Senza squadra nel 2020, con il Bologna nel destino: Arthur Theate torna in rossoblù per ripartire
È forse la citazione più inflazionata per situazioni del genere, ma è anche la più appropriata: certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano. Perché il rapporto tra Arthur Theate e il Bologna è stato tanto rapido quanto intenso: un'ascesa immediata, scalando le gerarchie della difesa rossoblù. Poi, dopo un solo anno, l'addio per una cifra importante e delle ambizioni ad ampio respiro internazionale, che gli emiliani ancora non potevano garantirgli. Eppure, quattro anni dopo siamo qui a raccontare una parabola di carriera che riporta il belga in Serie A, in quella piazza che gli ha offerto i riflettori del calcio europeo.
Perché Arthur Theate, nonostante la carta d'identità reciti "25 maggio 2000", ha già vissuto tre vite calcistiche diverse. Nato a Liegi, nel 2020 subisce il primo scossone: lo Standard Liegi, club storico della sua città, decide di tagliarlo fuori dall'Accademy dopo un percorso che lo aveva portato fino all'Under 21. A centimetri dal traguardo, il sogno prima squadra si spezza e il ventenne deve reinventarsi, essendo rimasto senza squadra.
Ci crede prima di tutti l'Oostende, che lo piazza al centro della propria retroguardia: la reazione è immediata, perché il classe 2000 dimostra subito quello spirito e quel temperamento vulcanico che è una costante nel suo modo di interpretare il gioco. Energico, puntuale nelle chiusure, e con il vizietto di andare a incidere anche nell'altra metà campo: in 29 presenze in Jupiler Pro League mette a referto 3 gol e si prende la sua personale rivincita sullo Standard Liegi, che nella stagione 20/21 termina al sesto posto in classifica, esattamente sotto l'Oostende.
IL 2021, L'ANNO DELLA SVOLTA - 365 giorni: abbastanza per ribaltare completamente le prospettive di un ragazzo che aveva resistito alla prima sbandata e si preparava ad aggredire il futuro. La chiamata del Bologna gli apre una porta verso i Top 5 campionati Europei: all'ombra del Dall'Ara, Theate stecca poche volte, dimostrando grande regolarità nelle prestazioni e ottima presenza difensiva.
Le 31 partite in Serie A, condite da 2 gol e 1 assist, gli valgono la prima convocazione e l'esordio con la prima squadra del Belgio, Nazionale in cui attualmente ha trovato un impiego regolare, con 36 presenze all'attivo. Il Rennes punta forte sull'allora ventiduenne, così nell'estate 2022 è tempo di fare nuovamente le valigie, destinazione Ligue 1 ed Europa League. Il biennio francese è molto convincente, con 82 presenze complessive e 8 gol all'attivo oltre a 13 match disputati in campo europeo.
Abbastanza per guadagnare centralità in Nazionale: assiste dalla panchina al flop Mondiale nel 2022, mentre negli Europei 2024 è titolare fino agli ottavi di finale contro la Francia. Infine, è presenza fissa nella parte finale del ciclo di Domenico Tedesco (nome che ritroveremo tra poco) e nella parentesi di Rudi Garcia, tra la Nations League 2024 e le qualificazioni Mondiali nel 2025, quando non salta una partita.
L'ESPERIENZA ALL'EINTRACHT E IL RITORNO DOVE TUTTO ERA COMINCIATO - Con i club, la curva di rendimento di Theate subisce un leggero ridimensionamento all'Eintracht Francoforte: non nella sostanza, perché il belga gioca 75 partite complessive di cui 10 in Champions League, quanto nella forma. Paga qualcosa nel contenuto fisico, in un campionato in cui serve più durezza e solidità. Da qui la scelta, negli ultimi giorni del mercato estivo 2026, di correggere il tiro ripartendo dal contesto che lo aveva esaltato maggiormente.
Bologna gli offre una dimensione in cui ripartire, allenato da una sua vecchia conoscenza. Proprio Domenico Tedesco, infatti, ha già dimostrato di apprezzare le sue qualità, visto che il classe 2000 è il quinto per presenze (19) con la maglia del Belgio durante il mandato del tecnico classe 1985. Un indizio in più sulla centralità che avrà Arthur in questa nuova versione dei rossoblù.