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Malagò nuovo presidente FIGC: "CT? Non ho parlato con nessuno"

Malagò nuovo presidente FIGC: "CT? Non ho parlato con nessuno"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Oggi alle 15:10News Calcio
di Redazione
Giovanni Malagò vince le elezioni presidenziali della FIGC: l'ex numero uno del CONI trionfa con il 68,58% dei voti davanti a Giancarlo Abete.

Giovanni Malagò è il nuovo presidente della FIGC. Le elezioni, tenutesi nella giornata di oggi - 22 giugno - a Roma, hanno decretato l'ex numero uno del CONI vincitore con il 68,58% dei voti.  

Malagò trionfa così davanti a Giancarlo Abete, che ha ricevuto il 29,17% dei voti. "Il senso di responsabilità è davvero molto emozionante e profondo. Da solo non posso fare niente, con voi potremo fare tutto": con queste parole il nuovo presidente della Federcalcio ha commentato la sua vittoria alle elezioni.

Dagli interventi di Malagò e Abete ai risultati: di seguito il racconto con tutti gli aggiornamenti della giornata.

17:05 - Termina la prima conferenza stampa di Malagò come presidente FIGC.

17:00 - In conclusione, Malagò ha parlato del confronto con alcuni modelli calcistici dell'estero: "Se ho qualche modello? Ci piacerebbe somigliare a quello tedesco, che ha dei vincoli nelle presidenze dei club e nei centri federali".

16:40 - Non è mancato un commento sugli Europei del 2032: "È una sfida nella sfida. Ho parlato con Ceferin nei giorni scorsi, ho ricevuto già messaggi da Infantino. Michele Uva è il nostro responsabile organizzativo per la Uefa, dobbiamo individuare questi 5 stadi".

16:20 - Sulla questione commissario tecnico, Malagò non si è sbilanciato: "Sul CT, non ho parlato con nessuno. Da adesso ci pensiamo. L'identikit del futuro Ct? Ho fatto un atto d'amore, di follia lucida. Non ci pensavo e non è stata una mia idea ma sono stato coinvolto. L'allenatore, a prescindere dal suo curriculum, deve abbracciare il discorso in tutto e per tutto: non si può dire armatevi e partite".

16:16 - Il neoeletto numero uno della FIGC ha spiegato i prossimi impegni, a cominciare dal primo Consiglio federale: "Sarà il 1° luglio: tappa obbligata da statuto. Ci sarà la deadline per le iscrizioni ai campionati, sembra che per il primo anno non ci siano situazioni di non iscrizioni ai campionati professionistici. Sul discorso tecnico, se ci sono elementi da portare nel consiglio, si vedrà".

16:10 - Comincia la prima conferenza stampa di Malagò da presidente della Federcalcio. Il neoeletto numero uno ha aperto riassumendo in breve i primi obiettivi: "Le prime cose da fare? Compattare la squadra, hanno tutti una discreta personalità. C’è da impostare un discorso tecnico, agonistico e sportivo e ripristinare un rapporto con una parte della politica. Tra le cose da fare c'è sicuramente da provare a dare risposte ai problemi strutturali che il mondo del calcio ha evidenziato".

15:15 - Giovanni Malagò è il nuovo presidente della FIGC. L'ex numero uno del CONI trionfa con il 68,58% dei voti (343,084 voti), contro il 29,17% di Giancarlo Abete.

14:35 - I due candidati hanno chiuso i rispettivi interventi: adesso si procede con la prima votazione. In tutto i delegati accreditati sono 266, per un totale di 502,946 voti.

14:07 - Dopo l'intervento di Malagò, ha preso parola Giancarlo Abete, che dopo i ringraziamenti ha parlato del percorso che ha condotto alle elezioni e dei problemi del mondo del calcio: "Grazie per avermi permesso di essere qui. Grazie a Gabriele Gravina, siamo insieme dal 1990: abbiamo condiviso tante battaglie di politica sportiva. Chi non ha memoria non ha futuro, la memoria è una dimensione importante per il calcio, appartiene al DNA dei valori. Grazie a Giovanni Malagò, che ha dato la sua disponibilità: con lui ci sono rapporti di amicizia nel senso più esteso del termine, con tante passioni uguali. Cercheremo, a seconda delle valutazioni, di collaborare per il bene dello sport italiano: mi hanno insegnato a essere un costruttore, non un distruttore". Sulle elezioni, l'attuale presidente della LND non ha nascosto il suo disappunto per il modo in cui si è arrivati al voto: "È stato sbagliato il percorso che ha portato a quest’elezione, un percorso in cui i nomi servono a non parlare dei problemi. Sarebbe stato serio da parte di tutte le componenti andare a un tavolo e capire perché col 98,7% dei voti non si fosse riusciti a costruire un progetto vincente. Di fronte a questo io ho dato la mia disponibilità a candidarmi con grande sacrificio. Siamo qui e il confronto è stato utile". In conclusione, Abete ha affrontato il tema dei rapporti tra mondo del calcio e politica: "Dobbiamo migliorare la nostra reputazione, e dobbiamo distinguere la reputazione delle singole persone nel mondo del calcio rispetto a quella del calcio in generale. Dobbiamo ricordare che il calcio non è un’industria, ma un grande fenomeno sociale. Dobbiamo capire cosa è successo in questi anni: è successo che la politica in qualche modo ha dato uno schiaffo allo sport in termini di centralità. Abbiamo un grande problema con la politica oggi. Avremo la necessità di interfacciarci con la politica e abbiamo bisogno di migliorare la nostra reputazione e capire come comunicare diversamente i valori del calcio".

13:50 - Ora spazio agli interventi dei candidati: a iniziare è Giovanni Malagò, che ha aperto il proprio intervento con i ringraziamenti alla governance uscente: “Grazie a Gabriele Gravina per quello che di importante è stato fatto e colgo l’occasione per ringraziare anche Giancarlo Abete per il suo stile”. Malagò ha poi richiamato la propria esperienza ai massimi livelli dello sport italiano: “Sono figlio della FIGC, ho cercato solo uno scopo, fare grande l’Italia. Dal CONI a Milano-Cortina ho provato a costruire modelli vincenti, anche in contesti complessi. Sento il peso della responsabilità, che però vivo da sempre, ogni minuto”. Il candidato ha quindi spostato il focus sulle riforme del sistema calcio: “Vi supplico: se sarò eletto, mettiamo da parte i personalismi. Tutte le esperienze che ho vissuto erano torri di Babele, ma siamo sempre riusciti a trovare l’unanimità. Le problematiche sono note: impiantistica, sgravi fiscali, calcio femminile, scommesse, decreti crescita e dignità. La parola giovani resta centrale, così come la riforma Zola, a cui mi riferisco con convinzione”. Non è mancato un passaggio sulla visione della Federazione: “La FIGC deve essere una fonte di ispirazione e io devo convivere con voi perché ciascuno si senta protagonista. Bisogna ottenere ricavi supplementari anche attraverso marketing e area commerciale. È una sfida complicatissima, ma tenendo la schiena dritta si può ottenere molto di più”. Infine la chiusura sul futuro del calcio italiano: “Le nostre radici non sono nostalgia, ma devono diventare stimolo per il futuro. Vi farò sentire orgogliosi di andare verso una nuova epoca del calcio italiano”.

13.35 - Umberto Calcagno, presidente dell’AIC, ha sottolineato come molte dinamiche del sistema calcio nascano da contrapposizioni più che da progettualità condivise: “Tante delle scelte e delle dinamiche del nostro sistema nascono dalle inimicizie, dall’individuare un nemico comune più che da una progettualità condivisa. Un atteggiamento che ha colpito soprattutto Gabriele Gravina, al quale va la nostra gratitudine per come ci ha guidati e per l’attaccamento dimostrato”. Calcagno ha poi aggiunto: “Perdiamo tutti se il livello di interlocuzione non è quello giusto. In altri contesti abbiamo dimostrato che si può fare diversamente. Oggi abbiamo bisogno di una guida forte, che calciatori e calciatrici hanno individuato in Giovanni Malagò, una persona esterna al nostro mondo con una storia vincente”. E aggiunge: “Non basta più riformare: serve una trasformazione vera, un cambiamento delle regole di convivenza. Oggi siamo più uniti nelle domande che nelle risposte. Se in passato abbiamo commesso errori in buona fede, è stato quello di puntare il dito invece di cercare soluzioni. La mediazione è l’esercizio più importante della rappresentanza, anche se il più difficile. In questi anni non sempre abbiamo avuto il coraggio di risolvere i problemi”. Calcagno ha concluso assicurando la disponibilità dell’associazione: “Saremo a completa disposizione del prossimo presidente federale. Il valore di Abete non va disperso dal risultato di oggi: dobbiamo trasformare i sogni in concretezza per risolvere i problemi”.

13:30 - Intervento duro e ricco di spunti per il presidente della Lega Pro Matteo Marani, con un forte richiamo alla situazione del calcio di base: “Siete degli eroi a portare avanti questa realtà di base. Ma se uno si disimpegna da noi si chiude. Qui tutto è fatto per passione e legame con il territorio. Questo sfacelo non ha un colpevole, qui non ha funzionato niente. Il declino dura da trent’anni: siamo i campioni del mondo nello scaricare le responsabilità”. Marani ha poi criticato alcune scelte strutturali del sistema: “È stata assurda l’abolizione del vincolo, noi alla crisi siamo abituati, non cerchiamo poltrone, cerchiamo il bene del calcio”. Spazio anche a una proposta: “Sarebbe bello che l’1% delle scommesse fosse investito nei vivai e non su stranieri ultra trentenni. La riforma Zola se n’è accorto anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ma non una parte del nostro sistema”. Chiusura con un messaggio di rinnovamento: “Speriamo che da domani si aprano le finestre, servono più giovani laureati e più giovani donne in questo mondo, bisogna mettere da parte i machiavellismi. Nell’umile sta il sublime”.

13:20 - Intervento incentrato su sostenibilità e sviluppo del movimento per il presidente della Lega Serie B Paolo Bedin, con un focus particolare sulla valorizzazione dei giovani: “Serve una concreta valorizzazione dei giovani, va riattivato il mercato interno, dalla Serie C alla B e dalla B alla A. Serve il decreto crescita, ma soprattutto un vero ‘decreto giovani’”. Bedin ha poi richiamato il ruolo strategico dei settori giovanili: “I vivai equivalgono al settore sviluppo e crescita di un’azienda di vertice. Dobbiamo tornare a dare valore al nostro calcio”. Chiusura dedicata ai temi economici: “La sostenibilità economico-finanziaria sta mettendo a rischio la sopravvivenza del sistema. Le perdite hanno raggiunto livelli non più sostenibili e rappresentano anche una barriera all’ingresso per nuovi imprenditori, che sono la linfa del nostro calcio”.

13.15 - “Il calcio, nell’ultimo periodo, ha dovuto subire decisioni da parte della politica. Bisogna riuscire ad avere un dialogo, anche se in questo momento la politica ha cercato di prendere le distanze. Poi, quando i risultati ci daranno ragione, cercheranno di saltare sul carro dei vincitori e ce ne ricorderemo”. Queste le parole del presidente della Lega Serie A Ezio Maria Simonelli durante l'Assemblea, che ha poi allargato il ragionamento al sistema calcio italiano: “La Serie A deve essere messa in condizione di colmare il gap con le altre leghe, vogliamo essere la locomotiva economica del movimento. La mancata qualificazione a tre Mondiali consecutivi ha creato una ferita profonda. Non possiamo cancellare la delusione, ma possiamo trasformarla in un punto di partenza. Non esiste una sola ricetta per uscirne, ma serve il coraggio delle riforme e la volontà di lavorare insieme”.

12:40 - Durante l’Assemblea elettiva della FIGC è intervenuto il presidente dimissionario Gabriele Gravina, che ha spiegato le ragioni del suo passo indietro e tracciato una riflessione sul ruolo della Federazione: “La scelta delle dimissioni è stata convinta, meditata e particolarmente sofferta, scelta di dignità personale ma soprattutto di responsabilità. Sono sempre stato un orgoglioso combattente e fiero oppositore di chi ha seguito l’emotività personale per spingere a dei cambi senza supporto di tangibili motivazioni. Ho sentito il dovere di impedire che la FIGC fosse trascinata in un vortice. Passo indietro per stimolare riflessioni e rinforzare percorso di rigenerazione”. Gravina ha poi aggiunto una riflessione più ampia sul sistema calcio: “La nostra federazione non si può misurare con l’esito dei calci di rigore, ma deve essere una grande organizzazione sociale per promuovere e disciplinare il mondo del calcio, lo dico a chi pensa che si riduca tutto a portare a casa trofei a tutti i costi”. Il presidente dimissionario ha poi allargato il discorso ai temi istituzionali e politici: “Per finanziare i vivai il governo non ha speso un euro. Si sono sbagliati, hanno fatto il male del calcio”. Non sono mancate le parole per i candidati: “Auguri ai due candidati, non faccio distinzione tra amici e ‘diversamente amici’”. Infine la chiusura del suo intervento: “Lascio la Federazione con la coscienza pulita, con la consapevolezza di aver dato tutto, anche commettendo errori ma senza mai tirarmi indietro. Prendetevi cura del calcio, che è una parte fondamentale della nostra vita”.

12:35 - Nel corso dell’Assemblea elettiva della FIGC che porterà all’elezione del nuovo presidente, è arrivata la conferma in blocco dei consiglieri federali già in carica. Per la Lega Serie A restano quindi in carica Stefano Campoccia, Beppe Marotta e Giorgio Chiellini. Confermati anche Antonio Gozzi per la Serie B e Giulio Gallazzi per la Serie C. Per la Lega Dilettanti restano in carica Ilaria Bazzerla, Daniele Ortolano, Sergio Pedrazzini, Giacomo Fantazzini e Giuliano Tambaro, mentre per l’AssoCalciatori confermati Davide Biondini, Sara Gama, Valerio Bernardi e Umberto Calcagno. Per la componente allenatori restano infine Giancarlo Camolese e Silvia Città.

12:30 - Durante l’Assemblea è intervenuto anche il Vicepresidente UEFA Armand Duka, che ha espresso pieno sostegno alla Federazione italiana: “Vicinanza e pieno sostegno alla FIGC. La mancata qualificazione ai Mondiali ha colpito anche tutti noi che amiamo il calcio e sappiamo che l’Italia appartiene all’élite del calcio”. Duka ha poi ricordato anche i successi recenti del movimento azzurro: “I risultati non sono casuali, dimostrano come l’Italia continui a produrre talento e a fare un lavoro eccellente nel settore giovanile. Il futuro ha basi solide. L’UEFA continuerà a lavorare al fianco della FIGC chiunque venga eletto. Una FIGC forte significa un calcio europeo più forte”. Il dirigente UEFA ha poi lanciato un appello in vista del futuro: “Cogliere l’occasione di Euro 2032 per investire in impianti sportivi, stadi e infrastrutture, per lasciare un’eredità duratura alle future generazioni e organizzare un Europeo memorabile”.

12:25 - Si è conclusa la procedura di elezione dei nuovi consiglieri federali. Per la Serie A sono stati eletti Giuseppe Marotta, presidente dell’Inter, Stefano Campoccia, vicepresidente dell’Udinese, e Giorgio Chiellini, attuale Director of Football Strategy della Juventus.

11:20 - Sono ufficialmente iniziati i lavori dell’Assemblea elettiva della Federcalcio, con la prima votazione per il nuovo presidente che dovrebbe essere dopo le 14. Presenti 245 delegati per una giornata decisiva che porterà prima all’elezione dei consiglieri federali e successivamente alla votazione per il nuovo presidente della FIGC. Prima dell'inizio dell'Assemlea una bella stretta di mano tra i due candidati alla presidenza.

10.30 - È arrivato all’Assemblea Elettiva della FIGC anche Giovanni Malagò, indicato come il grande favorito per la presidenza della FIGC. Il dirigente è entrato in assemblea senza rilasciare dichiarazioni.

10:15 - Arriva anche il punto di vista di Sara Gama, consigliera federale FIGC e vicepresidente AIC, a margine dell’assemblea elettiva. Sulle voci relative a un possibile ruolo da vicepresidente in caso di vittoria di Malagò, Gama frena: “Io vicepresidente? Non parlo di ruoli, sono tante le cose da fare e anche quelle che faccio con l’Assocalciatori. Ora l’importante è che le cose si facciano, siamo tutti a disposizione”. Poi una riflessione più ampia sul futuro del calcio italiano e sulle possibili riforme: “Calciatori e calciatrici sono sempre a disposizione, ma non basta una sola figura per risolvere i problemi del calcio italiano. Ne servono diverse in tanti ruoli, dobbiamo lavorare uniti”.

10:00 - Arrivano anche le parole del presidente dimissionario Gabriele Gravina, che interviene prima dell’inizio delle operazioni di voto all’assemblea elettiva FIGC: “Faccio tantissimi auguri e un grande in bocca al lupo a entrambi i candidati, il calcio continuerà ad essere in buone mani chiunque sarà il presidente”. Gravina ha poi rivendicato il lavoro svolto nel corso del suo mandato: “Io ho lasciato un percorso di visione, nel mio documento c’è tutto, ci sono tutte le mie idee. Se tornassi indietro cosa non rifarei? Sarei dovuto andare via prima, di cose ne abbiamo fatte tante”.

9:40 - Il candidato alla presidenza Giancarlo Abete ha sottolineato la necessità di un cambiamento reale dopo le dimissioni di Gabriele Gravina: “Dopo l’assemblea c’è sempre una ripartenza. Ora è il momento di gettare dei semi per avere un dialogo costruttivo tra le componenti. Sarebbe incredibile che dopo le dimissioni Gravina si ripartisse con lo stesso consiglio senza aver affrontato i contenuti”. Abete ha poi aggiunto un passaggio critico sul sistema calcio italiano: “Ogni volta che si viene eliminati dal Mondiale sacrificare il presidente senza assumersi responsabilità non fa bene al nostro mondo. Il problema non è la qualità della persona, Malagò è una persona di qualità, ma bisogna sciogliere nodi che non sono stati risolti”.