I legami di Quagliata: "Depor? Mai vissuto nulla di simile. Catanzaro mi ha risollevato"
Il tatuaggio per rendere il legame eterno. Un soprannome che lo rende un idolo. E una passeggiata sul mare per scacciare i brutti pensieri. Giacomo Quagliata e la città di A Coruña si sono trovati quasi per caso. Un anno dopo il suo arrivo sono diventati inseparabili. "Quello che ho vissuto qui non l'ho vissuto da nessun'altra parte". E ha voluto rendere indelebile sulla sua pelle la data del ritorno in Liga del Deportivo - il 24.05.2026 - perché sono ricordi che non dimenticherà mai. "Sarò eternamente grato a questa società".
Se i biancoblù sono risaliti da un incubo durato 8 anni, il merito è anche suo. "Qui lo stadio si accende con poco: l'energia è davvero contagiosa. Anche durante la settimana c’è qualcuno in giro per la città che indossa la maglia del Depor: nasci già con questi colori addosso. La città vive per questo", racconta l'esterno italiano nel documentario “Deportivo, que Locura: A Coruña riscopre la Liga”.
Entrare a far parte della famiglia blanca y azul è un atto di fede. E di grande prestigio: "Ho sempre desiderato venire in Spagna. E qui sono stato accolto benissimo. Per me è un orgoglio rappresentare questi colori: fin da quando sei piccoli sogni di far parte di una realtà come questa".
PARTIRE DAL BASSO - Da quelle parti lo chiamano il gladiatore. Ma per diventare il giocatore - e la persona - che è oggi, Quagliata è partito dal basso. La Serie D con Latina e Bari, poi la Lega Pro con la Pro Vercelli. L'esperienza in Olanda con l'Heracles e il ritorno in Italia con Cremonese e Catanzaro. "Contro il Monza ho fatto il tifo per loro come se fossi un ultras: la piazza di Catanzaro mi ha dato davvero tanto. Mi ha risollevato da un periodo complicato". Nato a Palermo, la spiaggia e la città di A Coruña lo fanno sentire a casa: "Entrambe vivono di calcio. Mi piace tantissimo passeggiare nella spiaggia del Riazor, si vede lo stadio. Il mare mi aiutare a riflettere, mi regala tante emozioni e mi rilassa prima delle partite".
LA FAMIGLIA E UNA PASSIONE NASCOSTA - Seppur distanti, il sostegno della famiglia non è mai mancato: "Loro e la mia ragazza mi hanno sempre supportato e sopportato. Sono due spalle fondamentali per la mia vita". La passione nascosta di Giacomo Quagliata? "Mi piace cantare il neomelodico vecchio stile". Determinato in campo, solare nella vita di tutti giorni. "Cosa mi rende me stesso? Vivere le emozioni che mi dà questo sport perché sono nato con la palla nelle piedi. Mio nonno aveva una scuola calcio. E stavo lì dalla mattina alla sera. Senza queste emozioni non sarei Giacomo Quagliata".