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Milan, la probabile formazione per il Verona: Pulisic e Leao verso la titolarità
Massimiliano Allegri, dopo l'esperimento 4-3-3 contro l'Udinese, è pronto a tornare al 3-5-2. Contro il Verona, nel match in programma domenica 19 aprile alle 15:00 al Bentegodi, il Milan deve ritrovare soprattutto solidità difensiva, cosa mancata contro la squadra di Runjaic nell'ultima giornata di campionato (0-3).
Con le ultime due sconfitte consecutive (prima volta per il Milan in stagione), ora i rossoneri hanno perso definitivamente il treno Scudetto, e dovranno lottare fino alla fine per centrare il piazzamento Champions. Per farlo, Massimiliano Allegri dovrebbe schierare l'11 tipo, con al momento un solo ballottaggio, quello tra Saelemaekers e Athekame sulla fascia destra, con lo svizzero al momento in vantaggio.
LA PROBABILE FORMAZIONE - Davanti a Maignan è pronto a tornare - a oltre un mese di distanza dall'ultima volta - Matteo Gabbia. Al suo fianco Pavlovic e Tomori, con De Winter verso la panchina. A destra, come anticipato, Saelemaekers è in ballottaggio con Athekame, con il secondo in vantaggio, mentre a sinistra è confermato Bartesaghi. In mezzo, con Modric e Rabiot, il favorito per partire titolare è Youssouf Fofana. Con tutti gli attaccanti a disposizione, davanti dovrebbero giocare dal primo minuto comunque Pulisic e Rafa Leao, entrambi in cerca di riscatto: 0 gol per l'americano nel 2026, 4 per il portoghese.
MILAN (3-5-2): Maignan; Tomori, Gabbia, Pavlovic; Athekame, Fofana, Modric, Rabiot, Bartesaghi; Pulisic, Rafa Leao. Allenatore: Massimiliano Allegri.
DOVE VEDERE VERONA-MILAN IN DIRETTA TV E STREAMING - La partita tra Verona e Milan, in programma domenica 19 aprile alle 15:00 al Bentegodi, sarà visibile esclusivamente su DAZN, installando l'applicazione della piattaforma di broadcasting per smartphone, tablet e smart TV.
Juventus, la probabile formazione contro il Bologna: David punta
Vincere per alimentare la qualificazione alla prossima Champions League: questo l'obiettivo della Juventus che domenica alle 20:45 affronterà il Bologna davanti al pubblico dell'Allianz. Bianconeri che in campionato non perdono da ben due mesi, dalla sfida contro il Como, e che sono reduci da ben sei risultati utili consecutivi.
Con la sconfitta del Como, e una Roma impegnata all'Olimpico contro l'Atalanta, Luciano Spalletti proverà ad approfittare per cercare di mettere al sicuro il quarto posto. Ma farlo non sarà semplice: a Torino infatti arriva un Bologna reduce dalle fatiche europee, ma voglioso di dare continuità agli ultimi risultati in campionato. Per l'allenatore bianconero arriva anche una notizia positiva. Come riporta Sky Sport, Kenan Yildiz è tornato ad allenarsi in gruppo e sarà quindi disponibile per la sfida.
LA PROBABILE FORMAZIONE DELLA JUVENTUS - Luciano Spalletti conferma il 4-2-3-1. Tra i pali Di Gregorio, mentre il quartetto difensivo sarà formato da Kalulu sulla destra, Bremer e Kelly centrali, e Cambiaso sulla sinistra. Centrocampo a due con Thuram solito box-to-box e Locatelli, fresco di rinnovo in mediana. Gli esterni d’attacco saranno Conceicao sulla destra e Yildiz - al momento in leggero vantaggio nel ballottaggio con Boga - sulla sinistra, e infine McKennie che agirà sulla trequarti. Il riferimento in avanti sarà David.
JUVENTUS (4-2-3-1): Di Gregorio; Kalulu, Bremer, Kelly, Cambiaso; Thuram, Locatelli; Conceicao, McKennie, Yildiz; David. Allenatore: Luciano Spalletti
DOVE VEDERE JUVENTUS-BOLOGNA IN TV E STREAMING - Il match tra Juventus e Bologna, in programma domenica alle 20:45 all'Allianz Stadium di Torino, sarà visibile in diretta streaming sulla piattaforma DAZN.
I Friedkin pronti a sbarcare anche nel baseball: affare da 4 miliardi
La crescita del gruppo Friedkin nello sport internazionale non conosce confini. Dopo aver consolidato la propria presenza nel calcio europeo con l’acquisizione della Roma, dell’Everton e del Cannes, la proprietà giallorossa è ora pronta a compiere un nuovo passo storico nel mondo del baseball americano.
Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, Dan Friedkin sarebbe infatti vicino a entrare in un’operazione di acquisizione che riguarda i San Diego Padres, una delle franchigie più importanti della Major League Baseball. Un affare che, una volta completato, segnerebbe l’ingresso ufficiale del gruppo texano in un nuovo segmento sportivo globale.
UN’OPERAZIONE DA RECORD - L’investimento complessivo si avvicinerebbe ai 4 miliardi di dollari, una cifra destinata a stabilire un nuovo primato per il baseball statunitense. L’operazione dovrebbe essere finalizzata nelle prossime settimane e coinvolgerebbe un consorzio di investitori di alto profilo, tra cui José E. Feliciano, sua moglie Kwanza Jones e Joe Lacob, proprietario dei Golden State Warriors. Il progetto conferma la strategia di espansione globale del Friedkin Group, sempre più orientato a diversificare la propria presenza nel panorama sportivo internazionale, andando oltre il calcio.
UNA STRATEGIA GIÀ TRACCIATA - Non si tratta del primo tentativo di espansione oltreoceano: nel 2025, infatti, il gruppo aveva provato a rilevare i Boston Celtics con un’offerta superiore ai 6 miliardi di dollari, senza però arrivare alla chiusura dell’accordo. Ora, con i San Diego Padres, il Friedkin Group sembra pronto a colmare quel vuoto, entrando ufficialmente anche nel mondo della MLB e rafforzando ulteriormente la propria posizione tra i grandi player dello sport globale.
L'Inter a +12, quando arriva lo Scudetto? Anche domenica prossima se... Tutte le combinazioni
Altra vittoria per l'Inter, la terza di fila dopo i successi su Roma e Como. Battuto anche il Cagliari di Pisacane per 3-0 grazie alle reti di Thuram, dell'ex Nicolò Barella e Zielinski, i nerazzurri sono volati a più 12 in classifica. Nel 33° turno di Serie A, infatti, il Napoli ha perso 0-2 in casa contro la Lazio, allontanandosi dalla vetta.
Ma i nerazzurri quando potranno diventare campioni d'Italia? All'Inter bastano 4 punti nelle prossime 5 partite. La squadra di Chivu affronterà, in ordine, Torino, Parma, Lazio, Hellas Verona e Bologna. Un calendario ostico, intervallato dalla sfida di ritorno di Coppa Italia contro il Como, il cui verdetto è ancora da decidere. La gara d'andata dello scorso 3 marzo, infatti, è terminata 0-0.
IL MECCANISMO - Per diventare campione d'Italia L'Inter deve fare 1 punto in più del Napoli del Milan la prossima giornata, sempre che i rossoneri battano il Verona oggi, 19 aprile . Nella 34ª i rossoneri affronteranno la Juventus, gli azzurri la Cremonese. In caso di vittoria delle inseguitrici, la questione sarà rimandata al turno successivo.
La sfida tra Milan e Napoli non è solo per la vetta, un obiettivo ormai irraggiungibile o quasi. La squadra di Massimiliano Allegri e quella di Antonio Conte battagliano per la seconda posizione in classifica e la qualificazione alla Champions League. Il Milan affronterà nelle ultime 5 giornate di campionato Juventus, Sassuolo, Atalanta, Genoa e Cagliari. Il Napoli, invece, sfiderà Cremonese, Como, Bologna, Pisa e Udinese.
Corsa Champions, calendari a confronto: Milan, Juve, Como e Roma per due posti
La volata per la qualificazione alla prossima edizione della Champions League entra sempre più nel vivo e promette scintille fino all'ultima giornata di campionato. La classifica attuale regala un appassionante testa a testa che vede coinvolte quattro formazioni dalle ambizioni e dalle storie profondamente diverse, pronte a darsi battaglia per conquistare l'ambito passaporto europeo.
Juventus, Como e Roma affrontano un rush finale incandescente, dove ogni singolo punto lasciato per strada rischia di pesare come un macigno sull'esito dell'intera stagione sportiva. Ma occhio anche al Milan che, dopo le due sconfitte consecutive contro Napoli e Udinese, torna a doversi guardare dietro. Ora anche il terzo posto torna in discussione, aprendo ulteriormente la corsa Champions.
IL FINALE DI STAGIONE DEL MILAN - Dopo il derby vinto contro l'Inter aveva riaperto la lotta scudetto. Le sconfitte contro Lazio, Napoli e Udinese però hanno riallontanato i rossoneri dal primo posto e messo in discussione un posto in Champions League che sembrava a portata di mano. La squadra di Allegri parte avanti in questa corsa nelle ultime sei giornate, ma non può permettersi altri errori. E tanto passerà dallo scontro diretto contro la Juventus.
MILAN - 63 punti
- 33ª giornata: Verona-Milan
- 34ª giornata: Milan-Juventus
- 35ª giornata: Sassuolo-Milan
- 36ª giornata: Milan-Atalanta
- 37ª giornata: Genoa-Milan
- 38ª giornata: Milan-Cagliari
IL CALENDARIO DELLA JUVENTUS - Anche la formazione bianconera è pronta ad affrontare un finale di stagione interamente concentrato sul campionato, un vantaggio non da poco per chi deve gestire le energie fisiche e nervose in questa fase cruciale. Dopo il pareggio contro il Sassuolo i ragazzi di Spalletti hanno vinto contro Genoa e Atalanta. A seguire, l'Allianz Stadium ospiterà il match col Bologna, prima dello scontro diretto contro il Milan. Superato questo scoglio, la strada sembrerebbe in discesa con gli impegni casalinghi contro Verona e Fiorentina inframezzati dalla trasferta di Lecce, ma la chiusura del torneo riserverà un'ultima grande insidia emozionale. L'ultima giornata vedrà infatti la Juventus impegnata nel derby in trasferta contro il Torino, che potrebbe rivelarsi l'ago della bilancia per le sorti della qualificazione europea.
JUVENTUS - 60 punti
- 33ª giornata: Juventus-Bologna
- 34ª giornata: Milan-Juventus
- 35ª giornata: Juventus-Verona
- 36ª giornata: Lecce-Juventus
- 37ª giornata: Juventus-Fiorentina
- 38ª giornata: Torino-Juventus
IL PERCORSO DEL COMO - La sorpresa di questo campionato si trova di fronte a un traguardo storico, ma per raggiungerlo dovrà superare una serie di ostacoli decisamente complessi, resi ancora più ardui dagli impegni di Coppa Italia. Il calendario del Como prevede infatti l'imminente semifinale di ritorno contro l'Inter, con l'incognita di una possibile e dispendiosa finale da disputare nel pieno della volata di campionato. Intanto, la squadra di Fabregas ha perso le ultime due gare di campionato contro nerazzurri e Sassuolo, e ora si cercherà di ripartire dalla trasferta contro il Genoa. Il calendario non concederà tregua al Como, che dovrà poi ospitare il Napoli al Sinigaglia in un match che si preannuncia infuocato. Il finale di stagione vedrà il Como impegnato nella difficile trasferta di Verona e nella sfida interna contro il Parma, prima di chiudere il proprio cammino lontano dalle mura amiche nell'insidioso incrocio lombardo sul campo della Cremonese, un'ultima trasferta che potrebbe decretare il trionfo di un'intera annata.
COMO - 58 punti
- 34ª giornata: Genoa-Como
- 35ª giornata: Como-Napoli
- 36ª giornata: Verona-Como
- 37ª giornata: Como-Parma
- 38ª giornata: Cremonese-Como
GLI IMPEGNI DELLA ROMA - La formazione giallorossa si appresta a vivere un finale di stagione ad altissima tensione, in cui il sogno europeo - dopo l'eliminazione dall'Europa League per mano del Bologna - passerà solo e soltanto dal campionato. Per la squadra di Gasperini arriva una fase di calendario di fuoco: l'1-1 con l'Atalanta non ha mosso la classifica, e ora i giallorossi si preparano alla prossime gare con Bologna e Fiorentina. Se il penultimo impegno lontano da casa contro il Parma potrebbe sembrare sulla carta più agevole, il gran finale regalerà fortissime emozioni: la penultima giornata vedrà la Roma impegnata nell'attesissimo e sempre imprevedibile derby casalingo contro la Lazio, prima di concludere la stagione con un'ultima e possibilmente decisiva trasferta al Bentegodi contro il Verona.
ROMA - 58 punti
- 34ª giornata: Bologna-Roma
- 35ª giornata: Roma-Fiorentina
- 36ª giornata: Parma-Roma
- 37ª giornata: Roma-Lazio
- 38ª giornata: Verona-Roma
Venezia in Serie A già sabato? Tutte le combinazioni
Il Venezia continua a correre e vede sempre più vicino il traguardo della Serie A. La netta vittoria per 3-0 sul Bari al "San Nicola" consente agli arancioneroverdi di riprendersi la vetta solitaria della classifica, mantenendo tre punti di vantaggio su Frosinone e Monza a sole tre giornate dal termine.
Una prova di forza importante per la squadra di Stroppa, che dopo due trasferte consecutive guarda con fiducia al prossimo impegno al "Penzo" contro l’Empoli. La promozione è a un passo, ma la corsa non è ancora finita: servirà mantenere concentrazione e continuità per completare l’opera.
LA CORSA ALLA SERIE A - Nel post gara, Giovanni Stroppa ha invitato a non abbassare la guardia: “Stiamo facendo qualcosa di importante, ma anche le squadre dietro tengono un ritmo altissimo. Manca poco, ma quel poco dobbiamo conquistarcelo. Non possiamo fermarci ora: serve continuità e grande concentrazione fino alla fine”.
EQUILIBRIO E CONSAPEVOLEZZA - L’allenatore ha poi sottolineato la maturità della squadra: “Avevo qualche preoccupazione prima della partita, ma i ragazzi sono stati bravi a restare compatti e a non concedere praticamente nulla. Dopo il secondo gol abbiamo gestito bene e portato la gara dove volevamo”.
VENEZIA IN SERIE A GIÀ SABATO? - Con tre giornate ancora da giocare e nove punti in palio, il Venezia è in una posizione di vantaggio: ai lagunari servono sei punti per la certezza aritmetica della promozione, ma il verdetto potrebbe arrivare già nel prossimo turno. Sabato 25 aprile al "Penzo" contro l’Empoli, la squadra di Stroppa scenderà in campo conoscendo già i risultati delle rivali. La Serie A potrebbe diventare realtà in anticipo in caso di vittoria del Venezia e contemporanea sconfitta di almeno una tra Monza e Frosinone: in quel caso il vantaggio salirebbe a +6 a due giornate dalla fine, un margine incolmabile anche grazie agli scontri diretti favorevoli.
VERSO IL FINALE DI STAGIONE - Infine, lo sguardo resta fisso sull’obiettivo: “È una stagione straordinaria, costruita passo dopo passo. In altre annate i punti fatti sarebbero già bastati, ma dobbiamo continuare così. Se manteniamo questo livello, il futuro può essere davvero importante”.
Dall'idolo Eto'o a Bob Marley: Nesta Elphege, l'attaccante del Parma decisivo a Udine
Il calcio, a volte, regala storie che sembrano scritte apposta per sorprendere. Arrivi in sordina, qualche dubbio intorno al tuo nome, poi bastano pochi minuti per cambiare tutto. È quello che sta accadendo a Nesta Elphege, volto inatteso ma sempre più centrale nel presente del Parma. Da oggetto misterioso a risorsa concreta, il passo è stato breve ma intenso. E oggi, tra assist decisivi (quello contro il Napoli) e gol pesanti, il suo nome comincia a riecheggiare con convinzione tra i tifosi. Perché certe occasioni, quando arrivano, non vanno solo colte: vanno trasformate.
DECISIVO A UDINE - La vera svolta per Nesta Elphege è arrivata nel momento più delicato, quando serviva una risposta concreta sul campo. Nella sfida contro l’Udinese, l’attaccante francese ha dimostrato di poter essere molto più di una semplice alternativa. Entrato a gara in corso, dopo un problema occorso a Pellegrino nel primo tempo, ha cambiato il ritmo dell’attacco con una presenza fisica costante e intelligente. Dopo pochi minuti ha trovato il gol che ha deciso l’incontro, sfruttando al meglio un inserimento perfetto. L’azione nasce da un’intuizione di Strefezza, ma è la capacità di Elphege di proteggere palla e concludere a fare la differenza. Prima resiste al difensore, poi si libera con freddezza e batte il portiere. Un gesto tecnico semplice solo in apparenza, ma che racconta tanto del suo potenziale. Quel gol vale tre punti fondamentali per il Parma e cambia la percezione del giocatore. Non più un’incognita, ma una carta credibile nello scacchiere di Carlos Cuesta. La sensazione è che quella rete sia solo l’inizio.
CARATTERISTICHE E IDOLO ETO'O - Alto 196 centimetri, Nesta Elphege incarna la figura della classica prima punta, ma con caratteristiche decisamente moderne. Non è un riferimento statico in area: sa muoversi, dialogare e aprire spazi per i compagni. La sua struttura fisica gli permette di reggere i duelli con i difensori, ma ciò che sorprende è la sua agilità nello stretto. È capace di giocare spalle alla porta con qualità, proteggendo il pallone e facilitando le risalite della squadra. Allo stesso tempo, attacca la profondità con tempi interessanti, rendendosi pericoloso anche in campo aperto. Il mancino è il suo piede naturale, spesso utilizzato con precisione nelle conclusioni. Può agire sia come unica punta sia in coppia, adattandosi alle esigenze tattiche. Non è un caso che lui stesso abbia dichiarato di ispirarsi a Samuel Eto'o. Come il campione camerunense, Elphege cerca di unire forza e mobilità, presenza e intelligenza. Il risultato è un attaccante completo, ancora in crescita ma già efficace.
LE ORIGINI DEL NOME - Il nome Nesta ha inevitabilmente attirato l’attenzione degli appassionati di calcio. Il collegamento con Alessandro Nesta è stato immediato, quasi automatico. In molti hanno pensato a un omaggio diretto al grande difensore italiano. Ma la realtà è diversa, e forse ancora più affascinante. Lo stesso Elphege ha chiarito la questione durante la sua presentazione. Il merito del suo nome va infatti alla passione del padre per Bob Marley. Il riferimento è al secondo nome della leggenda del reggae, Nesta appunto. Da bambino, però, il giovane attaccante credeva davvero di essere stato chiamato così per il calciatore italiano. Solo crescendo ha scoperto la verità, tra musica e cultura familiare. Un dettaglio curioso che aggiunge fascino alla sua storia. Il nome diventa così un ponte tra mondi diversi: calcio e musica. E oggi, in campo, è lui a dare un significato nuovo a quelle cinque lettere.
LA CARRIERA - Prima di approdare al Parma, Nesta Elphege ha costruito il suo percorso in Francia, lontano dai riflettori. Nell’ultima esperienza in Ligue 2, con il Grenoble Foot 38, ha collezionato presenze importanti mettendo insieme gol e assist. Un rendimento solido, anche se non eclatante, che non lasciava presagire un impatto immediato in Serie A. In carriera ha segnato complessivamente 27 reti, distribuendole tra diverse squadre. Tra queste spiccano le esperienze con il Chamois Niortais e la formazione riserve del Niort. Il suo percorso parte da realtà più piccole, come il Romainville, dove ha mosso i primi passi. Poi il passaggio all’US Torcy e le esperienze nelle seconde squadre di Tours e Sète. Una crescita graduale, fatta di lavoro e adattamento. Nessun salto improvviso, ma un’evoluzione costante. L’arrivo in Italia rappresenta la prima vera occasione ad alto livello. E ora, con il Parma, Elphege sembra pronto a scrivere il capitolo più importante della sua carriera.
Juve Stabia, cambia tutto. Il presidente Polcino si dimette dopo solo 8 giorni
Filippo Polcino lascia (nuovamente) la Juve Stabia. Pochi giorni dopo essere stato scelto dalla proprietà americana come presidente esecutivo, arriva un nuovo addio. Si tratta del secondo in pochissimi mesi, dato che a febbraio lo stesso Polcino aveva rassegnato le dimissioni dal ruolo di amministratore delegato. Dopo la nomina del 10 aprile, dunque, la Juve Stabia si ritrova nuovamente senza la figura del presidente.
Filippo Polcino è stato uno dei grandi artefici delle fortune degli ultimi anni della società di Castellamare di Stabia, che nella stagione 2023/24 ha ottenuto la promozione in Serie B al termine di un'annata dominata nel girone C di Lega Pro. Nella scorsa stagione, invece, i campani hanno chiuso il campionato di Serie B al quinto posto, venendo eliminati soltanto nella semifinale playoff. Adesso, la Juve Stabia dice addio per la seconda volta in pochi mesi a una delle figure che ha scritto la storia recente del club.
IL COMUNICATO - Riportiamo di seguito la nota ufficiale della Juve Stabia sulle dimissioni di Polcino. "La S. S. Juve Stabia 1907 comunica che il Presidente Esecutivo del Consiglio di Amministrazione Filippo Polcino, in conferenza stampa, ha rimesso il proprio mandato nell’attesa di delucidazioni sull’eventuale passaggio di quote".
LE PAROLE DI POLCINO - Sul sito del club campano sono riportate anche le dichiarazioni dellostesso Polcino, che ha voluto dare delucidazioni e spiegare le proprie motivazioni. “Stasera ho ritenuto opportuno intervenire dopo tutto quello che è avvenuto oggi e sono anche stanco della situazione di continua emergenza. Mi preme ringraziare il grande lavoro che stanno facendo gli amministratori giudiziari, affermo con certezza che se non fossero arrivati loro, forse oggi la Juve Stabia non esisterebbe più".
"Ringrazio il lavoro di tutti coloro che mi hanno supportato nuovamente dopo il mio ritorno. Ringrazio tutta Castellammare e soprattutto i nostri sponsor, uno in particolare Alfredo Guerri, e tutti gli altri. Non avendo ricevuto alcuna convocazione preventiva sulla cessione delle quote, con annesso invito alla partecipazione all’atto notarile per valutare e verificare i progetti in essere che si intendono realizzare a Castellammare ed essendo in attesa di capirli non posso continuare nel mio mandato. La modalità è stata chiara, ho ricevuto una telefonata dalla nuova proprietà, anche per complimentarsi con me dei risultati, ma i tempi e i modi non sono stati quelli adeguati, ho tratto le mie conclusioni e questa (eventuale, ndr) nuova proprietà ad oggi non mi rappresenta, per questo rimetto il mio mandato”.
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