Dalla scuola Ajax studiando De Jong al gol al "Penzo": Lecce, chi è Olaf Gorter
Ha aspettato la prima da titolare in Serie A per lasciare il segno, con il gol che ha sbloccato Venezia-Lecce e che ha regalato ai giallorossi i primi tre punti della stagione. Olaf Gooitzen Paul Gorter, centrocampista olandese classe 2005, si porta dietro una storia che attraversa i grattacieli di Singapore, i canali di Amsterdam e, da oggi, anche il calore del Salento.
Atterrato all'aeroporto di Brindisi nell'estate 2024, direttamente dall'inesauribile vivaio dell'Ajax, Gorter è il classico 'colpo alla Corvino'. Un anno di apprendistato in Primavera, qualche apparizione in prima squadra, e ora, con la rivoluzione a centrocampo data dal mercato, una mina vagante nella rosa salentina. Eusebio Di Francesco lo ha infatti osservato nel ritiro estivo in Austria, ne ha apprezzato la disciplina, lo ha provato in Coppa Italia contro il Palermo e alla fine lo ha lanciato dal primo minuto al "Penzo". Lui ha risposto presente, con un inserimento e un destro al volo vincente a inizio ripresa che ha aperto la strada al 2-0 finale.
GIRAMONDO - La tecnica parla olandese, ma la biografia racconta molto altro. Olaf nasce infatti nei Paesi Bassi, ma è a Singapore - dove si trasferisce con il padre - che dà i primi calci a un pallone, in una scuola calcio affiliata all’Arsenal. Dopo di che, il trasferimento in Australia, l'esperienza con i Northern Tigers, e il ritorno in Olanda all'età di 12 anni. In campo è raro vederlo sbagliare una scelta. Passaggi al millimetro sui piedi dei compagni, e la scuola Ajax si percepisce lontano un chilometro.
L'IDOLO DE JONG - D'altronde, quando il tuo idolo è Frenkie de Jong, la tecnica e la qualità sono l'ABC. Il taglio di capelli e la fisionomia lo ricordano molto, ma è ancora troppo presto per azzardare paragoni di questo tipo. Del centrocampista del Barcellona, Gorter osserva le geometrie, l'eleganza e la capacità di rompere le linee, provando a rubargli con gli occhi il posizionamento del corpo e la conduzione di palla. Alto quasi un metro e ottantacinque, nasce come mediano di equilibrio e interdizione davanti alla difesa. A Venezia, però, ha mostrato di saper anche verticalizzare e pungere in avanti, smentendo l'etichetta di mediano puro, proprio come il suo idolo.
Blindato fino al 2029, il Lecce sa di avere in casa un patrimonio - tecnico ed economico - e non ha nessuna intenzione di lasciarselo scappare.