18mila abitanti e meno di 10 anni di storia: il piccolo Sabah giocherà in Champions League

18mila abitanti e meno di 10 anni di storia: il piccolo Sabah giocherà in Champions League
Sabah FC
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Oggi alle 18:30Interviste e Storie
di Gerardo Guariglia
Dalla seconda divisione dell'Azerbaigian alla Champions League. La storia del piccolo (e giovane) Sabah, club azero fondato solamente nel 2017

Dai preliminari di Champions League spesso arrivano storie meravigliose che meritano di essere raccontate. Ad aver scritto la storia, quest'anno, è il piccolo (e giovane) Sabah FC, club azero fondato solamente nel 2017. Un comune di appena 18mila abitanti, che sarà tra le città più piccole a disputare la Champions League. Per arrivare nell'élite del calcio europeo per la prima volta nella storia, il Sabah ha dovuto superare ben quattro turni preliminari: dalle vittorie contro The New Saints e Kups, fino agli ostacoli Aarhus e Hapoel Beer Sheva. La svolta è arrivata proprio contro gli israeliani: il Sabah doveva ribaltare il 2-1 dell'andata, e lo ha fatto alla grande, vincendo 5-2 al termine dei tempi supplementari.

In Azerbaigian è riuscita a interrompere il dominio del Qarabag, che ha vinto undici delle ultime tredici edizioni del campionato, aggiungendo in bacheca anche due Coppe nazionali consecutive. Una crescita esponenziale per un club che nel giro di poco tempo è passato dalla seconda divisione azera alla massima serie. Oltre ai trofei nazionali, c'è anche un percorso europeo che ha permesso al Sabah di farsi conoscere: non sarà la prima volta in Europa, perché il club ha già partecipato in due occasioni alla Conference League. Adesso, la Bank Respublika Arena potrà ascoltare quella musichetta che trasmette emozioni e storia. Dalla seconda divisione all'opportunità di sfidare stelle della Champions League come Mbappé, Yamal e Dembele. Non è un sogno, è realtà. Il Sabah ce l'ha davvero fatta.

LA STORIA DEL CLUB - Ma chi c'è dietro il miracolo Sabah? Il club è stato fondato a Masazır, nell’area di Baku. La sua nascita è legata al Bridge Group of Companies, che lo creò con l’obiettivo di costruire una società moderna e sviluppare giovani talenti azeri. In meno di nove anni è passato dalla seconda divisione a diventare campione d'Azerbaigian e a qualificarsi per la Champions League in uno stadio costruito solamente nel 2014 e precedentemente denominato "Alinja Arena". Tra i protagonisti di questa scalata c'è sicuramente Yaqub Huseynov, imprenditore azero e presidente del consiglio di sorveglianza di Bridge Group of Companies. Si tratta di un progetto basato su una struttura aziendale importante alle spalle, e pochi mesi dopo la fondazione viene creato un Consiglio di sorveglianza con all'interno figure con esperienza istituzionale, mediatica e calcistica, tra cui l'ex calciatore e allenatore Igor Ponomaryov, campione olimpico nel 1988 con l'URSS.

La palla, poi, è passata al campo. Il Sabah giocò la stagione 2017-18 in First Division, la seconda serie azera, classificandosi al quinto posto. Pur non vincendo il campionato, però, ottenne la licenza per partecipare alla massima serie azera nella stagione successiva. Il motivo? Le squadre davanti al Sabah non avevano i requisiti necessari per la promozione. Da lì ad oggi la crescita è stata costante sotto tutti i punti di vista: dal titolo alle coppe nazionali, passando per la Conference League e la storica qualificazione in Champions. Attualmente il valore della rosa è di circa 17 milioni, un dato ancor più significativo che testimonia l'impresa di questo piccolo e giovanissimo club azero.

VALDAS DAMBRAUSKAS, L'UOMO CHE HA ASSEMBLATO IL PUZZLE SABAH - Alla guida del Sabah c'è Valdas Dambrauskas, lituano classe '77 arrivato nell'estate 2025. Non ha avuto una grande carriera da calciatore, ma il destino ha voluto che le sue capacità venissero applicate e sfruttate nelle vesti di allenatore. Dambrauskas ha studiato sport e metodologia dell'allenamento alla London Metropolitan University e ha trascorso diversi anni in Inghilterra lavorando nei settori giovanili di Manchester United, Brentford e Fulham

Il Sabah era alla ricerca di un allenatore che avesse già dimostrato di saper trasformare un progetto ambizioso in una squadra vincente, e Dambrauskas rispecchiava a pieno questi aspetti. Con lo Zalgiris Vilnius aveva dominato in Lituania, con l'RFS aveva contribuito a portare un club emergente ai vertici lettoni, con il Ludogorets aveva vinto subito il campionato bulgaro e con l'Hajduk Spalato aveva conquistato una coppa nazionale in Croazia. Insomma, Dambrauskas ha sempre lasciato il segno ovunque è andato e lo ha fatto anche con il Sabah, conquistando campionato, coppa e soprattutto la storica qualificazione in Champions League. Una mentalità da sempre improntanta all'essere vincente, e non solo in campo, come successo nella versione lituana di "Chi vuol essere milionario". Dambrauskas non arrivò fino in fondo al quiz, riusciendo comunque a vincere circa 1200 euro, cifra che gli consentì di trasferirsi a Londra per conseguire la laurea.

ISAYEV, SIMIC E PARRIS: I PROTAGONISTI DEL SABAH -  I protagonisti del Sabah sono diversi. La società ha saputo creare e scovare un mix di giocatori azeri ma anche altri profili provenienti da altre parti del mondo. Il leader della squadra è Aleksey Isayev, centrocampista azero protagonista anche in nazionale. Esperienza e capacità di collegare centrocampo e attacco a disposizione di Dambrauskas. Il serbo Veljko Simic è un altro elemento importante del centrocampo così come il giamaicano Kahim Parris che a 24 anni è probabilmente l'elemento più qualitativo della rosa. Si tratta di un attaccante esterno molto rapido e con ottime capacità nell'uno contro.

Tra i punti di forza del Sabah c'è anche Timoteusz Puchacz, terzino polacco ex Union Berlino e Panathinaikos. A centrocampo, spicca un talento che potrebbe presto far parlare di sé: si tratta di Umarali Rakhmonaliyev, classe 2003 a segno anche nella vittoria per 5-2 contro l'Hapoel Beer Sheva. Centrocampista moderno capace di mixare quantità e qualità davanti alla difesa nel 4-2-3-1 di Dambrauskas. Il Sabah non è una squadra costruita intorno a un singolo calciatore, ma è un collettivo tra calciatori azeri e di livello internazionale ben assemblato da Dambrauskas, che ora proverà a mettere in difficoltà anche le regine d'Europa.