Dario Baccin, l'architetto dell'Inter del futuro: la valorizzazione dell'Under 23 e i nuovi talenti
L'Inter volta pagina, ma lo fa nel segno della continuità strategica. Dopo 28 anni si chiude l'era di Piero Ausilio e si apre ufficialmente il capitolo di Dario Baccin, promosso al vertice dell'area sportiva nerazzurra. Una scelta interna, fortemente voluta da Beppe Marotta e in totale allineamento con la visione sostenibile della proprietà Oaktree. Ma chi è l'uomo a cui sono state affidate le chiavi del mercato interista?
IL PADRE DEL PROGETTO UNDER 23 - All'Inter dal 2017 come fedele "ombra" e braccio destro di Ausilio, Baccin è un dirigente che unisce l'esperienza di campo (un passato da calciatore con le maglie, tra le altre, di Juventus e Napoli) a una preparazione accademica d'eccellenza, certificata dal diploma con 110 ottenuto a Coverciano. Il suo grande lavoro nell'ultimo anno è coinciso con la nascita dell'Inter Under 23.
Baccin si è occupato in prima persona di coordinare l'intero progetto della seconda squadra nerazzurra, lavorando a stretto contatto con il DS Gianluca Andrissi, da lui stesso scelto per questa avventura in Serie C. È stato Baccin a costruire la rosa e a tracciare percorsi di valorizzazione accelerata per talenti transitati dalla U23, come Yvan Maye (passato in prestito al Monza in Serie A proprio sul gong del mercato), Bovio o Topalovic. Una vetrina fondamentale che ha coinvolto anche prospetti futuri importanti come Mattia Marello: acquistato in sinergia insieme ad Ausilio e lanciato nel progetto seconda squadra, oggi il classe 2008 è stabilmente aggregato in prima squadra ed è persino inserito in Lista A per la Champions League.
LA GESTIONE DEI PRESTITI E DELLE RECOMPRE - L'altro grande pilastro del "Metodo Baccin" è la gestione dei giovani talenti, sia da un punto di vista tecnico che finanziario. Lavorando a fari spenti e tessendo ottimi rapporti con i dirigenti di club in Italia e all'estero, il neo-direttore ha costruito un sistema di prestiti blindati che funziona a meraviglia. Le operazioni in uscita sono studiate per mantenere il controllo sulla crescita dei ragazzi o per capitalizzare il lavoro fatto nel settore giovanile. Ne sono un esempio i vari trasferimenti chiusi nell'ultima finestra, da quello a titolo definitivo di Mattia Zanotti al Lugano, fino a operazioni strutturate con diritti di opzione e recompra come quelle che hanno coinvolto Issiaka Kamate (all'Atletico Madrid B) ed Ebenezer Akinsanmiro (al Pisa).
DAI GIOIELLI IN PRIMA SQUADRA ALLA RETE SUDAMERICANA - I frutti migliori di questa programmazione sono oggi a disposizione di Cristian Chivu. Baccin ha infatti curato da vicino i percorsi di sviluppo di giocatori come Francesco Pio Esposito (blindato con un rinnovo fino al 2032 dopo l'ottimo prestito allo Spezia) e Aleksandar Stankovic, riportato a Milano esercitando proprio un diritto di recompra dal Club Brugge, per farne l'alternativa in cabina di regia.
Senza dimenticare il respiro internazionale. Grazie a una fittissima rete di osservatori, Baccin ha fatto del Sudamerica un vero e proprio avamposto nerazzurro (da cui sono arrivati, ad esempio, i fratelli Carboni), setacciando costantemente talenti in Argentina e Brasile. Ora, il "buon allievo" è pronto a rilevare l'incarico del maestro, sperando di proseguire sulle sue ottime orme e di raccoglierne al meglio la pesante eredità. L'Inter di Oaktree è ufficialmente nelle mani di Dario Baccin.