La grandezza del River e l'Italia nel sangue, Galoppo: "La Serie A mi affascina"
Dal Banfield al River Plate, passando per il San Paolo in Brasile. Con l'Italia nel cuore e l'Europa nei sogni. Giuliano Galoppo, centrocampista argentino classe '99 non dimentica le sue radici. "Le mie origini italiane hanno sempre avuto un significato importante per me. Crescendo ho ascoltato tanti racconti sull’Italia da parte della mia famiglia e questo mi ha aiutato a sviluppare un legame speciale con il Paese fin da quando ero bambino", ha raccontato a gianlucadimarzio.com.
L'ultima stagione con Los Millionarios si è conclusa con la sconfitta - contro il Belgrano - nella finale dei Playoff di Apertura. Una delusione forte, spiega Galoppo: “Quando una stagione si conclude senza il trofeo che volevi vincere resta sempre un po’ di amarezza". Il centrocampista non vuole vedere però solo il negativo della sconfitta: "Allo stesso tempo, però, credo che ci siano stati tanti aspetti positivi nel nostro percorso come squadra. Abbiamo dimostrato continuità e competitività durante tutto l’anno. Personalmente mi porto dietro molta esperienza e la convinzione di poter continuare a crescere".
IL RIVER PLATE - “Il River è un club con una storia enorme e questo lo percepisci ogni singolo giorno. Giocare in uno stadio come il Monumental ti spinge sempre a dare qualcosa in più ogni volta che scendi in campo. È una grande responsabilità, ma anche una motivazione straordinaria per qualsiasi calciatore", ha ammesso il centrocampista parlando del prestigio del River Plate, club in cui gioca da gennaio 2025, quando si trasferì in prestito dal San Paolo. Da quest'inverno è invece un Millionario a tutti gli effetti, dal momento che è stato acquistato a titolo definitivo.
Insieme al suo riscatto, il River ha anche cambiato allenatore: da Gallardo - con cui ha giocato anche dietro le punte o esterno - a Coudet, che lo ha impiegato prevalentemente in mediana. Adattabilità a giocare in più posizioni e mettersi a disposizione della squadra: per Galoppo cambiare non è mai stato un problema: "Mi sento a mio agio in diversi ruoli del centrocampo. Nel corso della mia carriera ho giocato in varie posizioni e penso che la versatilità sia una delle mie qualità principali. Cerco sempre di adattarmi a ciò di cui hanno bisogno l’allenatore e la squadra. Mi piace essere coinvolto nel gioco, giocare con intensità e contribuire sia in fase offensiva che difensiva".
IDOLI E FONTI D'ISPIRAZIONE - Da argentino, la riposta non può che essere una se gli si chiede degli idoli: Maradona e Messi. Se invece si parla di centrocampisti, non c'è un nome preciso, bensì caratteristiche fondamentali: "Ho sempre apprezzato quelli completi, capaci di incidere sia in fase offensiva che difensiva. Credo che osservare altri giocatori sia sempre utile perché c’è sempre qualcosa da imparare".
Osservare e imparare. Questo è il mantra di Galoppo, che ha sempre avuto un occhio anche per i giocatori italiani: "L’Italia ha sempre prodotto grandissimi campioni e molti di loro hanno lasciato un segno importante nella storia del calcio mondiale. Ho sempre ammirato quei giocatori che univano qualità tecnica, leadership e personalità, caratteristiche che hanno contraddistinto tanti calciatori italiani nel corso degli anni".
Sono tanti i giocatori argentini che hanno fatto la storia in Serie A, e sono tanti quelli ammirati dal centrocampista del River: "Seguo la Serie A con grande interesse e il calcio italiano ha sempre avuto un legame speciale con i giocatori argentini. Attraverso diverse generazioni, tantissimi argentini hanno lasciato il segno in Italia: da leggende come Diego Maradona, Gabriel Batistuta, Javier Zanetti ed Hernán Crespo fino a nomi più recenti come Paulo Dybala e Lautaro Martínez. È una storia e una cultura calcistica che ogni tifoso argentino cresce apprezzando e rispettando".
FUTURO E ITALIA - Dopo anni in Sudamerica, per Galoppo potrebbe essere arrivato anche il momento di cambiare non solo squadra, ma anche campionato e continente. E l'Europa è certamente un obiettivo nella carriera del centrocampista: "Ogni giocatore sogna di mettersi alla prova in contesti diversi e nei migliori campionati del mondo. In questo momento il mio focus è semplicemente lavorare e farmi trovare pronto per qualsiasi opportunità possa arrivare, ma sicuramente l’Europa è qualcosa che mi affascina".
E perché no, a quasi 27 anni potrebbe essere giunto il momento di riabbracciare le origini arrivando in Italia: "La Serie A è uno dei campionati più prestigiosi al mondo ed è sicuramente una destinazione molto affascinante. Per me avrebbe anche un significato speciale per via delle mie origini italiane. Se un giorno dovesse presentarsi questa opportunità, sarebbe sicuramente qualcosa che valuterei con grande interesse".
A breve inizierà il calciomercato, ma Galoppo non vuole perdere il focus sul proprio lavoro, pur ammettendo di valutare tutte le ipotesi: "Penso che i prossimi mesi saranno importanti. So che c’è interesse da parte di diversi club e che ci sono già stati alcuni primi contatti, ma è ancora presto per sapere cosa succederà. Nel calcio le situazioni possono cambiare molto rapidamente. Io continuo a concentrarmi sul mio lavoro in campo, mentre il mio entourage segue tutte le opportunità. Quando sarà il momento, prenderemo la decisione migliore per il mio futuro".
MONDIALE - L'Argentina tenterà di bissare il successo di quattro anni fa, e avrà in Galoppo un tifoso in più. Il centrocampista del River non vuole però sbilanciarsi: "Fare pronostici è sempre difficile perché ci sono tante nazionali di altissimo livello. Quello che posso dire è che l’Argentina ha costruito una squadra molto solida, con qualità ed esperienza in ogni reparto. Ha tutte le carte in regola per arrivare fino in fondo e provare a difendere il titolo".