Addio a Evaristo Beccalossi: le reazioni nel mondo del calcio
Il mondo del calcio piange la scomparsa di Evaristo Beccalossi, storica bandiera dell’Inter. L’ex centrocampista, che avrebbe compiuto 70 anni il prossimo 12 maggio, è morto nella notte a Brescia dopo un lungo periodo segnato da gravi problemi di salute. Un talento unico, capace di lasciare un segno profondo nella storia nerazzurra. Il funerale sarà celebrato venerdì 8 maggio alle 13,45 presso la Chiesa Conversione di San Paolo, nella sua Brescia, mentre oggi dalle 12 alle 19 e domani dalle 9 alle 19 sarà allestita la camera ardente presso la clinica Poliambulanza di Brescia. La famiglia ha dato il consenso all’espianto delle cornee. Di seguito i messaggi di cordoglio del mondo del calcio.
IL CORDOGLIO DI GALLIANI - Si aggiunge ai messaggi anche quello dell'ex Amministratore Delegato del Milan Adriano Galliani: "La scomparsa di Evaristo Beccalossi mi addolora profondamente. Indimenticato fuoriclasse nerazzurro, con lui perdo un amico. Il nostro legame risale alla stagione 1985-86 quando giocava nel mio Monza e il suo sinistro fatato e il suo estro purissimo incantavano i brianzoli. Caratteristiche che hanno reso Evaristo protagonista della storia del calcio italiano. Era un talento unico, capace di accendere la fantasia dei tifosi con una sola giocata. Alla sua famiglia rivolgo le mie più sentite condoglianze, nel ricordo di un uomo di sport che ha dato tanto al nostro calcio e alle mie città".
IL CORDOGLIO DELLA FIGC - La FIGC nella nota ufficiale ha ripercorso la carriera dell’ex fantasista, sottolineandone il talento e il percorso nel calcio italiano: cresciuto nel Brescia, fu acquistato dall’Inter nell’estate 1978, con cui collezionò 216 presenze e 37 gol, vincendo lo Scudetto nella stagione 1979/80 e una Coppa Italia due anni dopo. Nel corso della sua carriera ha vestito anche le maglie di Sampdoria, Monza, Barletta, Pordenone e Breno, oltre a quelle delle Nazionali giovanili e olimpica. Il ricordo si è poi spostato anche sul suo impegno dopo il ritiro: Beccalossi ha infatti ricoperto il ruolo di capodelegazione delle Nazionali Under 20 e Under 19, contribuendo alla crescita di molti giovani e festeggiando nel 2023 il titolo europeo Under 19 a Malta. A chiudere il messaggio le parole del presidente Gravina: “Perdiamo una persona vera, un entusiasta del calcio e un riferimento per i giovani. Oltre ad essere stato un grande calciatore, nel suo ruolo di capodelegazione delle Nazionali giovanili azzurre ha contribuito alla crescita di tanti ragazzi, ai quali trasmetteva amore per il nostro sport”.
IL MESSAGGIO DELLA SAMPDORIA - La squadra di Genova rende omaggio alla memoria di Beccalossi con un messaggio sui propri canali social, accompagnato da una foto dell’ex fantasista in maglia blucerchiata. Il club ha scelto poche parole: “Ciao Beck”. Un omaggio per ricordare un giocatore che, nella stagione 1984-86, ha vestito anche la maglia della Sampdoria collezionando 9 presenze. Nei commenti al post è apparso anche un cuore di Roberto Mancini, ulteriore segnale dell’affetto e del ricordo che il mondo del calcio continua a dedicare a Beccalossi.
IL CORDOGLIO DEL MONZA - Il Monza ricorda Beccalossi con un messaggio legato anche al suo passato in maglia biancorossa, ricordandone talento e imprevedibilità: “AC Monza partecipa al dolore della famiglia per la scomparsa di Evaristo Beccalossi, uno dei fantasisti più talentuosi e imprevedibili del calcio italiano, che vestì la maglia biancorossa nella stagione 1985-86, in cui collezionò 15 presenze e 3 gol”. Un ultimo saluto essenziale ma sentito, chiuso da un pensiero diretto e affettuoso: “Ciao Becca”.
IL CORDOGLIO DEL NAPOLI - Tra i messaggi di cordoglio arrivati in queste ore, anche quello del Napoli, che ha voluto omaggiare l'ex calciatore dell'Inter con una nota ufficiale. Il club azzurro si è stretto attorno al mondo del calcio e alla famiglia dell’ex fantasista nerazzurro, ricordandone il valore umano e sportivo. Nel messaggio, la società guidata da Aurelio De Laurentiis ha sottolineato il legame tra diverse figure del calcio italiano: “Il Presidente Aurelio De Laurentiis, il suo storico compagno di squadra e grande amico Lele Oriali, e tutta la SSC Napoli si uniscono al cordoglio per la scomparsa di Evaristo Beccalossi, bandiera dell'Inter e icona del calcio italiano negli anni Settanta e Ottanta”.
IL CORDOGLIO DEL LECCO - Il Lecco ha voluto ricordare l'ex fantasista con un messaggio ufficiale sui propri canali social, sottolineando il legame che lo ha unito anche al mondo bluceleste dopo la carriera da calciatore. Nel comunicato si legge: “La Calcio Lecco 1912 si stringe nel cordoglio per la scomparsa di Evaristo Beccalossi, presidente della società tra il 2014 e il 2016, che ha rappresentato con orgoglio e passione i colori blucelesti”. Un ricordo che va oltre il campo, legato anche al suo ruolo dirigenziale e alla vicinanza con il club. Infine, il pensiero della società e del presidente: “Il presidente Aniello Aliberti e tutta la società esprimono vicinanza nel dolore ai suoi cari porgendo alla famiglia le più sentite condoglianze”.
IL CORDOGLIO DI BERGOMI - Giuseppe Bergomi ha voluto ricordare Evaristo Beccalossi con parole cariche di affetto ai microfoni di TMW. L’ex capitano dell’Inter, compagno di squadra negli anni nerazzurri, ha sottolineato il legame umano e sportivo che lo univa al fantasista: “Gli abbiamo voluto bene tutti, compagni di squadra e tifosi. Ha fatto innamorare tanta gente del gioco del calcio con il suo modo di giocare e di dribblare”. Bergomi ha poi ricordato non solo il talento, ma anche la persona dietro al calciatore: “Era un ambidestro, ma era una persona gioiosa, che amava il calcio”. Un profilo che andava oltre il campo e che ha lasciato il segno anche dopo il ritiro, come ha evidenziato lo stesso ex difensore: “Da quando ha smesso è sempre stato un ragazzo positivo, che amava il suo sport”. Infine, il saluto più sentito, che riassume il peso della perdita per tutto l’ambiente interista: “I tifosi interisti sono diventati interisti anche per lui. Ciao Becca, ci mancherai”.
IL CORDOGLIO DELL'UNION BRESCIA - Anche l’Union Brescia ha voluto rendere omaggio all'ex trequartista con un messaggio ufficiale, sottolineando il forte legame tra il fantasista e la sua terra d’origine. Un ricordo sentito, che va oltre il campo e abbraccia l’identità di un territorio che in Beccalossi si è sempre riconosciuto. Nel comunicato, il club ha evidenziato il valore umano e tecnico dell’ex numero 10 nerazzurro: “Union Brescia esprime il più profondo cordoglio per la scomparsa di Evaristo Beccalossi. Figura emblematica del calcio italiano e autentica espressione della brescianità, Beccalossi ha incarnato una visione del gioco fatta di concretezza e, al tempo stesso, di straordinaria sensibilità artistica. Un equilibrio raro, capace di lasciare un segno indelebile dentro e fuori dal campo”. Infine, il pensiero rivolto alla famiglia e agli affetti più cari: “Alla famiglia e a tutti i suoi cari giungano le più sentite condoglianze da parte del Presidente Giuseppe Pasini e di tutto il Club”.
IL CORDOGLIO DELL'INTER - L’Inter ha ricordato Evaristo Beccalossi con una lunga nota ufficiale sul proprio sito, tra emozione e senso di appartenenza: “Ci sembra impossibile. Nelle pieghe dei ricordi e nella vita di tutti i giorni, Evaristo era sempre uno di noi. Ineffabile, come i suoi dribbling, unico, come il suo modo di trattare il pallone”, hanno scritto i nerazzurri, sottolineando il talento naturale di un giocatore capace di trasformare ogni tocco in spettacolo. Il club ha poi ricordato anche il suo legame duraturo con l’ambiente interista: “Le coccole di Evaristo sono state tante, dentro e fuori dal campo, negli anni in nerazzurro - dal 1978 al 1984 - e poi dopo, nella vita da ex calciatore, sempre al fianco dell'Inter, sempre dentro il calcio, tra Federazione, ragazzi da ispirare e far crescere. Da fantasista anche lì”.
Beccalossi è stato uno dei grandi numeri 10 della storia interista, erede di Sandro Mazzola, simbolo di un calcio creativo e fuori dagli schemi. Il suo arrivo dal Brescia nel 1978 segnò l’inizio di un rapporto speciale con San Siro, come raccontato nel comunicato: “La numero 10 sulle spalle: arrivò all'Inter dal Brescia, la squadra della sua città, nel 1978 e si trovò catapultato dentro un Meazza che lo accolse subito spellandosi le mani. D'altronde la segnalazione a Sandro Mazzola - suo predecessore con la 10 e all'epoca dirigente nerazzurro - arrivò dopo una partita in cui dribblò cinque giocatori, prima di fallire il gol davanti al portiere”. Un ritratto perfetto della sua genialità, fatta di intuizioni e imprevedibilità. Infine, il saluto del club per un giocatore diventato simbolo della storia nerazzurra: “La cosa più bella a mio avviso era che il popolo interista si identificava in noi. Ho lasciato un buon ricordo anche al giorno d'oggi”.