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Atalanta, la probabile formazione contro il Lecce: pronto Krstovic in attacco
Niente grigliate, la Serie A scende in campo anche per Pasquetta. Giornata ricca di sfide intriganti, partendo da Udinese-Como fino ad arrivare al big match serale tra Napoli e Milan. In mezzo anche una partita molto importante sia in ottica Europa che a proposito della lotta salvezza, che mette di fronte Lecce e Atalanta.
La rincorsa europea dei nerazzurri riparte dal Via del Mare, dove Palladino e i suoi troveranno un Lecce alla ricerca di punti fondamentali per poter uscire dalla zona retrocessione. I bergamaschi erano arrivati alla pausa per le nazionali con un successo per 1-0 contro il Verona che aveva messo a sicuro il 6° posto, e ora vogliono provare a battere anche i salentini per avvicinarsi alla Roma.
LA PROBABILE FORMAZIONE - Palladino sceglie la via della continuità, e nonostante le due settimane di stop potrebbe riconfermare quasi al 100% la formazione che ha battuto il Verona al Gewiss Stadium nell'ultima sfida di campionato. Classico 3-4-1-2 per l'allenatore campano, con Carnesecchi tra i pali e la linea difensiva formata da Scalvini, Djimsiti e Ahanor - unico cambio, favorito su Kolasinac. Sulle fasce pronti Zappacosta e Bernasconi, con De Roon ed Ederson in mediana. Sulla trequarti ci saranno ancora De Ketelaere e Zalewski, a supporto dell'ex Krstovic. Indisponibile Scamacca, che deve ancora fare i conti con la lesione muscolare rimediata prima della sosta.
ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi; Scalvini, Djimsiti, Ahanor; Zappacosta, De Roon, Ederson, Bernasconi; De Ketelaere, Zalewski; Krstovic. All. Palladino
DOVE VEDERE LA PARTITA - La partita tra Lecce e Atalanta, in programma al Via del Mare lunedì 6 aprile alle ore 15 e valida per la 31ª giornata di Serie A, sarà visibile in esclusiva su Dazn.
Ulivieri: "Presidente FIGC? Siamo in attesa di candidati"
Dopo le dimissioni di Gabriele Gravina, si aprono i discorsi per quanto riguarda il suo successore alla presidenza della FIGC, che si scoprirà dopo le elezioni del 22 giugno. In quest'ottica, si è espresso Renzo Ulivieri, presidente dell'AIAC (Associazione Italiana Allenatori Calcio), una delle componenti federali che saranno chiamate a dare il proprio voto: "Per chi voteremo? A oggi dico per nessuno: non ci sono candidati, deve cominciare la campagna elettorale di chi si vuole candidare. Noi e l'Assocalciatori siamo in attesa. Malagò andrebbe bene? Ci vanno bene tutti, vorremmo vedere il programma".
Queste le sue parole a Radio Sport Anch'io, in onda su Rai Radio 1, dove ha parlato anche della situazione che sta attraversando il calcio italiano più in generale: "Bisogna cambiare il sistema radicalmente? Probabilmente no. C'è da studiarci sopra e affrontare i problemi principali che ha il nostro calcio, dal punto di vista del talento. Noi come allenatori abbiamo avuto una storia importante. Anche in questo campionato del mondo abbiamo Ancelotti, Montella e Cannavaro. Ci dispiace che non ci sia Gattuso. Allenatore straniero? Mi è stata messa addosso anche questa, mai detto. Credo che per la Nazionale ci voglia un allenatore italiano. Abbiamo avuto Bearzot, Lippi. La nostra è una Nazionale che ogni 25 anni vince. Sia nel 1982 sia nel 2006 abbiamo avuto la fortuna di trovare calciatori al massimo della condizione e al tempo stesso campioni".
ULIVIERI: "IMPOSSIBILE IMPORRE UN MINIMO DI ITALIANI IN CAMPO" - Ulivieri si è detto però d'accordo con tanti altri sul momento di criticità nella formazione dei nostri calciatori: "Abbiamo le nazionali giovanili maschili e femminili che vincono, che giocano bene, che fanno risultati. La criticità sta nel passaggio da queste categorie alle prime squadre di Serie A. Questi giovani, per mille motivi, non riescono a fare questo passaggio. Sarà colpa degli allenatori che devono vincere in ogni modo o delle società, però il momento critico è questo. Bisognerà trovare una soluzione". Soluzione che non passa dall'inserimento di un numero minimo di italiani da schierare: "Non si può fare. A noi piacerebbe, ci sembrerebbe una strada, ma è impercorribile. Vorrebbe dire limitare gli stranieri. Bisogna fare tutte quelle cose che sono possibili in base ai regolamenti di UEFA e FIFA, altrimenti si va fuori dai campionati".
Mentre qualcosa si potrebbe fare, secondo Ulivieri, per limitare le proprietà straniere: "Qui potremmo vedere di fare qualcosa, ma diventano norme anche governative. Ad esempio, almeno il 50% delle proprietà rimanga italiano. Proprietà straniere hanno a meno cuore la maglia azzurra? Probabilmente sì. Appena arrivano, non hanno interesse di questo genere. Poi ci sono casi e casi: penso a Rocco Commisso un innamorato del calcio italiano. Ma di queste proprietà straniere si conosce".
Pellegrini: "Gasperini è un grande allenatore e bisogna tenercelo stretto"
La Roma è caduta a San Siro, travolta dall'Inter con un pesante risultato finale: 5-2 a favore dei nerazzurri. Una sconfitta, la terza nelle ultime quattro gare, che complica la rincorsa alla Champions League, ma che, secondo Lorenzo Pellegrini, non deve mettere in discussione il percorso intrapreso dall'arrivo di Gasperini.
"La Champions League è un obiettivo che ci siamo costruiti nel tempo. A inizio stagione era stato detto che stavamo iniziando un nuovo percorso: spero possa andare avanti, perché stiamo lavorando con un grande allenatore e dobbiamo tenercelo stretto. Mancano sette partite e noi faremo di tutto per vincerle tutte perché vogliamo fare qualcosa di grande per la Roma, per riportarla dove merita e dove vogliono i nostri tifosi", ha dichiarato il numero 7 della Roma a SportMediaset.
LA PARTITA - Pellegrini ha poi analizzato la gara: "Abbiamo preso gol subito, poi abbiamo avuto una grande reazione. Nel primo tempo abbiamo fatto veramente bene: non è semplice mettere in difficoltà l'Inter in casa sua. Poi hanno ritrovato il vantaggio alla fine del primo tempo e quello ci ha infastidito. In spogliatoio ci siamo detti di tenere la testa alta. Poi il terzo gol è stato quello che ci ha un po' tagliato le gambe".
Il centrocampista ha proseguito: "Da lì in poi ho sentito una brutta sensazione e questo non può succedere, anche se sei sotto 3-1 puoi sempre riprenderle le gare. Sono queste le cose da mettere a posto, anche se ci sono anche cose fatte bene".
"L'Inter è veramente forte e le facciamo i complimenti. Dobbiamo ripartire subito e continuare così, cercando di fare qualcosa in più per portare gli episodi dalla nostra parte", ha aggiunto in conferenza stampa.
IL PERIODO DELLA ROMA - La stagione romanista sembra aver avuto uno spartiacque preciso: il gol di Gatti nel recupero di Juventus-Roma, che ha permesso ai bianconeri di pareggiare 3-3 all'Olimpico. Una rete che ha cancellato il doppio vantaggio dei giallorossi a un quarto d’ora dalla fine. Da quel momento, per la squadra di Gasperini è arrivata una sola vittoria, tre sconfitte in campionato e l'eliminazione dall'Europa League nel derby contro il Bologna.
Pellegrini ha commentato a DAZN così: "Non penso che un gol preso al 93esimo in una partita possa compromettere la voglia di vincere le gare. Sicuramente ci ha fatto arrabbiare, perché ha vanificato una grande prestazione, al di là dei due punti persi, questo è un dispiacere perché a questa squadra non manca la voglia di dare tutto quello che si ha anche se a volte non basta come oggi contro una grande squadra come l'Inter. Non ho sicuramente questa impressione, stiamo riscontrando delle difficoltà legate ad alcuni episodi che non ci aiutano, bisogna rimetterci il caschetto e cercare di spostarli dalla nostra parte anziché contro come nelle ultime settimane".
SU MKHITARYAN - "Lui è una persona davvero speciale, ogni tanto ci sentiamo ancora e lo stimo molto. Lui è un giocatore e una persona eccezionale, tutte le sue magliette le tengo con cura a casa mia", ha raccontato in conferenza Pellegrini, riferendosi allo scambio delle maglie avvenuto al termine della gara: un gesto che certifica il loro rapporto nato quando erano compagni di squadra in giallorosso.
L'estate dei campioni in scadenza: perché sono occasioni da non farsi sfuggire
Ieri è arrivata la conferma da Manchester sponda City: Bernardo Silva non rinnoverà il contratto col club di Guardiola. Diventa quindi una grandissima opportunità di mercato, un po' come lo è stato l'estate scorsa De Bruyne per il Napoli. Adesso che il belga ha recuperato dall'infortunio si vede quello che può dare a una squadra italiana, ma guardate anche quello che ha dato Modric al Milan a un'età non più giovanissima. Bernardo Silva quindi rappresenta un'opportunità di mercato da cogliere assolutamente per quanto riguarda il nostro calcio, anche se c'è anche la concorrenza di altri campionati.
Però la Juventus si è mossa da tempo per cercare di sondare la sua volontà di venire in Italia e vedremo se ci saranno i margini per farlo arrivare. Giocatori così rappresentano un esempio per il nostro calcio. Possono fare da leva per i giovani, quindi non sono stranieri che tolgono spazio agli italiani. Sono stranieri campioni che, a livello di carisma e di leadership, aiutano tutto un gruppo a migliorare.
NON SOLO BERNARDO SILVA - La prossima estate sarà davvero particolare per i tanti campioni in scadenza di contratto. Penso a Goretzka del Bayern Monaco, che in passato era stato trattato dalla Juventus, che chissà quanti milioni avrebbe speso per averlo, e che ora è a parametro zero (anche se il parametro zero non esiste più viste le commissioni altissime di oggi). Per lui si sono mosse tutte le squadre italiane, dal Milan a Juve e Napoli. C'è anche Paulo Dybala, che ha spesso infortuni ma ha dimostrato come con il suo talento, anche se a mezzo servizio, per la Roma possa essere determinante. Pellegrini va in scadenza di contratto e ancora nella Roma riesce a fare gol. Celik, Senesi, Rudiger, sono tutti giocatori che possono essere importanti per le squadre italiane e anche per Celik ci sono gli interessamenti di squadre importanti, come Juventus e Inter. Tutte queste sono occasioni che non si possono non cogliere. Continua nel podcast "Caffè Di Marzio".
Roma, Gasperini: "Partita chiusa dopo il 3-1. Champions? Siamo un po' indietro"
"Dopo il 3-1 la partita si è chiusa e bisogna dare merito all’Inter. Perdere a Milano ci sta, sicuramente non con queste dimensioni": Gian Piero Gasperini riassume in poche parole una gara complicata, in cui la Roma ha reagito dopo lo svantaggio ma non è riuscita a reagire nel secondo tempo, subendo altre tre reti che hanno poi chiuso il match.
Con questa sconfitta si complica soprattutto la corsa Champions League della Roma, che resta a -3 dal Como e a pari merito con la Juventus, ma con una gara in più rispetto a entrambe.
Proprio sul cammino verso il quarto posto l'allenatore ha proseguito, soffermandosi sulla lotta con le squadre vicine che, come dicevamo, devono ancora affrontare i rispettivi impegni: "Obiettivo difficile? Lo è per noi, Como, Juventus e Atalanta: ci sono 7 partite e 8 per gli altri, in questo momento siamo un po’ indietro ma faremo di tutto per recuperare".
SUGLI INFORTUNI - La sconfitta contro l'Inter, inoltre, non è stata l'unica brutta notizia della serata. Gasperini ha dovuto rinunciare a Mancini nel secondo tempo a causa di un infortunio, dopo essersi ritrovato anche senza Wesley e Manu Koné: "Per noi Mancini è un giocatore importante e quando riusciamo a essere tutti al completo siamo sicuramente più competitivi: ci stanno mancando a turno diversi giocatori, oggi non c’erano Wesley e Koné. La partita ha avuto due volti, nel primo tempo ho visto tanta Roma nella partita ma il risultato finale fa vedere tutto in modo diverso: dopo il 3-1 la partita si è chiusa e bisogna dare merito all’Inter".
SULLA SQUADRA - Proseguendo, in conferenza stampa l'allenatore della Roma si è soffermato sul gruppo e sul suo possibile miglioramento, al di là delle operazioni sul mercato: "Pensare di buttare per aria questo gruppo per me è una follia. Va rinforzato questo gruppo nei modi giusti. Bisogna migliorarlo e non abbatterlo. Non è solo una questione economica perché la Roma quest’anno ha speso molto, mai capitato di lavorare in una società che spendesse queste cifre. Non è solo una questione economica, ma di dove e chi andare a prendere per migliorare questa squadra".
Inter, Chivu: "Nel secondo tempo siamo scesi in campo con coraggio e abbiamo dominato"
Col terzo gol, segnato da Lautaro Martinez, l'Inter ha preso il largo e ha chiuso la partita. A confermarlo è stato lo stesso CRistian Chivu nell'intervista post-partita rilasciata a Daz: "Era quello che avevamo chiesto all'intervallo. Direi che lo abbiamo fatto molto bene perché abbiamo chiuso la partita segnando due gol subito dopo l'intervallo. Capisci quello che succede in campo, che questa squadra dà segni di maturità come ha sempre fatto. Magari ha avuto qualche attimo nelle ultime partite, soprattutto nei secondi tempi, dove ha speculato un po' di più, cosa che non dovevamo fare ma oggi ci siamo presentati in campo nel secondo tempo con lo spirito giusto, con la voglia di essere dominanti e di chiudere la partita".
Dopo i primi 15 minuti qual è stato il problema dell'Inter, che si è abbassata un po'? Chivu dà la sua versione: "Andare a prendere la Roma non è semplice perché ti svuota in mezzo al campo. I mediani uno va in costruzione e l'altro ruota fuori. Poi hanno i quinti e i trequartisti sempre sulle fasce. Eravamo un po' preoccupati della giocata su Malen, ecco. Forse Calhanoglu era un pelino più basso, dovuto anche dalle richieste dei compagni probabilmente e faceva fatica ad arrivare su Pisilli, che controllava il gioco. Un po' di coraggio nel secondo tempo lo abbiamo avuto perché abbiamo rotto le linee, siamo scivolati più velocemente, siamo anche andati in avanti con il nostro play. Siamo riusciti a contenere un po' di più quello che era il palleggio della Roma. Siamo un po' mancati nell'aggressività, le corse le facevamo un po' più lentamente".
I COMMENTI DI CHIVU DOPO LA ROMA - L'allenatore dell'Inter ha anche spiegato come si potrebbe migliorare il movimento calcistico in Italia: "Io non ho la bacchetta magica. Quello che so e che vorrei dire è che siamo tutti colpevoli di quello che succede in questo calcio. A partire da noi allenatori, dai giocatori in campo, dai tifosi, dal mondo social, a volte dai giornalisti anche perché piace esaltare le cose negative. Invece il calcio dovrebbe rimanere sempre un gioco, a partire dsl settore giovanile. Quindi siamo tutti colpevoli e credo che dovremo cambiare un po' l'approccio al calcio, un gioco bellissimo che fa innamorare i bambini e i tifosi".
Ha cocluso parlando dei singoli: "Felicissimo di aver ritrovato lautaro, di aver visto Marcus che ha segnato e ha fatto due assist. Barella che ha segnato anche lui, felicissimo di aver ritrovato Denzel che ha fatto un ottimo secondo tempo. Vale lo stesso anche per Luis Enrique, Diouf, Davide Frattesi".
Roma, problema all'adduttore per Mancini: condizioni da valutare
Brutte notizie per la Roma e Gian Piero Gasperini. I giallorossi, usciti sconfitti 5-2 nel big match contro l'Inter, sono anche alle prese con l'infortunio di Gianluca Mancini, che nel primo tempo aveva segnato il gol del momentaneo pareggio prima della rete di Calhanoglu.
Durante i primi 45 minuti il difensore si è toccato più volte nella zona interna della coscia, e dopo la fine del primo tempo non è riuscito a rimanere in campo a causa del problema fisico: al suo posto Gasperini ha inserito Ghilardi.
Mancini ha accusato un problema muscolare all'adduttore destro, e perciò le sue condizioni saranno valutate già a partire da domani - 6 aprile - quando è prevista la ripresa degli allenamenti per la Roma.
Lautaro Martinez torna dall'infortunio e sblocca Inter-Roma dopo un minuto
Basta appena un minuto a Lautaro Martinez per tornare a lasciare il segno con la sua Inter. Il capitano nerazzurro, rientrato tra i titolari per la prima volta dopo il lungo infortunio che lo ha tenuto lontano dal campo per più di un mese, ha sbloccato la partita contro la Roma dopo appena 60 secondi.
A dare il via all'azione è stato il compagno di reparto dell'argentino, Marcus Thuram, che ha ritrovato Lautaro in coppia d'attacco dopo diverse gare: sul suo cross basso il più veloce ad arrivare è stato proprio il capitano dell'Inter, che ha trovato così il gol alla prima partita giocata dopo l'infortunio rimediato a Bodø: ora per l'Inter il big match con la Roma è già in discesa.
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