Barcellona, Lewandowski apre all'addio: "Futuro? Valuto anche campionati minori per godermi la vita"
Il Barcellona fa festa per la conquista della Liga, suggellata dal prestigioso successo nel Clásico contro il Real Madrid (2-0), ma in casa blaugrana tiene banco anche il futuro incerto di Robert Lewandowski. Nel pieno dei festeggiamenti sul prato dello Spotify Camp Nou, l'attaccante polacco ha sorpreso tutti, lasciando intendere che la sua avventura in Catalogna potrebbe essere giunta al capolinea. A quasi 38 anni, e con un contratto ormai agli sgoccioli, l'attaccante ha parlato ai microfoni delle emittenti polacche Eleven Sports e Canal Plus+ Polonia, tracciando un bilancio della stagione e aprendo le porte a diversi scenari per il suo futuro.
L'IPOTESI DI UN CAMPIONATO MINORE E LA FAMIGLIA - Il nodo principale riguarda proprio la scadenza del suo accordo con il club spagnolo, distante ormai meno di due mesi. "Non so ancora cosa farò. Ho appena scoperto che mi restano 51 giorni di contratto, quindi ho ancora tempo", ha spiegato Lewandowski. "Sicuramente aspetterò che compaiano diverse opzioni e poi deciderò cosa è meglio per me e per la mia famiglia".
Nonostante una condizione atletica ancora invidiabile, l'attaccante valuta seriamente l'idea di abbassare i ritmi agonistici: "Potrebbe esserci l'opzione di andare in un campionato di livello inferiore. Ho quasi 38 anni, ma fisicamente mi sento bene e ci sto pensando. Devo considerare la possibilità che forse questo sia il momento di giocare in scioltezza e godermi la vita". Una scelta che, come ammesso dal giocatore, terrà conto in egual misura delle ambizioni sul campo e della serenità privata: "Non si può separare l'ambizione sportiva dalla vita familiare, perché tutto è importante. Credo che alla fine si tratti di scegliere ciò che sentiamo essere la cosa migliore, e andremo in quella direzione".
LE ROTAZIONI DI FLICK E I PROBLEMI FISICI - Nel corso dell'intervista c'è stato spazio anche per analizzare la stagione appena conclusa, caratterizzata da qualche infortunio di troppo e dalle scelte tattiche di Hansi Flick, che lo ha spesso impiegato part-time. "A volte capivo le panchine, dipende dalle partite", ha confessato con onestà. "La stagione è stata lunga e all'inizio ho avuto problemi muscolari. Due o tre piccoli infortuni mi hanno frenato, poi ho dovuto ritrovare il ritmo e anche questo richiede tempo. Non è stato facile perché volevo sempre giocare, è nella mia natura, ma ci sono dei vantaggi quando riposi: hai più energia nella vita quotidiana, e apprezzo anche questo".