Dalla Reggiana alla finale di Coppa Italia, l'ascesa di Motta: intanto in Serie B crescono i suoi "fratelli"
Senza entrare nel merito di chi abbia veramente meritato di vincere la semifinale di Coppa Italia tra Atalanta e Lazio - per le proteste dell'Atalanta e non solo - ma è stato bello vedere l'immagine di un ragazzo italiano, Edoardo Motta. Quegli occhi felici e brillanti, l'accoglienza nella notte quando la Lazio è rientrata a Roma, vedere un ragazzo italiano di nuovo al centro dei pensieri, degli applausi, delle copertine del nostro calcio.
Perché Motta è un'immagine che ci piace, da conservare come quella di una possibile rinascita: parliamo di un ragazzo di 21 anni, che fino a pochi mesi fa giocava in Serie B - nella Reggiana -, che è cresciuto nel settore giovanile della Juventus e poi è stato prestato a varie squadre prima di passare proprio alla Reggiana. Gli emiliani lo hanno poi riscattato, ed è stato anche lungimirante da parte della Lazio andare a pescare il sostituto di Mandas in Serie B e nella Reggiana, quindi non in una squadra di vertice ma che oggi è ultima in classifica e sta lottando per cercare di arrivare almeno ai playout. Eppure prendere un ragazzo di 21 anni come Motta vuol dire comunque averlo seguito, studiato e aver capito che poteva essere un tassello importante per il presente e il futuro della Lazio e del calcio italiano.
FUTURO AZZURRO - Come portieri siamo messi bene tra Donnarumma, Carnesecchi, Vicario, Meret, Caprile, però sicuramente ora abbiamo un altro ragazzo di talento e di personalità - perché altrimenti non pari 4 rigori - da poter valutare anche per il futuro della Nazionale. Non è un caso che Silvio Baldini lo abbia recentemente convocato in Under 21 e che in Serie B giochino tanti ragazzi italiani che possono far parte del nostro futuro.
Guardavo proprio la lista delle ultime convocazioni di Baldini e ci sono 13 giocatori che vengono dal campionato di Serie B, tra cui addirittura 3 portieri - perché Motta lo considero ancora un ex Serie B -: oltre a lui anche Daffara dell'Avellino e Palmisani del Frosinone. Continua nel podcast "Caffè Di Marzio".