L’Italia fuori dal Mondiale: il ricordo opaco di una generazione rimasta ferma al morso di Suarez

L’Italia fuori dal Mondiale: il ricordo opaco di una generazione rimasta ferma al morso di SuarezTUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 12:20Interviste e Storie
di Lorenzo Bloise
Sono figlio del nuovo millennio, nato nel 2001. Dicono che sono un tipo pessimista, eppure mai mi sarei immaginato di aspettare così tanto per vedere di nuovo l’Italia ai Mondiali.

Il Mondiale del 2002 è come se non fosse mai esistito per me. D’altronde non avevo nemmeno un anno. Quello del 2006 è solo un ricordo sfocato. Ma c'è un momento che mi è rimasto nella mente. Mentre disegnavo una macchina da corsa con un pennarello rosso tutti intorno a me esultavano. Mio padre, mio fratello. C’erano anche i miei nonni. Ricordo mia madre alzarsi dal divano e gridare per la gioia di un calcio di rigore battuto da Grosso sotto il sette. A lei il calcio non è mai piaciuto. E allora lì realizzai che era successo qualcosa di davvero incredibile e irripetibile. Qualcosa che può capitare una volta ogni quattro anni, insomma. Sembrerà strano ma ancora oggi ricordo gol, azioni e telecronache a memoria di quell'edizione. Tutto merito di YouTube e dei social ovviamente. Ancora oggi mi raccontano di "quella volta che siamo scesi in strada con la bandiera dell’Italia per esultare”.

Finalmente arriva il 2010. È la prima vera occasione per godermi un’estate diversa dalle altre. Inizio a seguire il calcio con costanza. Tra me e me penso: “Se ce l’abbiamo fatta nel 2006 cosa potrebbe andare storto ora?”. Pensiero innocente. E invece cosa ricordo del Sudafrica? Shakira che canta Waka Waka, l’assordante rumore delle vuvuzela negli stadi. Paraguay, Nuova Zelanda e Slovacchia ci fanno vivere il primo incubo. Ma ancora non metabolizzo. O meglio, non so ancora cosa significa essere delusi per una partita. “Tanto ci riproviamo tra 4 anni”, penso.

Ed ecco il 2014. Contro l’Inghilterra mi illudo. Soprattutto perché ho ancora in mente gli Europei del 2012 (menomale che ci sono loro. Il me del 2021 ringrazia ancora). Usciamo ai gironi, di nuovo. Contro Costa Rica, Uruguay. E gli inglesi. Ma di quell’edizione noi 12enni all'epoca ricordiamo solo una cosa: quel morso di Suarez a Chiellini che diventa un meme di portata globale.

“Tanto ci riproviamo tra 4 anni”. Vero? E invece no. Svezia. Macedonia del Nord. Bosnia. Ora capisco il significato di delusione. Perché se non fosse per gli Europei post pandemia non saprei cosa vuol dire essere orgogliosi per la Nazionale. 

Sono figlio del nuovo millennio. Nato nel 2001 e seguo lo sport da quando ne ho memoria. Dicono che sono un tipo pessimista, eppure mai mi sarei immaginato di aspettare così tanto per vedere di nuovo l’Italia ai Mondiali. Anche quest'anno è andata così. E allora ci rivediamo nel 2030. Con la speranza di non rivivere un playoff da dentro o fuori. Io avrò quasi 30 anni. E il pensiero di non viverlo con la stessa spensieratezza della mia adolescenza un po’ mi spaventa.