La FIFA risponde all'IFAB: "L'interpretazione della Mistaken Identity è stata applicata in modo coerente"

La FIFA risponde all'IFAB: "L'interpretazione della Mistaken Identity è stata applicata in modo coerente"
Oggi alle 10:11News Calcio
di Redazione
La FIFA ha risposto all'IFAB in merito ai commenti sull'applicazione della regola sulla Mistaken Identity: la nota ufficiale

La FIFA ha deciso di rompere il silenzio e rispondere all'IFAB in merito alle polemiche legate all'utilizzo della VAR e alla gestione della Mistaken Identity, ovvero l'errore di identificazione. Al centro del dibattito c'è quindi la discussa espulsione di Embolo durante i quarti di finale dei Mondiali tra Argentina e Svizzera, che secondo l'International Football Association Board (che stabilisce le regole del gioco) sarebbe frutto di un'errata interpretazione del regolamento.

Per l'IFAB, infatti, le linee guida sullo scambio di persona andrebbero applicate esclusivamente per correggere l'autore materiale di un fallo, e non per sanzionare una simulazione. Di diverso avviso è la federazione internazionale, che difende fermamente la bontà e la coerenza delle decisioni prese sul campo durante la rassegna iridata. A partire proprio da quanto fatto in Argentina-Svizzera dall'arbitro portoghese Joao Pedro Da Silva Pinheiro, dal VAR messicano Guillermo Pacheco e poi dal cileno Juan Lara e dall'italiano Marco Di Bello in qualità di AVAR.

LA NOTA UFFICIALE - In difesa del proprio operato, la FIFA ha ribadito la propria posizione attraverso una nota ufficiale, confermando come la linea adottata sia stata condivisa e ritenuta valida anche nelle sedi istituzionali competenti. "L'interpretazione della FIFA della Mistaken Identity è stata applicata in modo coerente durante la Coppa del Mondo FIFA. Ci sono stati due casi in cui un giocatore è stato erroneamente identificato come autore di un fallo passibile di cartellino giallo e il VAR ha consigliato all'arbitro di correggere l'errore fattuale causato dalla simulazione dell'avversario".

"La simulazione in sé non può essere contestata e non dovrebbe comportare una sanzione disciplinare contro un avversario che potrebbe poi portare a ulteriori conseguenze, come l'espulsione per un secondo cartellino giallo o una squalifica per ammonizioni accumulate. Non consideriamo questo un errore dell'arbitro o del VAR e la decisione ha ripristinato la giustizia. Notiamo i commenti dell'IFAB nella sua Circolare, siamo stati in contatto con loro per tutto il tempo e hanno confermato che questa interpretazione è valida, che è stata ben accolta e che farà parte della discussione sulle revisioni del Protocollo VAR, come discusso nell'ultimo AGM (l'ultima assemblea generale annuale, ndr)".