Vinicius ricorda l'esperienza al Napoli: “Sembrava impossibile essere lì, Ancelotti fu il primo a salutarmi”

Vinicius ricorda l'esperienza al Napoli: “Sembrava impossibile essere lì, Ancelotti fu il primo a salutarmi”TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Oggi alle 11:50News Calcio
di Redazione
L’ex attaccante brasiliano ricorda la sua breve esperienza in azzurro: “Dieci mesi prima ero in seconda divisione, poi mi sono trovato nello spogliatoio con Hamsik e Mertens”

Carlos Vinicius, oggi al Grêmio dopo una carriera passata tra Benfica, Tottenham e Galatasaray, torna con la memoria alla sua esperienza in azzurro, breve ma rimasta indelebile. L’attaccante brasiliano, classe 1995, arrivò nel club partenopeo dopo una stagione in crescita in Portogallo, trovandosi improvvisamente in un contesto di altissimo livello.

“Dieci mesi prima ero in seconda divisione, nel campionato Goiano, e stavo per smettere di giocare. Dieci mesi dopo ero al Napoli, quello che aveva fatto 91 punti perdendo lo scudetto contro la Juventus. Per me era qualcosa di enorme”, ha raccontato a Globo Esporte.

LO SHOCK DEL RITIRO E LO SPOGLIATOIO DEI CAMPIONI - L’impatto con il mondo Napoli fu quasi surreale per il giovane attaccante brasiliano, che si ritrovò in uno spogliatoio pieno di stelle e guidato da Carlo Ancelotti: “C’erano Hamsik, Insigne, Mertens, Koulibaly… e Ancelotti. Mio Dio. Non avevo nemmeno il coraggio di alzarmi per prendere l’acqua. Pensavo che Ancelotti non mi avrebbe neanche salutato, ha raccontato Vinicius. E invece l’accoglienza fu proprio il contrario di ciò che si aspettava: Fu il primo a salutarmi, provò anche a parlare un po’ di portoghese, poi anche i compagni. Mi ha abbracciato, è stata un’esperienza fantastica”.

L’UMANITA' DI ANCELOTTI - Un dettaglio che, col tempo, ha assunto un valore ancora più grande nella memoria del giocatore: “Stare lì era qualcosa di impossibile, ma Ancelotti ha reso tutto più semplice. È stato un ambiente di altissimo livello, anche se sono stati solo due ritiri pre-campionato”. Un’esperienza breve, mai sfociata in esordio ufficiale, ma fondamentale nella crescita del giocatore: “È stata una svolta decisiva per la mia carriera”.