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Mondiale in vendita, la UEFA contro la FIFA: "Nessuna squadra parteciperà alle prossime competizioni"

Mondiale in vendita, la UEFA contro la FIFA: "Nessuna squadra parteciperà alle prossime competizioni"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Oggi alle 17:50News Calcio
di Mattia Picchialepri
Voto unanime dei 55 Paesi membri contro l'ingresso di investitori privati: "Nessuna nazionale scenderà in campo finché il piano non sarà ritirato"

Spaccatura ai vertici del calcio mondiale. I 55 Paesi membri della UEFA hanno votato all'unanimità per boicottare la Coppa del Mondo e tutte le competizioni organizzate dalla FIFA. Al centro della bufera c'è il nuovo piano commerciale ideato dalla federazione internazionale guidata da Gianni Infantino, giudicato inaccettabile e pericoloso dall'Europa calcistica.

LA FIFA WORLD ENTERPRISE - La scintilla che ha fatto esplodere lo scontro è l'ufficializzazione della "Fifa Forward Enterprise" (FFE). Si tratta di una nuova holding commerciale, valutata circa 20 miliardi di dollari (17,5 miliardi di euro), concepita per gestire in esclusiva i diritti e l'intera macchina organizzativa della Coppa del Mondo e del Mondiale per Club. Il piano della FIFA prevede di raccogliere 4,2 miliardi di dollari (3,7 miliardi di euro) entro la fine dell'anno, attraverso la cessione di quote di minoranza ad acquirenti privati selezionati. Nonostante da Zurigo abbiano precisato che si tratterebbe di quote "senza poteri di controllo", la reazione dell'Europa è stata unanime e categorica.

Al termine di un vertice d'emergenza tenutosi in videoconferenza, le 55 associazioni nazionali europee hanno fatto fronte comune, respingendo l'idea che l'eredità storica del calcio possa essere parcellizzata e venduta. La minaccia si tradurrà presto in realtà: il primo banco di prova effettivo di questo sciopero continentale saranno i play-off per la Coppa del Mondo femminile, in programma a ottobre.

"UN PROFONDO FALLIMENTO DI LEADERSHIP" - Il comunicato diramato dalla UEFA rappresenta un attacco frontale ai vertici FIFA, accusati di aver concepito una riforma di tale portata nel segreto più totale, senza alcuna consultazione con i custodi del gioco. L'organo europeo ha definito l'atteggiamento della FIFA come un "profondo fallimento di leadership" e un'"abdicazione del dovere", parlando di una governance fondata non sulla democrazia, ma sull'"intimidazione" e sulla "coercizione".

"La Coppa del Mondo non può essere trattata come un prodotto d’investimento. È uno dei più grandi lasciti sportivi del calcio. È stata costruita nel corso di generazioni da giocatori, nazionali e tifosi in ogni continente. Nessuna parte di essa dovrebbe mai essere ceduta a investitori privati. La Coppa del Mondo non è in vendita" recita il comunicato.

IL PERICOLO DEI FONDI PRIVATI - L'allarme lanciato dall'Europa calcistica va oltre il metodo e colpisce il merito della proposta. La UEFA sottolinea come l'ingresso di investitori esterni trasformerebbe irreversibilmente lo sport: il ritorno economico diventerebbe una priorità e una pressione quotidiana. Da quel momento in poi, ogni decisione sui calendari, sui formati delle competizioni e sul futuro stesso dello sport verrebbe inevitabilmente piegata alle logiche di profitto degli azionisti, subordinando gli interessi di leghe, club, giocatori e tifosi.

"A seguito della discussione di oggi, nessuna nazionale UEFA parteciperà a alcuna competizione FIFA finché queste proposte rimarranno in vita", conclude la durissima nota della UEFA, subordinando qualsiasi passo indietro a garanzie vincolanti che vietino per sempre l'apertura delle competizioni internazionali alla proprietà privata.