Big, outsider e favole: i giocatori da seguire nel Gruppo E dei Mondiali
Il Gruppo E del Mondiale 2026 è tra i più variegati per quanto riguarda gli ingredienti a disposizione. La forza di una super potenza come la Germania, la generazione d’oro della difesa dell’Ecuador, il fisico e il talento della Costa d’Avorio e la bella favola di Curaçao. La squadra di Nagelsmann, dopo le delusioni delle ultime apparizioni, vuole tornare a essere competitiva a dodici anni di distanza dal titolo del 2014. È la favorita del girone. A contenderne la supremazia, però, ci sono due squadre interessanti. Il 7 settembre 2024 è il giorno dell’ultima sconfitta dell’Ecuador (contro il Brasile, 1-0).
Da quel momento in poi La Tricolor, che ha chiuso al secondo posto il girone di qualificazione alla competizione, non è più caduta. Nel mezzo pochissime reti concesse, con addirittura sette 0-0 ottenuti. I sudamericani, imbattuti da 18 match, si presentano al Mondiale vestendo i panni dell’avversario ostico. A giocarsi il passaggio del turno ci sarà anche la Costa d'Avorio, campione della Coppa d’Africa 2024. Una rosa ampia, con tante alternative e un buon mix tra fisicità e guizzi offensivi. La specialità è quella dello sviluppo sugli esterni, con una costante produzione di cross per sfruttare in particolare gli inserimenti dei centrocampisti.
A chiudere il quadro ci pensa Curaçao, che già prima di partecipare ha scritto delle parole importanti nelle pagine del romanzo del Mondiale di calcio. La nazionale caraibica sarà la più piccola della storia a partecipare alla competizione più ambita. Tanti giocatori provenienti dalla prima e dalla seconda divisione del campionato olandese e la guida di Dick Advocaat, allenatore più anziano presente nel torneo e guida indiscussa del gruppo. Il girone E aprirà le danze il 14 giugno con Germania-Curacao. Talento, forza e voglia di emergere: ecco i giocatori pronti a mettersi in mostra.
GERMANIA, NICK WOLTEMADE - Musiala e Wirtz avranno il compito di creare e inventare nella pregiata trequarti tedesca, Kimmich sarà la mente della squadra e le idee di Nagelsmann proveranno a fare il resto. Ma per una squadra che ha nelle proprie caratteristiche la voglia di controllare il gioco, sarà fondamentale trovare l’attaccante capace di segnare i gol decisivi. Se Kai Havertz ha già dimostrato di non avere paura delle reti pesanti (due gol in due finali di Champions League), sarà Nick Woltemade a dover alzare il suo livello per provare a consacrarsi nel palcoscenico più importante. Un attaccante alto quasi due metri, ma che tocca la palla come un trequartista. Il gigante di Brema è perfetto per questa Germania.
Parteciperà al gioco, ma a differenza di quanto accaduto nell’ultima stagione vissuta in Inghilterra, agirà più vicino alla porta. Parola di Julian Nagelsmann: “Quando deve difendere come numero 6 c’è una lunga distanza dal gol. Non è un giocatore da contropiede. Posso promettere che con noi non sarà a 80 metri dalla porta”, ha dichiarato come riportato in conferenza stampa. Woltemade è il 9 più particolare che abbia mai avuto la Germania. Da Gerd Müller a Miroslav Klose, fino a Mario Gómez e Füllkrug: si tratta di rapaci dell’area di rigore, di centravanti tradizionali. Solamente Timo Werner, considerando gli ultimi anni, aveva caratteristiche diverse, ma il suo esperimento non andò a buon fine. Oggi l’attaccante del Newcastle vuole provare a scrivere una nuova storia: un 9 che ragiona anche da 10, ma che per far tornare grande la Germania deve indossare i panni di alcuni grandi predecessori. Nick Woltemade: voglia di gol pesanti.
ECUADOR, KENDRY PAEZ - Prima di tutto non prenderle. L’Ecuador ha costruito così il suo percorso verso il Mondiale. La squadra di Sebastián Beccacece è una delle più insidiose della competizione. Difende benissimo, costringe gli avversari a giocare male. I pilastri su cui La Tricolor si poggia sono i difensori centrali, Pacho, Hincapié e Ordónez, una generazione d’oro del reparto arretrato che ha trasformato i sudamericani in solidità pura. I sette 0-0 ottenuti nelle ultime 18 partite raccontano molto di questa squadra. Per provare a passare il turno, però, servirà anche una luce offensiva. Molte delle speranze di un intero popolo sono affidate al giocatore con più qualità: Kendry Páez. In patria ha da sempre attirato a sé i riflettori: dal debutto a 16 anni con un assist contro l’Uruguay, al gol di un mese dopo contro la Bolivia. "Abbiamo sempre creduto in lui. Abbiamo continuato a convocarlo anche quando non giocava nella sua squadra perché, come gli abbiamo detto, abbiamo piena fiducia nelle sue capacità. Questo ragazzo ha un talento straordinario. Ha dovuto sopportare il peso di enormi aspettative fin da giovanissimo", ha raccontato Beccacece sul sito Fifa World Cup 2026. La precocità accompagna da sempre il classe 2007, non solo in Nazionale.
Prima la crescita nella rinomata accademia di talenti dell’Independiente del Valle, poi la chiamata del Chelsea che si è assicurato le sue prestazioni per il futuro. Infine dopo l’esperienza allo Strasburgo, un prestito non banale come quello al River Plate. Al Mondiale vestirà la numero 10 e avrà il compito, anche dalla panchina, di portare il guizzo giusto per far sognare l’Ecuador. La missione è iniziata, ma per Kendry Páez le responsabilità non sono mai state un problema.
COSTA D’AVORIO, YAN DIOMANDE - Gli africani si presentano al Mondiale con una rosa ricca di talento e alternative di qualità. A spiccare su tutti c’è il nome di Yan Diomande. Il classe 2006 ha appena vissuto un’annata di altissimo livello con la maglia del Lipsia, con 13 gol e 10 assist all’attivo. Dopo aver assaggiato l’Europa con il Leganes, infatti, l’ala sinistra si è presa la scena con estro, qualità e cinismo in zona realizzativa in Bundesliga: “È un talento incredibile. Grazie alla sua velocità pura, spesso riesce a superare gli avversari con facilità, senza nemmeno dover ricorrere a numeri. Ma soprattutto, a mio avviso, è un vero uomo squadra e ottimo in fase di pressing", ha spiegato in conferenza stampa l’allenatore del Lipsia Ole Werner. In un solo anno la sua valutazione è arrivata a toccare i 90 milioni (fonte trasfermakt) e sarà osservato con attenzione dalle big europee durante la competizione. Alla sua prima vera grande vetrina internazionale, Diomande vuole essere il giovane protagonista della Costa d’Avorio.
CURAÇAO, TAHITH CHONG - Il Curaçao è la favola delle favole di questo Mondiale. 150 mila abitanti, una piccola isola del Mar dei Caraibi che per la prima volta giocherà nel torneo iridato. “Il piccolo generale” Dick Advocaat sarà il condottiero. L’allenatore aveva dovuto abbandonare la propria missione da Ct, dopo aver ottenuto la qualificazione, per le condizioni di salute di sua figlia. Dopo una parentesi con Rutten, però, l’olandese è tornato (complice anche il miglioramento della situazione familiare) dopo essere stato richiamato a gran voce dal gruppo. Il giocatore più affermato di questa nazionale è l’ex Manchester United Tahith Chong. Gioca come ala e ha debuttato con Curaçao solo nel 2025, dopo aver giocato nelle nazionali giovanili olandesi: “Mi sentivo come a casa. Appena ho una vacanza vado lì. Torno a casa e mi sembra di tornare a casa. Quando si è presentata l’opportunità, ho deciso di coglierla e andare dove sentivo queste sensazioni”, ha spiegato lo stesso Chong per quanto riguarda la scelta di rappresentare Curaçao.
Come per la maggior parte dei suoi compagni, infatti, il legame con l’Olanda è forte, ma l’isola rappresenta un legame familiare. Chong è nato lì per poi inseguire la propria strada in Europa. Tornare è stato bello e l'impatto è stato dei migliori, con 3 gol realizzati in 6 presenze. Ora il classe 1999 avrà l’occasione di scrivere la pagina più bella della sua nazionale. Il punto più alto in carriera lo ha toccato con la maglia del Manchester United, poi dopo le esperienze in Belgio e in Germania, è tornato in Inghilterra dove si è affermato in Championship con le maglie di Birmingham City, Luton Town e Sheffield United. Ora è pronto ad affrontare la sfida più affascinante: far conoscere al mondo la favola di Curaçao.