Il Barcellona festeggia la 29esima Liga: si decide tutto nel Clásico
"Més que un club" recita il motto blaugrana. Una famiglia, spiegano in tanti. Anni di investimenti sui giovani per un futuro che ormai è sempre più presente. Il Barcellona gioisce ancora una volta, con una nuova Liga tra le sue braccia. I ragazzi di Flick portano così a casa il secondo trofeo stagionale dopo la vittoria della Supercoppa di Spagna, lo scorso 11 gennaio proprio contro il Real Madrid.
Il tutto sulla cornice di una sfida speciale, quella dell'eterna rivalità: il Clásico. La sblocca Rashford con un capolavoro su punizione, poi raddoppia il solito Ferran Torres. Altro gol meraviglioso, propiziato da una magia di tacco di Dani Olmo, che basta per chiudere qui i giochi. A tre giornate dal termine il Barcellona centra l'obiettivo. Inizia così la festa al Camp Nou, pieno di tifosi in occasione del grande evento. Il Barcellona chiude i conti con tre giornate di anticipo e ancora una volta è campione de La Liga.
ANCORA FLICK - Determinato, a tratti severo e molto preciso. Mai una parola di troppo, rimanendo sempre focalizzato sul presente. "Non importa quando si vince, l'importante è fare un buon lavoro", ha spiegato Flick dopo la vittoria con l’Osasuna senza volersi sbilanciare sulla vittoria de La Liga. E così, silenzioso, fa due su due. Anche in un giorno durissimo, quello della scomparsa del padre, sta vicino ai suoi ragazzi, regalandosi una notte di emozioni contrastanti.
Arrivato nel 2024, ha centrato due volte consecutive l’obiettivo campionato, cosa che non succedeva dalle stagioni 2017-19 con Ernesto Valverde sulla panchina blaugrana. Ma non solo, lo stesso si è ripetuto anche in Supercoppa, con la vittoria dei suoi ragazzi sia la passata sia la presente stagione. Un vero 'ganador', direbbero in Spagna.
I PROTAGONISTI - Si sa, i meriti però non vanno solo all’allenatore ma soprattutto a chi scende in campo. E La Masia è sempre più presente in queste vittorie, a partire dalla grande star Lamine Yamal. Molto spesso decisivo, capocannoniere blaugrana (per gol e assist) di questa stagione e con un numero molto importante sulle spalle. Per avere solo 18 anni l’eredità del 10 pesa molto e sono frequenti anche le critiche, alle quali risponde battendo record su record e vincendo trofei. Senza dimenticare il secondo posto al Pallone D’Oro nel settembre 2025 da neo maggiorenne.
Poi ci sono i veterani, i grandi bomber che lasciano ancora il segno, soprattutto negli scontri decisivi, come Robert Lewandowski. Il Barcellona chiama e il polacco risponde sempre presente, come nella sfida con l’Osasuna di sabato 2 maggio oppure nella finale di Supercoppa spagnola. In quell’occasione ad aiutare il classe ‘88 è stato Raphinha con una doppietta. Con le loro tre reti i blaugrana hanno infatti portato a casa il trofeo a inizio anno.
MALEDIZIONE CHAMPIONS - Ma ci sono anche note dolenti: la maledizione Champions continua. Anche in questa stagione i tifosi blaugrana non possono sognare la tanto ambita coppa, con una finale che manca dal 2015. Non è bastata la vittoria al Metropolitano nella sfida di ritorno dei quarti. Tra reti annullate e occasioni clamorose il Barcellona non ce l’ha fatta, di nuovo.
E il giorno dopo sono arrivati anche i commenti. "Arrendersi non è un’opzione", ha scritto Yamal sui social. "Bisogna imparare dalle sconfitte. Questa tristezza servirà per generare allegria molto presto", aveva commentato invece Pedri. Questa gioia, a distanza di qualche settimana, è finalmente arrivata. Lasciata alla spalle la questione Champions, i blaugrana ora si godono un’altra Liga. Perché, alla fine, il Barcellona è "més que un club".