L'amore per lo Sporting e l'arrivo in A: il Torino accoglie "O Mago" Bragança
Cresciuto nella cittadina di Almeirim, a pochi chilometri da Lisbona e con addosso sin da ragazzino la maglietta dello Sporting. Daniel Bragança è nato proprio nel '99, anno nel quale il suo Sporting salì sul tetto del Portogallo per la 17esima volta nella sua storia grazie anche ai gol dell'argentino Alberto Acosta. "O Mago" non ricorderà nulla di quel titolo se non i racconti o gli aneddotti da parte di chi ne ha viste più di lui, ma nel destino di Bragança c'è sempre stata la magia e l'atmosfera dell'Alvalade. È entrato nel settore giovanile dello Sporting a soli 8 anni per diventare col passare del tempo una vera e propria icona del club con 161 presenze, 17 gol e 15 assist vincendo 3 campionati portoghesi, una Coppa di Portogallo, una Supercoppa e 2 Coppe di Lega.
Centrocampista mancino, principalmente un regista con buona qualità nel palleggio e nella costruzione del gioco che ha convinto il Torino a investire su di lui e ad affidargli le chiavi del centrocampo. Un profilo di qualità capace di dare ordine e creatività a squadra e reparto. Nella passata stagione spesso è stato impiegato davanti alla difesa, mentre in altre occasioni è stato schierato sulla trequarti con buoni risultati. Non sono mancate, però, le difficoltà perchè nel corso della sua carriera ha dovuto superare due infortuni al crociato, con il primo registrato nel luglio del 2022 e il secondo nel febbraio del 2025. La scorsa stagione, Bragança è rimasto fuori per i primi mesi della stagione, ma una volta tornato dall’infortunio ha giocato 14 partite in campionato realizzando 6 reti trovando buon minutaggio anche in Champions League.
Lui, così come Pedro Gonçalves approdato alla Fiorentina, sono stati elementi importanti per lo Sporting di Ruben Amorim. Nel 3-4-3 del portoghese, Bragança rappresentava la prima scelta in caso di assenza da parte di Morita, e nonostante il lungo stop per infortunio nell'estate 2023, Amorim lo indicò come una sorta di "nuovo acquisto" per la stagione. Bragança giocava nei due di centrocampo, ma con una certa duttilità perché poteva fare il centrocampista più basso davanti alla difesa, mezzala, e in alcune occasioni anche trequartista. Con il nuovo Sporting targato Rui Borges, invece, Bragança veniva schierato soprattutto come mezzala o regista e non come mediano. Una sorta di jolly, dunque, per il centrocampo di Ignazio Abate.
L'U21 COL PORTOGALLO DI RAMOS, LEAO E VITINHA - E col Portogallo? Non ha ancora avuto modo di esordire in prima squadra nonostante il percorso con U18, U19 e U21. Proprio con quest'ultima selezione ha raggiunto probabilmente il punto più alto. È stato vicecampione d'Europa U21 nel 2021, chiuso dai lusitani al secondo posto dopo la sconfitta per 1-0 contro la Germania di Wirtz. In quella squadra guidata da Rui Jorge, Bragança era il titolare con tanto di numero dieci sulle spalle insieme a Fabio Vieira, Gonçalo Ramos, Leao, Conceiçao e Vitinha, colonna del PSG di Luis Enrique. Per Bragança, adesso, ci sarà l'opportunità di rimettersi in mostra in Serie A con il Torino e provare ad attirare le attenzioni di Jorge Jesus, nuovo allenatore del Portogallo.