Matteo Ruggeri, il nuovo simbolo del "Cholismo" targato Simeone
Dalla piccola San Giovanni Bianco alla semifinale di Champions League con l'Atletico Madrid. Matteo Ruggeri ne ha fatta di strada per arrivare a questi livelli: dal vivaio dell'Atalanta fino al prestito alla Salernitana, per poi ritornare da protagonista con Gasperini che lo ha portato a vincere l'Europa League contro il Bayer Leverkusen. Classe 2002, ancora a secco di presenze con la nazionale maggiore, Ruggeri è arrivato a Madrid con l'obiettivo di diventare sin da subito una figura importante per Simeone.
Chi meglio del Cholo per provare a migliorarsi? Ruggeri non ci ha impiegato più di tanto ad assimilare i concetti dell'argentino che lo ha fortemente voluto per rinforzare il pacchetto esterni con compiti offensivi ma anche con responsabilità difensive ben precise. Il posizionamento in fase di non possesso, stringere verso il centro e restare più vicino al centrale di sinistra per poi scalare sulla fascia quando il gioco si sviluppa sugli esterni. Tutti concetti che Ruggeri ha messo in pratica partita dopo partita guadagnandosi meritatamente un posto da titolare. Non solo fase difensiva, ma anche incisività quando bisogna attaccare. La consacrazione europea è arrivata nella doppia sfida contro il Barcellona in cui Ruggeri è stato tra i protagonisti, disputando due gare di altissimo livello abbinando intelligenza tattica, forza fisica e limitando la classe di Lamine Yamal.
Novanta minuti di intensità, anzi, di vero "Cholismo". Al 75' della gara del Metropolitano, Ruggeri ha ricevuto una gomitata sul sopracciglio da Gavi che lo ha costretto a indossare una vistosa fasciatura sulla testa e che al termine della partita gli è costata anche 6 punti di sutura. Aveva di fronte Yamal, ma dopo la gomitata sembrava anche averne di più rispetto agli altri, tanto da involarsi verso la porta con Sorloth per cercare di chiudere definitivamente la qualificazione. Anche con il sangue sul volto, Ruggeri non ha mollato un centimetro e ha incarnato perfettamente il credo calcistico dei Colchoneros. Ecco perché Simeone stravede per lui.
"Simeone mi ha impressionato sin dai primi allenamenti con la sua intensità, il tipo di esercizi che svolgiamo. Adoro il suo stile e il suo approccio, è stato allora che ho capito che potevo unirmi a questa squadra". Ruggeri si era presentato così la scorsa estate, già con le idee piuttosto chiare, ossia conquistare il Metropolitano.
SOLIDITÀ E SACRIFICIO, LA CRESCITA DI RUGGERI - Buona parte della crescita del classe 2002 si deve a Gasperini. A Bergamo agiva principalmente come classico esterno a tutta fascia e con compiti decisamente più offensivi. All'Atletico, però, arriva la svolta: Simeone gli ha chiesto di adattarsi a una linea di difesa a quattro, e Ruggeri con grande applicazione ha metabolizzato i concetti nel giro di poco tempo, in primis capacità di lettura del pressing e quando uscire forte sull'uomo.
LOOKMAN, MUSSO E RUGGERI: L'ATLETICO CHE INVESTE IN SERIE A - L'Atletico Madrid è tra i club che investono di più nella nostra Serie A. Una consuetudine che è viva dalla fine degli anni '90 e che ha visto ben nove italiani in biancorosso e ben 29 giocatori che si sono trasferiti dal nostro campionato nella Madrid rojiblanca. Ruggeri, Lookman, Musso e Nico Gonzalez per il presente dell'Atletico, mentre in passato c'è stato spazio per gli arrivi di Molina e De Paul dall'Udinese, Kalinic dal Milan e Savic dalla Fiorentina.
Per tornare più indietro, invece, bisogna risalire proprio al trasferimento di Simeone dalla Lazio all'Atletico e di Christian Vieri dalla Juventus. Insomma, una tradizione che prosegue costante da anni tra la Serie A e l'Atletico Madrid.