Malagò: "Il commissariamento un caso da studiare. Arbitri? Mancano i fondi. Su Bianchedi ho sbagliato i tempi"

Malagò: "Il commissariamento un caso da studiare. Arbitri? Mancano i fondi. Su Bianchedi ho sbagliato i tempi"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 10:47News Calcio
di Mattia Picchialepri
Le parole di Giovanni Malagò: il commissario della FIGC fa il punto sul commissariamento, la Nazionale, il caso Bianchedi e gli stadi per Euro 2032

Giovanni Malagò fa un bilancio approfondito sulla situazione del calcio italiano a poche settimane dalle prossime elezioni federali. Intervenuto ai microfoni di Radio Anch'io Sport su Rai Radio 1, il commissario straordinario della FIGC non si è sottratto ad alcun tema, affrontando le questioni più calde del momento sportivo e istituzionale, rivendicando i segnali di rinascita del movimento senza nascondere criticità e rammarichi personali.

IL MOMENTO AZZURRO E IL MOVIMENTO - L'analisi parte inevitabilmente dal campo, dove i segnali sono più che incoraggianti. "Sono state fatte cose molto importanti", ha esordito Malagò. "La Nazionale maggiore ha fatto vedere qualcosa di inaspettato dopo la gara col Belgio. L'Under 21 è agli Europei e ha i talenti per puntare al podio e alle Olimpiadi 2028. C'è un travaso verso la Nazionale maggiore che è quello che volevamo, e che sta facendo Claudio Ranieri con il supporto di Gianfranco Zola". Un pensiero anche al calcio femminile ("Andare ai Mondiali sarebbe tanta roba") e una difesa a spada tratta dello stato di salute del movimento italiano, nonostante il commissariamento: "Non è vero che il calcio non sta attraversando un bel momento. Il campionato è interessante, le aziende e gli sponsor sono tornati a investire, gli stadi sono pieni non solo in A, ma anche in B e C. Oggi le nostre azioni sono salite". Sulle prossime elezioni: "Anzitutto, io ho accelerato il più possibile per evitare che questi tempi commissariali si allunghino. Ricordo che il calcio è l'unico sport, tra tutte le federazioni, che ha una regola molto precisa, che è stata poi l'oggetto del contendere: tu puoi candidarti solo se hai una componente che ti accrediti. Sono l'ultimo a cui chiedere di altre candidature, andrebbe chiesto ai presidenti delle componenti".

IL COMMISSARIAMENTO: "UN CASO DA STUDIARE ALL'UNIVERSITÀ" - Un passaggio ineludibile ha riguardato la natura anomala dell'attuale governance della FIGC e il danno d'immagine derivato da una situazione definita "grottesca". Malagò non si è nascosto: "È innegabile che un danno resti, sarebbe poco serio ignorarlo. È una situazione oggettivamente complicata da spiegare a chi è meno addentro agli aspetti tecnici. Chi ha provocato il problema, nel senso buono della parola, ha chiaramente raccontato che io non c'entravo assolutamente nulla". Il commissario sottolinea l'eccezionalità del momento: "So bene che la FIGC ha questo triste record di commissariamenti, ma questo è un caso completamente diverso, tra 50 anni verrà studiato all'Università. Sono il primo a dire che non è una bella cosa".

IL NODO ARBITRI E LA VIOLENZA - Un passaggio ampio e delicato è stato dedicato alla classe arbitrale. Dopo essersi complimentato con il nuovo presidente Massini, la cui elezione al fotofinish ha però evidenziato un'AIA "profondamente spaccata", Malagò ha lanciato l'allarme sulle difficoltà strutturali: "Il tema dei giovani è pesante. Ci sono state aggressioni fisiche non edificanti, non è un incentivo per chi vuole intraprendere questa carriera. E poi c'è un problema di budget: sono arrivato a giugno con quello del 2026 già impostato e non straordinario, sto cercando fondi da tutte le parti". Sulla violenza nelle serie minori, il commissario invoca un cambio di passo: "A chi propone il DASPO per i genitori dico che serve formazione e comunicazione. Dobbiamo raccontare un modo diverso di vivere il calcio rispetto ad atteggiamenti che esistono quasi solo da noi".

LE RIFORME E IL CASO BIANCHEDI - In vista delle elezioni del 14 dicembre, il commissario ha sottolineato la necessità di non perdere tempo. Il 21 ottobre è previsto un incontro informale per iniziare a gettare le basi sulle riforme strutturali, a partire dalla questione degli agenti, cercando una "unità di intenti" che spesso è mancata. Sul piano personale, Malagò ha ammesso un errore di valutazione riguardo alla proposta di Diana Bianchedi: "Sono convinto sia la persona che più di tutte può rappresentare quel ponte di valori tra il calcio e gli altri mondi. Ma ho sbagliato il timing: averlo proposto ad agosto, a campionato fermo, è stato interpretato come una provocazione. Ho imparato che anche le decisioni logiche sono influenzate dall'aspetto temporale".

EURO 2032 E IL RAPPORTO CON LA POLITICA - Infine, il delicato equilibrio tra sport e politica, recentemente finito sotto la lente di CIO e UEFA. "È normale che chi fa politica eserciti il proprio ruolo, ma sta all'intelligenza delle persone dare supporto senza andare oltre le valutazioni che spettano allo sport", ha precisato. Chiusura sulle infrastrutture in vista di Euro 2032: alla domanda su quando verrà comunicata la cinquina definitiva degli stadi italiani, la risposta è strategica: "Spero il più tardi possibile, così andiamo avanti con tutti i progetti".