Jorge Jesus: "Ronaldo? Le mie idee non le cambia nessuno, nemmeno il presidente"
Alla vigilia della sfida di Nations League contro la Danimarca, il commissario tecnico del Portogallo Jorge Jesus ha fatto il punto sulla formazione e affrontato direttamente le polemiche relative a Cristiano Ronaldo, utilizzando parole molto chiare in conferenza stampa.
GONÇALO RAMOS DAL PRIMO MINUTO E GLI INFORTUNATI - Sull'attacco, l'allenatore ha sciolto subito i dubbi per il match contro i danesi: "Se tutto procede normalmente, sarà Gonçalo Ramos a giocare". Il ct ha poi fatto il punto sull'infermeria, confermando le assenze e le valutazioni in corso: "João Félix non si è ancora allenato. Devo vedere come sta, è molto affaticato ai due solei, è un muscolo ingannatore. Dopo l'allenamento vedrò: se sta bene, giocherà. Francisco Conceição sarà fuori".
IL "CASO" RONALDO E IL RISCALDAMENTO A VUOTO - Inevitabile il passaggio su Cristiano Ronaldo. Jesus ha cercato innanzitutto di riportare l'attenzione sull'impegno sportivo: "Il focus è la Danimarca. Sembra che siamo venuti qui a fare un'amichevole senza alcun interesse. Non c'è stato nessun caso. Non ho alcun problema ad avere casi, ne ho avuti tanti nel corso della mia carriera. Ma non vogliate montare un caso".
Entrando nel merito del mancato ingresso in campo di CR7, il portoghese ha spiegato con estrema franchezza: "Avevo detto a Cris che non avrebbe giocato queste due partite. Durante la gara ho pensato che forse ne avrei avuto bisogno e l'ho fatto scaldare, e poi non l'ho fatto entrare. Qualsiasi giocatore che si scalda 20 o 30 minuti e poi non entra non è contento. A maggior ragione Cris. A maggior ragione se fosse Pelé o Maradona. I diritti sono uguali per tutti e, come allenatore, ho deciso che non sarebbe entrato".
IL CONFRONTO E LA POSIZIONE DEL CT - Per placare il clamore mediatico sollevatosi in patria, Jesus ha svelato il confronto avuto direttamente con il capitano: "Mi hanno obbligato a parlare con Cris di un caso che non c'era. Gli ho detto: 'Cris, in Portogallo si parla così tanto che dobbiamo parlare, non sto capendo cosa succede'. Non c'era nulla di cui discutere. Lui ha detto: 'Sono qui per farti decidere. Vuoi che giochi, io gioco. Vuoi che vada in tribuna, io ci vado'".
Sull'autorità delle proprie scelte, l'allenatore ha infine concluso in maniera perentoria: "Sono l'allenatore, ho detto al giocatore che non doveva giocare: 'Ti porto in panchina, se avrò bisogno di te 30 minuti giocherai, altrimenti non giocherai'. Nessun giocatore cambierà mai le mie idee. Né lui né nessun altro nel calcio. E nemmeno nessun presidente. Mai, zero".