Calcio, petrolio e il sogno Champions: il Viking ha scritto la storia

Calcio, petrolio e il sogno Champions: il Viking ha scritto la storia
Viking
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Oggi alle 10:40Interviste e Storie
di Gerardo Guariglia
"Di mørkeblå" hanno scritto la storia. I norvegesi guidati dalla leggenda Bjarte Lunde Aarsheim giocheranno in Champions League per la prima volta

Stavanger, nota come la capitale del petrolio della Norvegia e d'Europa, è anche la città che dal lontano 1899 ospita il Viking attraverso anche una forte tradizione marittima. La leggenda narra che il primo pallone arrivò dall'Inghilterra via nave attraverso il Mare del Nord, una sorta di previsione di quello che "Di mørkeblå" avrebbero compiuto nel corso degli anni. Ma perché questo soprannome? Dopo la fondazione del club, la divisa era completamente bianca, ma il problema era lo stemma rosso e giallo, colori che tendevano a macchiare il bianco delle maglie quando venivano lavate. Per lavarle, di conseguenza, bisognava staccare lo stemma e ricucirlo dopo. A un certo punto il club risolse il problema passando al blu scuro e da quel momento nacque anche il soprannome De mørkeblå, “i blu scuro”.

Una storia curiosa per una delle squadre più vincenti della Norvegia con sei coppe nazionali e nove campionati vinti, l'ultimo nel 2025 che ha portato al sogno Champions League. Già, la Champions, quella tanto amata e desiderata competizione che il Viking disputerà per la prima volta nella sua storia. La difficoltà non sono di certo mancate: per arrivare nell'olimpo europeo, i norvegesi hanno dovuto superare l'ostacolo Dinamo Zagabria, che sulla carta mostrava più qualità e soprattutto più esperienza. Il 2-2 dell'andata ha lasciato spazio alla furia norvegese che, nel piccolo ma suggestivo Viking Stadium (impianto di circa 16mila spettatori), ha sfoderato una prestazione superlativa, vincendo 3-1 e regalandosi un sogno. Nonostante lo svantaggio iniziale, il Viking ha saputo reagire grazie al rigore di Zlatko Tripic e succesivamente ai gol di Edvin Austbø e Tobias Moi, entrambi cresciuti nel vivaio e diventati dei veri e propri eroi. Qualificazione che è un vanto non solo per il club, ma anche per tutto il movimento calcistico nazionale, perché per la seconda volta nella storia la Norvegia porterà due club in Champions League. L'ultima volta risale a 26 anni fa con Rosenborg e Molde.

Ma chi c'è dietro il progetto Viking? Un allenatore, anzi, due. Nel 2020, Bjarne Berntsen è stato esonerato e sostituito da Bjarte Lunde Aarsheim e Morten Jensen, che ancora oggi sono alla guida del club. Aarsheim è un ex centrocampista norvegese con una discreta carriera vissuta prevalentamente in Norvegia. È una vera e propria icona del club, nonché storico capitano con oltre 200 presenze registrate tra il 1993 e il 2005. Coraggio di attaccare senza perdere l'equilbrio, attaccare senza diventare schiavi dell'idea di dover sempre giocare allo stesso modo. Questo è il credo calcistico da quando Aarsheim è alla guida del Viking, idee che hanno portato il titolo norvegese dopo 34 anni di attesa. Aarsheim non vuole una squadra che aspetta, bensì una capace di prendere l'iniziativa, che quando perde palla prova a riconquistarla subito e che non abbia paura dell'avversario. A prescindere dal modulo, l'identità del Viking è ormai ben chiara.

AUSTBO, MOI E L'EX SAMP ASKILDSEN: I PUNTI DI FORZA DEL VIKING - Poco meno di 50 milioni di euro. Questo è il valore della rosa attuale del Viking, una squadra prevalentemente composta da calciatori norvegesi. Nel 4-3-3 di Aarsehim spiccano diversi calciatori di qualità che nel corso del tempo hanno contribuito alla crescita della squadra. Zlatko Tripic, ala/trequartista classe '92, è probabilmente il profilo offensivo più importante, nonché tra i principali assist-man del Viking. L'attacco è guidatato da Peter Christiansen, mentre Stensness e Falchener formano una coppia di centrali affiatata e di buon rendimento. A centrocampo, invece, spunta anche Kristoffer Askildsen, vecchia conoscenza della Serie A per via del suo passato con le maglie di Sampdoria e Lecce.

Talenti? Abbiamo già citato i due principali, protagonisti già contro la Dinamo Zagabria. L'ala sinistra classe 2005 Edvin Austbø e il centrocampista Tobias Moi, classe 2006. Loro rappresentono il fiore all'occhiello del Viking e col passare del tempo potranno anche dare il loro contributo nella nazionale norvegese. Sia Austbø che Moi fanno parte del presente e soprattutto del futuro di un club che per la prima volta nella storia ascolterà la musichetta magica della Champions League.