Bove racconta: "Tornare in Serie A sarebbe un piacere ma al Watford sono felice. Roma in Champions? Lo spero"
La Boreale festeggia 80 anni e alla cerimonia non poteva mancare Edoardo Bove. Il centrocampista ha presenziato al compleanno della squadra in cui ha mosso i primi passi e con la quale ha realizzato il nuovo centro sportivo "Casa Viola", affiliato alla Fiorentina. "Essere qui è motivo di grande orgoglio. Il fatto di essere presente agli 80 anni e aver fatto parte di questa società mi riempie di gioia. Tornare a casa fa sempre bene" ha detto Bove a margine dell'evento organizzato dalla società.
Il centrocampista ha parlato della sua avventura al Watford, in Inghilterra. Bove ha detto di essere felice e ha parlato di un ipotetico ritorno in Serie A: "In Inghilterra mi sta piacendo e sono contento. L'addio al calcio italiano? Non lo definisco dispiacere. Per me la Serie A è un campionato importante e non nego che la possibilità di tornare sarebbe un piacere. Sono comunqe molto contento al Watford, vedremo cosa riserverà il futuro".
"HO RIMESSO IL CALCIO AL CENTRO DELLA VITA" - Edoardo Bove ha proseguito la chiacchierata con i giornalisti parlando della salvezza della Fiorentina, la sua ex squadra. "Ho sentito i compagni, sono contento della salvezza perché è un club a cui sono affezionato" ha detto. "I viola mi hanno dato la possibilità di unire la Boreale alla maglia della Fiorentina. Celebrare gli 80 anni con l'affiliazione al club è motivo di grandissimo orgoglio e li ringrazio per quanto mi sono stati vicini".
Il classe 2001 ha commenato anche la corsa della Roma verso la qualificazione alla Champions League: "Spero per la piazza, per i compagni. Non parliamo prima, vediamo come va, ieri è stata una vittoria importante". Poi, ha scherzato sul derby tra i giallorossi e la Lazio, in programma il 17 maggio: "Sabato è il mio compleanno, speriamo in un regalo in ritardo".
Infine, Bove ha parlato della gioia per aver riportato il calcio al centro della sua vita: "Devo pensare a fare bene sul campo e a divertirmi, è ciò che mi è mancato. Aver rimesso il calcio al centro della mia vita è stata la cosa più importante".