Dall'università al Mondiale: Ueda, il bomber silenzioso che ha preso per mano il Giappone
The show must go on, anche al Mondiale. Dopo aver conquistato il titolo di capocannoniere dell'ultima Eredivisie con la maglia del Feyenoord grazie a 25 gol, Ayase Ueda lascia il segno con una doppietta e un assist nel 4-0 del Giappone con la Tunisia. Eppure la sua storia è tutt'altro che scontata, perché in nazionale non ci è arrivato attraverso il percorso "tradizionale".
Terminati gli anni del liceo, in patria non viene considerato da nessun club professionistico, a differenza di tanti altri coetanei. Decide quindi di trasferirsi alla Hosei University di Tokyo, una delle università più prestigiose del Giappone dal punto di vista sportivo, concentrandosi sullo studio e, allo stesso tempo, non perdendo di vista il calcio. Si fa conoscere molto bene. Oltre a laurearsi in Scienze dello Sport, sul campo realizza infatti 15 reti e nel 2018 trascina la sua squadra alla conquista del titolo nazionale universitario, vinto dopo 42 anni di attesa.
Un traguardo che gli permette di ottenere la convocazione in nazionale prima ancora di debuttare nel calcio professionistico. Nel 2019, si regala l'esordio in Copa America e il trasferimento ai Kashima Antlers, una delle squadre storiche del Giappone. In 103 gare (disputate su 3 stagioni) segna 47 gol, numeri che gli aprono le porte dell'Europa.
Nel 2022, è il Cercle Bruges che decide di puntare su di lui. Le 23 reti in 42 partite in Belgio attirano l'interesse del Feyenoord, in Olanda, con cui debutta e segna in Champions ed Europa League. Non si ambienta facilmente però, perché dei problemi fisici e la concorrenza lo limitano. Ma quando è il momento di ereditare il posto di Santiago Gimenez, trasferitosi in Italia al Milan, si fa trovare pronto. In silenzio, facendo parlare i fatti, con 40 gol in 108 partite. A Rotterdam lo chiamano "bomber silenzioso" proprio per questo.
I CONSIGLI DELL'AIRONE - Tra i segreti della sua crescita c'è stato anche il lavoro svolto con Robin van Persie. L'ex attaccante, sulla panchina del Feyenoord da febbraio 2025, ha sempre apprezzato la mentalità del giapponese, lo spirito di sacrificio e l'attenzione al gruppo, posti davanti ai risultati personali.
Più di un insegnamento gli sarà arrivato anche dal padre, ex attaccante dilettante. Da lui ha ereditato il numero 18 sulla maglia, scelto in omaggio a Jürgen Klinsmann, storico idolo di famiglia oltre a Samuel Eto'o e Ronaldinho.
DA COMPARSA A PROTAGONISTA - Per Ueda questo è il secondo Mondiale in carriera. Il primo, in Qatar nel 2022, lo ha vissuto soltanto per 45 minuti nella sconfitta contro il Costa Rica, gara in cui è stato sostituito all'intervallo. Nel corso del tempo, Ueda ha sviluppato il senso del gol, la capacità di attaccare la profondità, abbinando queste caratteristiche alla velocità, fino a diventare uno degli attaccanti più completi d'Asia.
Dopo il primo dei due gol alla Tunisia, Ueda si è commosso davanti al pubblico di Monterrey, ripensando forse anche a tutto il percorso che lo ha portato fino al momento più alto della sua carriera. Con la consapevolezza di avere tutte le carte in regola per guidare il Giappone il più lontano possibile.