Como, è storia: la prima volta in Champions League
Da "Como si dice Europa?" a "Como si dice Champions?" il passo è breve. Se appena quattordici giorni fa la squadra di Fàbregas festeggiava la qualificazione (almeno) in Europa League, oggi grazie alla vittoria contro la Cremonese, e la sconfitta del Milan contro il Cagliari, il Como esulta perchè nella stagione 26/27 giocherà in UEFA Champions League.
Una prima volta che è già nella storia, ancora di più se consideriamo che solo due anni fa il Como giocava in Serie B. Obiettivi chiari, proprietà forte e un allenatore in grado di rendere magica qualsiasi cosa tocchi. Questi gli ingredienti principali del capolavoro del Como, e una lezione che va ben oltre il solo risultato sportivo.
LA VIDEOCHIAMATA CON LA FAMIGLIA - Dopo il 90' sono iniziati i festeggiamenti. Accanto a chi saltava e urlava indossando la maglietta "Como si dice Champions" c'era chi, qualche decina di metri più in là, era solo in disparte a godersi il momento. Sì, è ancora una volta proprio Cesc Fàbregas che, mentre la squadra festeggiava, si è preso qualche minuto per passeggiare nel cerchio di centrocampo dello Zini, che piano piano iniziava a svuotarsi.
L'allenatore spagnolo, però, non era solo. Insieme a lui, infatti, c'era la famiglia in videochiamata. L'emozione di un traguardo storico che Fàbregas ha voluto condividere subito con le persone più importanti, a cui lui più volte ha dichiarato di tenere moltissimo.
LA CONFERENZA - "Sono emozionato perché è un'impresa molto importante, siamo felici ma ancora non abbiamo realizzato di essere in Champions con il Como dei ragazzini. Abbiamo provato a creare una famiglia che si aiuta e vuole migliorare, piano piano l'abbiamo fatto. Una sensazione così non l'ho provata molte volte nella mia vita, vincere è sempre molto difficile nel calcio. Quando giochi con le migliori squadre...", non sapremo mai come Fàbregas aveva intenzione di concludere la frase. In quell'istante, infatti, è entrata l'intera squadra per festeggiare. Balli, musica, secchi d'acqua e tanta voglia di continuare a sognare.