L’Unione europea contro il piano commerciale della FIFA: "Giù le mani dal nostro sport"

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Oggi alle 12:06News Calcio
di Mattia De Pascalis
L’Unione europea si schiera contro il nuovo piano commerciale della FIFA. Micallef: "La commercializzazione del calcio ha superato ogni limite".

La nuova strategia commerciale della FIFA incontra la dura opposizione dell’Unione europea. Al centro delle polemiche c’è il progetto per la costituzione di FIFA Forward Enterprise, una società controllata dalla Federazione internazionale nella quale dovrebbero confluire i diritti televisivi, le sponsorizzazioni, la biglietteria, il licensing e le attività operative legate ai tornei.

Il piano prevede l’ingresso di investitori privati attraverso l’acquisto di quote di minoranza. La FIFA manterrebbe il controllo della società e la piena autorità sulle competizioni, sul calendario internazionale e sulle decisioni regolamentari, mentre le risorse raccolte verrebbero destinate allo sviluppo del calcio nelle 211 federazioni affiliate.

LE PAROLE DI MICALLEF - Il progetto ha però sollevato forti perplessità sulla separazione tra gli interessi economici della nuova società e il ruolo istituzionale della FIFA. A intervenire è stato Glenn Micallef, commissario europeo allo Sport, che attraverso un lungo messaggio pubblicato su X ha criticato apertamente la crescente commercializzazione del calcio: "Qui non siamo nel baseball. La Coppa del Mondo rimane il più grande torneo sportivo del pianeta, nonostante la FIFA sfrutti ogni opportunità commerciale. Ma tutto ha un limite. L’inarrestabile commercializzazione del calcio è diventata corrosiva. Sta minacciando gli elementi che hanno reso il calcio lo sport più popolare al mondo. Il successo commerciale deve rafforzare il calcio, non divorarlo. Giù le mani dal nostro sport".

Micallef ha quindi invitato tutte le componenti del sistema calcistico a prendere posizione, evidenziando il possibile conflitto tra il potere regolamentare della FIFA e gli interessi degli investitori privati: "Tutti abbiamo una responsabilità. Giocatori, tifosi, club, leghe, federazioni nazionali, confederazioni e media hanno tutti voce in capitolo e dovrebbero farla sentire. Una preoccupazione particolare sorge quando i poteri normativi della FIFA si allineano agli interessi finanziari di entità private; quando, cioè, il valore degli investimenti dipende dalle decisioni prese dalla FIFA. Ciò solleva interrogativi profondi in merito alla governance, all’indipendenza e ai conflitti di interesse".

LA POSIZIONE DELLA COMMISSIONE EUROPEA - La Commissione europea valuterà inoltre il progetto dal punto di vista del diritto della concorrenza: "Si tratta inoltre di proposte che sollevano importanti questioni sotto il profilo del diritto della concorrenza. Come costantemente riconosciuto dalla Corte di giustizia dell’Unione europea, le norme sportive sono soggette al diritto dell’Ue laddove producano effetti economici. Nell’ambito delle proprie competenze ai sensi dei Trattati, la Commissione europea esaminerà attentamente tali proposte".

Infine, il commissario ha appoggiato la posizione della UEFA e chiesto alle singole federazioni di confrontarsi con tutte le parti coinvolte prima di esprimersi: "Sostengo inoltre la UEFA e le richieste delle parti interessate di esercitare un maggiore controllo. Ogni federazione nazionale deve avviare un confronto significativo, coinvolgendo leghe, club, calciatori e tifosi, prima di prendere posizione".