La critica di Sergio Conceiçao: "Al Milan una società assente. Ci serviva protezione, ma non è arrivata"

La critica di Sergio Conceiçao: "Al Milan una società assente. Ci serviva protezione, ma non è arrivata"TUTTOmercatoWEB.com
Oggi alle 11:42News Calcio
di Simone Bianchi
L'ex allenatore del Milan Sergio Conceiçao, oggi all'Al Ittihad, è tornato sui suoi mesi in rossonero: "Società assente, nessuna protezione"

In un periodo in cui le cose in casa Milan non sembrano andare per il verso giusto (domani inizierà il ritiro a Milanello), anche Sergio Conceição è intervenuto per parlare del suo periodo da allenatore rossonero. "Giocavamo ogni tre giorni, ci allenavamo in partita. Tanti video, poco lavoro in campo. Ma non mi lamento. Quando ho firmato, conoscevo il calendario".

Ma comunque, per il portoghese oggi guida dell'Al Ittihad in Saudi Pro League, il bilancio è tutt'altro che negativo. "Sono comunque stati sei mesi positivi. Abbiamo fatto due finali. Una l’abbiamo persa (quella di Coppa Italia contro il Bologna, ndr), è vero, ma sarebbe potuta andare diversamente". Più nello specifico, l'ex calciatore di Lazio e Inter tra le altre è stato in carica da 30 dicembre 2024 al 30 giugno 2025. In 31 partite, 16 vittorie e 5 pareggi, per una media punti di 1,71 punti totali.

SOCIETÀ ASSENTE - "Non è facile fare l’allenatore del Milan", dichiara in modo netto Conceição nell'intervista rilasciata a "Repubblica". "È una squadra storicamente abituata a giocare stagioni di altissimo livello, a vincere le finali di Champions. Al tempo stesso, il momento era complicato. Al Porto era diverso, avevo un presidente che è rimasto in carica per decenni e si è ritirato da più titolato al mondo. La società è ben strutturata e organizzata. Il passaggio non è stato facile". 

In rossonero, invece, una situazione diametralmente opposta. "A Milano, dopo la vittoria della Supercoppa, è bastato un pareggio col Cagliari perché cominciassero a girare voci su chi avrebbe preso il mio posto. E nessuno le ha smentite. Ho frequentato spogliatoi per venticinque anni e so che l’instabilità ambientale arriva anche lì. Non era facile giocare con i tifosi che disertavano la curva. E con i social, quello che si diceva di noi arrivava ai calciatori. Ci sarebbe servita grande protezione da parte del club. Se la società non è forte, lo spogliatoio non può essere forte".

LEADER E SHOW - Sono diversi, comunque, i momenti indimenticabili vissuti alla guida del Milan. A partire dagli uomini chiave, che pochi giorni dopo l'arrivo in rossonero hanno alzato la Supercoppa in Arabia. "I leader sono quelli che danno l'esempio anche nel modo di comportarsi fuori dal campo. Pulisic e Gabbia erano leader per l'esempio che davano, ma non erano gli unici”. E sulla celebre esultanza con il sigaro ha concluso: “Non volevo fare nessuno show, ma qualcosa che fosse naturale. L'ho sempre fatta nella mia carriera".