Ma quel che conta è che 52 anni dopo l'ultima volta la Repubblica Democratica del Congo non mancherà.