Mariano Díaz, la rinascita della “Bête”: dalla 7 del Real Madrid ai gol con l'Alaves e la Nazionale
Ha indossato la maglia numero 7 del Real Madrid, vale 300 mila euro (dati Transfermarkt) e in questa sosta si è confermato come uno degli attaccanti più in forma di questo inizio stagione. Dopo aver segnato un gol e servito un assist contro il Nicaragua, Mariano Díaz ha replicato con Trinidad e Tobago in CONCACAF Nations League. Due prestazioni da incorniciare, soprattutto perchè sono le sue prime presenze ufficiali con la Repubblica Dominicana. Finora, con la Nazionale era sceso in campo solo in quattro amichevoli. Perchè così poche? Dopo l'esordio nel 2013 non ha più risposto ad alcuna convocazione, con la speranza di poter entrare nel giro della Spagna (il padre è di Barcellona, mentre la madre è originaria di San Juan de la Maguana, nella Repubblica Dominicana).
In Liga il copione è lo stesso. Alla seconda stagione con l'Alavés, in sole 7 giornate, Mariano ha già eguagliato il bottino dello scorso anno: 3 gol e altrettanti assist. Con una sola differenza: le reti della scorsa stagione sono arrivate tutte in Copa del Rey contro il CD Getxo, partita in cui l'ex Real ha realizzato una tripletta e un assist. In questa stagione, invece, ha segnato contro Getafe, Rayo Vallecano e Osasuna.
"LA BÊTE" DI LIONE - Mariano Díaz sembra essere tornato indietro nel tempo, precisamente alla stagione 2017/2018. Nel calciomercato estivo, dopo un'annata nettamente al di sotto delle aspettative, il Real Madrid cede il giocatore al Lione per meno di 10 milioni. L'inizio è dei migliori: 4 gol nelle prime cinque di campionato. Numeri che gli permettono di entrare nella storia del club francese, diventando l'attaccante dell'OL con il miglior avvio di stagione negli ultimi vent'anni. Alla fine, ha chiuso con ben 21 reti e 6 assist tra Ligue 1, Europa League e Coupe de France.
A Lione non avevano dubbi sulle qualità di Mariano Díaz. Come affermato dall'allora presidente del club, Jean-Michel Aulas, a fornirgli dei rapporti sulle caratteristiche dell'attaccante sono stati Karim Benzema e Zinedine Zidane. I tifosi francesi lo hanno soprannominato La Bête ("La Bestia") per la sua potenza fisica e il suo stile aggressivo, frutto della sua passione per le arti marziali miste.
EREDITÀ CR7 - Dopo una stagione così prolifica, il Real Madrid ha esercitato il diritto di recompra fissato a 33 milioni per riportarlo in Spagna. Cristiano Ronaldo, nel frattempo, è partito in direzione Juventus e Mariano Díaz ha deciso di caricarsi sulle spalle il peso di una delle maglie più importanti della storia dei Blancos: la numero 7. A causa dei molteplici infortuni - tra cui problemi continui alla caviglia, all'anca, tonsillite e Covid - e dello scarso minutaggio (1924' in cinque stagioni, praticamente l'equivalente di poco più di 4 partite intere a stagione) non è riuscito ad affermarsi. Nel 2023 lascia la Capitale spagnola a parametro zero dopo 7 gol segnati nella seconda parentesi con il club.
Al Real Madrid, l'allora allenatore Zinedine Zidane credeva così tanto in Díaz da consigliargli uno specialista svizzero per cercare di ridurre il numero di infortuni. Al suo addio, il quotidiano spagnolo Marca ha scritto che "non c'era mai stato nella storia del Madrid un attaccante che ha avuto così tante stagioni per mostrare le sue qualità, fallendo sempre l'appuntamento". Le uniche cose che non sono mancate a Mariano, come spesso succede a chi vive nel mondo Real, sono i trofei: due Champions League, due Mondiali per Club, tre Supercoppe europee, tre Liga, una Copa del Rey e due Supercoppe spagnole.
LA ROMA CI HA PENSATO - E pensare che Mariano Díaz avrebbe potuto giocare in Italia. Nel 2019, dopo le partenze di Patrick Schick e Grégoire Defrel, la Roma era alla ricerca di un attaccante da affiancare a Edin Džeko. L'attaccante dominicano era una delle opzioni sul tavolo dei giallorossi, che successivamente hanno definito l'arrivo di Nikola Kalinić in prestito dall'Atletico Madrid.
A settembre 2026, secondo i dati di Transfermarkt, il valore di Mariano Díaz si attesta su 300 mila euro. I gol, gli assist e la fiducia ritrovata in campo obbligheranno i club interessati a sedersi al tavolo delle trattative presentando una cifra superiore. Gli avversari sono avvisati: la "Bête" è tornata.