Intervista

De Busser, lo stakanovista del Go Ahead Eagles: "Pronto al salto di qualità. Mi piacerebbe giocare in Serie A"

De Busser, lo stakanovista del Go Ahead Eagles: "Pronto al salto di qualità. Mi piacerebbe giocare in Serie A"
Jari De Busser
© foto di Go Ahead Eagles / Rick Janssen
Oggi alle 09:00Interviste e Storie
di Davide Balestra
Il portiere belga a Gianlucadimarzio.com: "Giocare l'Europa League mi ha fatto crescere. Sono rimasto colpito dallo Stoccarda: una squadra di alto livello"

Quarantasei partite disputate su quarantasei disponibili. In pratica, non ha mai saltato un solo minuto in tutta la stagione. Se c'è una certezza per il Go Ahead Eagles, quella ha un nome e un cognome ben precisi: Jari De Busser. Numeri da vero stakanovista tra Eredivisie ed Europa League per il portiere belga 26enne, che ora ha le idee chiare sul proprio futuro. L'obiettivo? Alzare l'asticella e testare le proprie qualità in un palcoscenico ancora più grande. "Voglio fare un salto di qualità nella mia carriera. Giocare in Serie A? Ci sono grandissimi portieri. Mi piacerebbe mettermi alla prova e misurarmi con loro” dice a Gianlucadimarzio.com.

L’Italia come potenziale step di crescita, anche se il desiderio più grande, coltivato fin da bambino, guarda ancora più a nord: “La Premier League è il grande sogno di sempre. Magari LaLiga si adatta meglio alle mie caratteristiche fisiche e tecniche, ma l'Inghilterra resta l'obiettivo massimo. Vedremo cosa riserverà il futuro”.

Nato a Herentals, comune belga di circa 25.000 abitanti nelle Fiandre, De Busser ha confermato sul campo la sua totale affidabilità. Una continuità di rendimento che lo ha aiutato a maturare in fretta: “La priorità di quest'anno era trovare stabilità e assumersi delle responsabilità; su questo fronte penso di essermela cavata piuttosto bene. Giocare in Europa e disputare ogni singola partita della stagione mi ha aiutato moltissimo a fare esperienza, sia in campo che fuori. Scendere in campo regolarmente tre volte a settimana è qualcosa a cui devi abituarti, e penso di esserci riuscito”. Il Go Ahead Eagles ha chiuso l'Eredivisie al 12esimo posto con 38 punti. 

Parallelamente, c'è stato il cammino europeo: la squadra allenata da Melvin Boel, infatti, ha terminato l’avventura nella prima fase di Europa League al 28esimo posto con 7 punti. Un cammino fatto di alti e bassi: dalla vittoria ad Atene contro il Panathinaikos (1-2) e l'impresa contro l'Aston Villa (2-1), fino alle sconfitte contro Stoccarda e Lione. Tra le varie big affrontate nel percorso europeo, ce n'è una in particolare che ha ridefinito il concetto di intensità per il numero uno belga: lo Stoccarda del talento Jamie Leweling. I tedeschi hanno lasciato il segno: “Mi hanno colpito parecchio: come squadra erano a un livello altissimo. Pressing per 90 minuti, costruzione dal basso, una velocità di palleggio pazzesca e una forma fisica al top per ogni singolo giocatore. È stata l’avversaria più impressionante affrontata quest'anno”.

LA SFIDA. Nel suo percorso, De Busser ha sfidato attaccanti del calibro di Ivan Perišić, Wout Weghorst, Donyell Malen, Jadon Sancho e Sébastien Haller. Per trovare l’avversario che lo ha stupito di più, però, basta rimanere entro i confini olandesi: “Devo dire che Kasper Dolberg dell'Ajax è davvero impressionante. Sa giocare benissimo spalle alla porta e difendere il pallone. Anche i suoi inserimenti in profondità sono ottimi”.

Se il presente si chiama Olanda, l'orizzonte lontano potrebbe tingersi dei colori della Nazionale. Il Belgio si prepara a giocare i Mondiali 2026 in USA, Canada e Messico: un palcoscenico che De Busser custodisce come un desiderio per il futuro, senza fretta: “Non ho avuto contatti con lo staff e non è il mio obiettivo principale in questo momento. Però, ovviamente, lo tieni sempre lì, in un angolo della mente, sperando di arrivarci un giorno. Se il CT (l'ex Roma e Napoli Rudi Garcia, ndr) dovesse mai chiamare, io risponderò presente”. D'altronde, i 'Diavoli Rossi' hanno una grande tradizione tra i pali: “Credo che lo stile belga sia estremamente completo, ed è proprio questo che rende i nostri portieri così forti. È evidente quando guardi profili come Thibaut Courtois, Matz Sels, Senne Lammens o Mile Svilar... Penso di aver beneficiato molto da questo tipo di scuola e formazione”.

TRA RICORDI E PASSIONI. Tifosi e addetti ai lavori elogiano spesso la reattività di De Busser, ma c'è un'altra caratteristica che lo contraddistingue e che esalta il suo ruolo in chiave moderna: l'uso dei piedi in fase di impostazione“Mi piace essere coinvolto nella costruzione della manovra, perché in quella fase di gioco puoi diventare fondamentale. Noi portieri lavoriamo molto su questo aspetto, prendendo parte sia alle esercitazioni sul possesso palla sia alle sessioni tattiche. Una dote naturale, forse scritta nel DNA, seguendo le orme del suo idolo di sempre: Mio nonno. Giocava a calcio in Belgio. È venuto a mancare quando avevo 12 anni, ma voglio costruire una grande carriera per renderlo orgoglioso da lassù, dal paradiso”.

Il tempo libero è poco, considerando che il Go Ahead Eagles lo schiera praticamente sempre, ma De Busser ha una passione curiosa che porta comunque avanti da tempo: “Mi piace studiare il vino, sono davvero affascinato da tutto il processo di produzione. Mi interessa capire come la natura possa influenzare i vitigni e come i viticoltori incidano sul prodotto finale. Se vogliamo dirla tutta, sono un vero 'fissato' del vino, un 'wine-snob' - e aggiunge - . L'altro mio grande hobby è il golf, mi appassiona tantissimo anche quello”. Un portiere moderno, con i piedi ben piantati in campo e la maturità di chi si sente pronto a vivere i grandi palcoscenici europei.