Ora spazio agli italiani: la riforma delle liste per il futuro del nostro calcio
Anche il caffè di oggi è Azzurro. Un azzurro di speranza, di coraggio, di progetti, quelli che - dopo le dimissioni di Gravina e di Buffon - dovranno diventare concreti e realizzabili. Ieri a Sky Calcio Unplugged, Del Piero ha dato una lezione di buon senso. Più ascolto Alex e più ritengo che possa diventare una figura indispensabile per il nostro calcio. In generale campioni come lui, da Maldini a Baggio e lo stesso Francesco Totti, mi sembra che il futuro del calcio italiano non possa che ripartire da leggende come lo sono stati loro, che hanno tanto da poter dare alla rinascita del nostro calcio.
Tutti siamo d'accordo sul fatto che il problema principale - al di là di chi possa essere il CT della nostra Nazionale futura, che sia Mancini, Conte, Allegri o Inzaghi - sia la possibilità di convocare più italiani possibili e, quindi, di far giocare più calciatori italiani in Serie A, in Serie B e in Primavera. Quando si dice che dobbiamo ripartire dal basso è giusto, ma dobbiamo tenere conto anche dei piani alti, altrimenti rischiamo di non giocare i Mondiali del 2030.
CAMBIARE LE LISTE - Dunque, dobbiamo trovare delle riforme per far sì che già nelle squadre di Serie A possano esserci più italiani inseribili in lista e che possano essere schierati dagli allenatori. Questa è la prima riforma da attuare. A oggi, la lista dei club di Serie A prevede 17 giocatori over, 4 giocatori italiani e altri 4 cresciuti nel club. Dobbiamo far sì che nella lista over ci sia l'obbligo di inserire almeno 6/7 giocatori italiani. Questo vorrebbe dire chiudere le frontiere del nostro calcio?
Continua nella puntata del podcast "Caffè Di Marzio".