Quando Manninger diceva: "Il calcio di oggi è solo business. Fare il falegname mi ha insegnato la fatica"
Il mondo del calcio piange la scomparsa di Alex Manninger, ex giocatore, tra le altre, di Fiorentina, Torino, Bologna, Brescia, Siena e Juventus. Solo pochi giorni fa aveva rilasciato una lunga intervista a "La Gazzetta dello Sport" in cui parlava della sua vita dentro e fuori dal campo criticando anche ciò che è diventato questo sport al giorno d'oggi.
In carriera Manninger ha giocato in diverse squadre e campionati riuscendo a vincere 1 campionato inglese, 1 FA Cup, 2 Community Shield con l'Arsenal e 1 campionato italiano con la Juventus nella stagione 2011/2012. Proprio su gli anni in bianconero, l'ex portiere aveva rilasciato un curioso retroscena su Alex Del Piero: "Quando ero il secondo di Buffon, Alex a fine allenamento mi teneva le ore. E quante sfide. Mi stupiva soprattutto nei rigori: un cecchino. E poi quante risate. Vinceva quasi sempre lui".
IL RAPPORTO CON GIGI BUFFON E UN RETROSCENA DI MERCATO - Manninger è stato il secondo di Buffon alla Juventus dal 2008 al 2012, e sul loro rapporto ha dichiarato: "Era fantastico, davvero. Non mi ha fatto mai pesare la sua grandezza. Mi stupivo per la tranquillità che aveva. Sono onorato di aver giocato con lui e in generale alla Juventus. Che poi, per me è stata un po' la chiusura di un cerchio. I bianconeri mi avevano preso dieci anni prima, feci anche qualche allenamento con il gruppo. Poi arrivò Van der Sar e io andai all'Arsenal, tornare lì era un mio obiettivo".
L'ULTIMO ANNO ALLA JUVENTUS E L'INCONTRO CON CONTE - Il successo, Manninger lo trova durante l'ultima stagione in bianconero, la prima di Antonio Conte sulla panchina: "Antonio mi colpì già dal ritiro, mi prese da parte e mi disse che apprezzava il mio modo di lavorare e che voleva già prendermi quando ero a Siena. Ricordo che all'inizio ero l'unico a credere nello scudetto. Venivamo da due settimi posti e lui ha riportato la chiesa al centro del villaggio".
LA CRITICA AL CALCIO MODERNO E IL RITORNO ALLA VITA DA FALEGNAME - La chiusura di un cerchio alla Juventus e nella vita, Manninger prima di iniziare a difendere i pali delle migliori squadre d'Europa faceva il falegname, lavoro ripreso dopo il ritiro: "Mi ha insegnato il sudore e la fatica". Ha poi concluso con una critica al calcio modernoi: "Il calcio di oggi è solo moda e business, io non ho neanche Instagram. Adesso negli spogliatoi si pensa più ai capelli e ai post da fare che a lavorare sodo. Ah, come mancano le figure come Del Piero, Buffon e compagnia...".