Riforme, settori giovanili e più sostenibilità: il programma di Abete per la presidenza FIGC
Continua la corsa alla presidenza della FIGC. Sono stati ufficialmente depositati i programmi di Giancarlo Abete e quello di Giovanni Malagò (CLICCA QUI per i dettagli). L'attuale presidente della Lega Nazionale Dilettanti, che ha già ricoperto il ruolo più importante della FIGC tra il 2007 e il 2014. All'interno del suo programma, una questione politica prima ancora che sportiva: la Federazione deve tornare ad avere la capacità di decidere nell’interesse generale del calcio italiano.
Il candidato alla guida della Federcalcio, dunque, ha individuato nella frammentazione tra le componenti uno dei principali ostacoli alla modernizzazione del sistema. Un aspetto che lo stesso Abete ha esposto in un documento di 26 pagine a corredo della sua candidatura alla presidenza della Federcalcio. Un documento che comincia con il riconoscimento del lavoro fatto da Gabriele Gravina, dimessosi dopo la non qualificazione dell'Italia al Mondiale 2026. "tutte le Componenti del calcio italiano gli debbono gratitudine per l’impegno portato avanti nella sua qualità di Presidente della Federazione", ha dichiarato.
I PROBLEMI - Allo stesso tempo, però, Abete sottolinea anche come molte criticità siano rimaste irrisolte, dai rapporti tra Leghe alla sostenibilità del professionismo, fino al confronto con Governo e Parlamento. Uno dei punti più rilevanti, poi, riguarda la Serie A. Abete sottolinea come l’ultima assemblea statutaria abbia rafforzato il peso della Lega A, attribuendole anche la facoltà di impedire l’approvazione di norme che la coinvolgano direttamente. Una decisione che, dunque, rischia di limitare fortemente la possibilità della FIGC di intervenire.
RIFORMA DEI CAMPIONATI - Altro tema centrale, poi, è quello della riforma dei campionati. Nel documento viene evidenziato come il calcio professionistico italiano sia molto più esteso rispetto a quello di altri Paesi europei, motivo per cui viene proposta una riduzione graduale e pianificata, senza penalizzare le società che hanno investito. Il nodo è strettamente collegato alla sostenibilità economica: il professionismo registra perdite per circa 730 milioni di euro, con situazioni critiche in particolare in Serie B e C.
REVISIONE DEI SETTORI TECNICI E GIOVANILI - Abete si concentra anche sulla crisi tecnica del calcio italiano. L’assenza della Nazionale dal Mondiale viene interpretata come il risultato di problematiche strutturali. Età media troppo alta, presenza elevata di stranieri non convocabili in azzurro, scarso utilizzo degli under 21 italiani e limitata valorizzazione internazionale dei giovani cresciuti nei vivai. La risposta, secondo il programma, deve passare da una profonda revisione del Settore Tecnico e del Settore Giovanile, con un’attenzione particolare ai formatori e alle fasce d’età più piccole.
LE PROPOSTE - Sono diverste le proposte operative che emergono. Le riportiamo di seguito:
- incremento dei corsi per allenatori su tutto il territorio nazionale;
- possibilità di accedere alla formazione entro sei mesi dalla richiesta;
- svolgimento online di almeno il 50% della parte teorica;
- percorsi modulari e flessibili pensati per lavoratori, studenti e volontari;-
- maggiore riconoscimento economico alle società impegnate nella formazione dei giovani.
CALCIO DILETTANSITICO - Giancarlo Abete, già presidente della LND che ha sottoscritto la sua candidatura, ha dedicato poi ampio spazio proprio anche al calcio dilettantistico. In questo passaggio si evidenziano le conseguenze del Decreto 36: aumento dei costi, crescita della burocrazia, maggiori responsabilità per dirigenti e club e impatto sempre più pesante delle spese energetiche. Per evitare una crisi del movimento di base, il documento propone semplificazioni normative, sanatorie sugli adempimenti arretrati, misure fiscali dedicate e strumenti di sostegno calibrati sulle esigenze delle società dilettantistiche.
PIRATERIA E SCOMMESSE SPORTIVE - Sul fronte economico, il programma punta a reperire nuove risorse attraverso diverse misure: recupero di una quota derivante dalle scommesse sportive, utilizzo di parte delle sanzioni contro la pirateria per impianti e settori giovanili, revisione della distribuzione dei diritti audiovisivi, sgravi fiscali, contributi agevolati e introduzione di un tetto ai compensi dei procuratori.
SECONDE SQUADRE, CALCIO FEMMINILE E AIA - Abete affronta inoltre il tema delle seconde squadre, definendo il progetto poco chiaro e privo di una programmazione a lungo termine. Secondo il presidente LND, occorre chiarire meglio numero delle squadre, obiettivi, utilizzo dei giovani italiani e conseguenze su Serie B, Serie C e Serie D. Per quanto riguarda l'Italia, invece, la posizione è precisa: la guida tecnica delle Nazionali non dovrebbe più dipendere dal presidente federale o da una figura politica collegata al Consiglio Federale. L’idea è quella di affidare l’area a una gestione manageriale, con budget stabiliti e responsabilità ben definite. Nel programma trova spazio anche il calcio femminile, per il quale Abete propone investimenti soprattutto sulla base del movimento, regole più flessibili e risorse dedicate provenienti dai diritti televisivi e da incentivi fiscali. Per l’AIA, invece, viene indicata la necessità di separare la componente associativa da quella tecnica, con l’obiettivo di rafforzare qualità e indipendenza delle decisioni arbitrali.
In sostanza, dunque, Giancarlo Abete presenta un programma che spinge verso una diminuzione dei blocchi decisionali, l'ampliamento di rsponsabilità condivise per ottenere una FIGCA con più capacità di intervento. La crisi del calcio italiano, infatti, non si risolve solo eleggendo un unovo presidente, ma ripensando il modo in cui Federazione, Leghe, istituzioni e componenti collaborano nella gestione del sistema.