Magnússon: “Alla Juve un sogno: mi allenavo con Del Piero, Pirlo e Iaquinta e segnavo a Buffon”
Hörður Björgvin Magnússon riapre l'album dei ricordi e torna agli anni trascorsi alla Juventus. Arrivato dal Fram nel 2011, a soli 18 anni, il difensore islandese ha vissuto cinque stagioni in bianconero, passando dal settore giovanile ai prestiti con Spezia e Cesena, prima del trasferimento a titolo definitivo al Bristol City nel 2016.
Un'esperienza che gli ha permesso di allenarsi quotidianamente al fianco di campioni del calibro di Gianluigi Buffon, Giorgio Chiellini, Leonardo Bonucci, Andrea Pirlo e Alessandro Del Piero. Magnússon, che non ha mai esordito in prima squadra con la Juventus, racconta le emozioni di quegli anni e gli insegnamenti ricevuti da alcuni dei protagonisti di quella squadra dopo la partita di Nations League tra la sua Islanda e il Lussemburgo allo Stade de Luxembourg.
ALLENARSI CON I CAMPIONI - Dal Fram alla Juventus nel 2011, a 18 anni, per entrare nel settore giovanile. Su cosa abbia significato per un giovane islandese arrivare in un club così grande e allenarsi con giocatori come Buffon, Del Piero, Chiellini, Bonucci, Grosso, Toni e Iaquinta: "Era un grande sogno per un giovane calciatore islandese andare in Italia e avere Buffon alle tue spalle e tutti questi giocatori di altissimo livello al tuo fianco. Ho avuto la possibilità di vivere quell'esperienza con loro e ho imparato tantissimo in quegli anni!".
Se ha mai creduto di avere la possibilità di giocare in prima squadra o la considerava soprattutto un'esperienza formativa: "Entrambe le cose. Ero vicino a loro e mi allenavo con loro ogni giorno. Magari non ho giocato partite di Serie A poi, ma ero sempre con loro in allenamento, giorno dopo giorno, mentre nel fine settimana giocavo con la Primavera. Per me era qualcosa di completamente diverso confrontarmi con quei giocatori".
Ma il più gentile? "Direi Buffon e Chiellini. Gigi è una brava persona, molto tranquilla e non si arrabbia facilmente. Anche Chiellini. Può essere un 'animale' in campo, ma è una bella persona. E non dimentichiamo Pirlo! Anche Del Piero era una brava persona e aiutava tutti quelli che aveva intorno. Non era il giocatore più veloce, ma era il più intelligente e sapeva sempre cosa fare! Per un difensore centrale poi potevi imparare molto dal calcio di Antonio Conte, ad esempio nel giocare palloni diagonali e nell'essere più un regista dalla difesa. È qualcosa che ho imparato allora e che utilizzo ancora oggi. Ricordo quando passavo la palla a Del Piero: potevi dargli anche un pallone di m****, ma lui sarebbe riuscito a trasformarlo in qualcosa di buono".
È vero che era impossibile segnare a Buffon? "No, no! Qualche volta sono riuscito a segnargli (ride, ndr) ed era una sensazione strana! Quando sono cresciuto in Islanda, lo avevo visto giocare contro il mio paese da bambino: io ero un raccattapalle e vederlo lì, davanti a te, come portiere contro la tua nazionale era qualcosa di incredibile. E poi mi sono ritrovato a giocare e ad allenarmi al suo fianco... un sogno diventato realtà! Soprattutto per uno come me, che da giovane tifava Juventus. È ancora tutto un sogno!".