Malenchini racconta: "Pessina si presentò al primo allenamento con la maglia di Yashin. Doumbia e Zoma hanno avuto percorsi diversi"
Dal bluceleste dell’AlbinoLeffe all’azzurro della Nazionale. Un percorso tutt’altro che scontato, ma che racconta il lavoro svolto negli anni dal settore giovanile del club di Zanica. Nella prima lista dei convocati diramata da Roberto Mancini, infatti, sono stati tre i calciatori cresciuti nel vivaio dell’AlbinoLeffe a trovare posto: Pessina, Doumbia e Zoma. Un traguardo che ha riempito d’orgoglio il club e, in particolare, il direttore del settore giovanile Marco Malenchini, che ha raccontato tutte le emozioni legate alle convocazioni a LacasadiC.com: “Per noi, avere tre giocatori che sono passati da qui, che sono stati scelti e accompagnati da noi in un percorso fino a dove è stato possibile, è motivo di grande soddisfazione. Rappresenta un’ulteriore certificazione della bontà del lavoro che la società sta portando avanti con il settore giovanile, che per filosofia è uno dei cuori pulsanti dell'attività a Zanica”.
Il settore giovanile dell’AlbinoLeffe ha una filosofia precisa: accompagnare i ragazzi nel loro percorso di crescita, senza forzare i tempi e senza considerare il vivaio come uno strumento esclusivamente legato alle operazioni di mercato: “Parte dalla semina e arriva alla pianta finita. Il nostro settore giovanile ha l’obiettivo di curare e far crescere i giovani, non di fare operazioni di mercato. L’attività di base li forma e li accompagna fino all’attività agonistica, che svolge un lavoro differente, ma cerchiamo sempre di seguire i nostri giocatori lungo tutto il percorso”. Una strada che, nel caso di Pessina, Doumbia e Zoma, ha portato fino alla Nazionale. “È un motivo di grande orgoglio per tutti”.
"PESSINA CI FECE INNAMORARE DAL PRIMO GIORNO" - Dei tre ex AlbinoLeffe convocati in Nazionale, Pessina è l’unico che attualmente gioca in Serie A, mentre Doumbia e Zoma hanno intrapreso percorsi all’estero, rispettivamente allo Sporting CP e al Norimberga. Malenchini, però, conserva un ricordo particolare legato proprio al portiere oggi al Bologna: “Si è presentato al primo allenamento con la maglia di Yashin e lì ci ha fatto innamorare. Era un ragazzo un po’ introverso, molto concentrato e molto semplice”.
Un ragazzo che, anche lontano dal campo, aveva già mostrato caratteristiche speciali: “È sicuramente un ragazzo molto applicato, un predestinato. Ma è anche educato, e questi sono valori importanti”.
DOUMBIA E ZOMA: PERCORSI DIVERSI - Se Pessina non è mai arrivato a debuttare con la prima squadra dell’AlbinoLeffe, Doumbia e Zoma hanno invece avuto un ruolo da protagonisti in bluceleste. I due, oggi amici e compagni di un percorso che li ha portati fino alla Nazionale, hanno seguito però strade differenti nella propria crescita. A raccontarlo è ancora Malenchini: “Momo aveva già dall’U15 una capacità prestativa importante. Si capiva che aveva delle qualità che, in quelle categorie, potevano spostare gli equilibri. Issa, invece, ha sempre avuto ottime capacità tecniche e una buona visione di gioco, ma non riusciva a essere così prestativo come Zoma nelle varie categorie. Poi, con lo sviluppo fisico, è cambiato tutto, perché ha abbinato fisicità, forza e corsa”.
Due storie diverse, dunque, che confermano come nella crescita di un giovane calciatore non esista una formula uguale per tutti: “Ogni giocatore ha bisogno del suo tempo, del suo percorso. Non sono cose standard. Sono stati insieme da piccoli, sono cresciuti insieme da adolescenti e stanno insieme anche adesso, da adulti”.
PASSIONE - Alla fine, però, oltre al talento e al lavoro quotidiano, c’è un elemento che secondo Malenchini accomuna particolarmente Doumbia e Zoma: "La passione. Sia qui a Zanica, ma anche fuori, la passione per quello che poi è diventato il loro lavoro, il calcio, lo sport, li ha sempre trascinati. Se tu non hai passione, non so se arrivi lì e non so se riesci ad affrontare tutti i momenti di alto e di basso che ci sono in un percorso del genere”.
Dall’AlbinoLeffe alla Nazionale, passando per percorsi diversi e tappe differenti. Le storie di Pessina, Doumbia e Zoma raccontano così anche il lavoro di chi, a Zanica, li ha accompagnati durante gli anni della formazione. Un percorso fatto di tempi, crescita e passione, fino al traguardo più prestigioso: l’Azzurro.