L’Albiceleste e il talento: i giocatori da seguire nel Gruppo J dei Mondiali

L’Albiceleste e il talento: i giocatori da seguire nel Gruppo J dei MondialiTUTTOmercatoWEB.com
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Ieri alle 09:05Interviste e Storie
di Mariapaola Trombetta
L'Argentina parte favorita, ma Austria, Algeria e la debuttante Giordania vogliono stupire. Da Barco a Tamari, i protagonisti da seguire nel Gruppo J.

Una campione del mondo in carica, una nazionale africana pronta a rilanciarsi, una delle realtà più solide del calcio europeo e una debuttante che ha già scritto la storia. Il Gruppo J del Mondiale 2026 mette insieme percorsi e ambizioni molto diverse tra loro. L'Argentina si presenta ai nastri di partenza con l'obiettivo di confermarsi dopo il trionfo di Qatar 2022. Alle sue spalle, però, ci sono tre nazionali determinate a ritagliarsi un ruolo da protagoniste. L'Algeria punta sulla qualità di una generazione che mescola esperienza e giovani talenti, mentre l'Austria di Rangnick è ormai una realtà consolidata grazie a un'identità precisa fatta di intensità, pressione e organizzazione tattica.

A completare il quadro c'è la Giordania, che dopo aver raggiunto la finale della Coppa d'Asia nel 2024 e conquistato la prima qualificazione mondiale della propria storia si prepara a vivere il torneo più importante senza alcuna pressione. Una nazionale che ha già superato ogni aspettativa e che vuole continuare a sorprendere. Il girone promette equilibrio soprattutto nella corsa al secondo posto, con Austria e Algeria pronte a contendersi il ruolo di principale antagonista dell'Albiceleste. Ad aprire le danze sarà la sfida tra Argentina e Algeria, in programma l'11 giugno. Esperienza, talento e voglia di stupire: ecco i quattro giocatori pronti a prendersi la scena nel Gruppo J.

ARGENTINA, VALENTIN BARCO - Quando si parla dell'Argentina, inevitabilmente, l'attenzione si concentra sui grandi nomi. Messi resta il simbolo, Enzo Fernandez e Julian Alvarez rappresentano il presente, mentre Nico Paz e Garnacho la nuova generazione incarnano il futuro. Ma tra le possibili sorprese dell'Albiceleste c'è anche Valentin Barco. Classe 2004, cresciuto nel Boca Juniors e ormai protagonista in Europa, il mancino argentino rappresenta perfettamente il nuovo corso del calcio sudamericano: tecnico, coraggioso e tremendamente versatile. Può giocare da terzino, da esterno di centrocampo o addirittura più avanzato, garantendo sempre qualità nel palleggio e personalità nelle giocate. Fin dai tempi del Boca era stato soprannominato "El Colo"abbreviazione di "Colorado", termine molto usato in Argentina per indicare le persone dai capelli rossicci.

Un soprannome che lo accompagna fin dalle giovanili e che oggi è conosciuto in tutto il calcio argentino. Considerato uno dei talenti più puri della propria generazione, dopo una stagione brillante con lo Strasburgo, Barco è diventato il giocatore più giovane dell'Argentina convocato per il Mondiale 2026. Scaloni ha sempre seguito con attenzione la sua crescita e nelle scorse settimane ha spiegato che "è il momento di dare opportunità a giocatori che non hanno ancora avuto molto spazio", segnale della fiducia che l'allenatore continua a riporre nei giovani talenti della Seleccion, tra cui proprio Barco. In una squadra ricca di campioni, Barco potrebbe essere quella risorsa in grado di cambiare ritmo alle partite e offrire soluzioni differenti durante il torneo.

AUSTRIA, KONRAD LAIMER - L’Austria è una delle squadre più riconoscibili del panorama internazionale. Intensità, pressing e organizzazione sono le caratteristiche che Rangnick ha costruito negli ultimi anni. E se esiste un giocatore che incarna perfettamente questa identità, quello è Konrad Laimer. Centrocampista, esterno o terzino all'occorrenza, il classe 1997 è il motore inesauribile della nazionale austriaca. La sua carriera tra Salisburgo, Lipsia e Bayern Monaco racconta perfettamente il percorso di un giocatore diventato indispensabile per qualsiasi allenatore grazie alla sua capacità di interpretare più ruoli e mantenere sempre altissima l'intensità, caratteristiche che potrebbero renderlo uno degli uomini chiave dell'intero girone. Nel 2025 è stato eletto Calciatore Austriaco dell'Anno e Rangnick ha definito il riconoscimento "assolutamente meritato". Attorno a lui ruoteranno anche altri giocatori di alto livello come il fantasista del Lipsia Christoph Baumgartner, autore del gol più veloce della storia delle nazionali e soprattutto Marcel Sabitzer, uno dei leader tecnici della squadra. Laimer rappresenta uno degli uomini chiave dell'Austria, Rangnick lo ha più volte definito uno dei giocatori più importanti del suo sistema di gioco per disponibilità al sacrificio e capacità di interpretare ruoli differenti. In un Mondiale in cui tante nazionali si affideranno alle giocate dei singoli, l'Austria punterà soprattutto sulla forza del collettivo. E proprio per questo motivo Laimer sarà fondamentale.

ALGERIA, IBRAHIM MAZA - L’Algeria si presenta al Mondiale con l'obiettivo di aprire un nuovo ciclo e gran parte delle speranze del popolo algerino passano dai piedi di Ibrahim Maza. Nato a Berlino nel 2005, cresciuto calcisticamente in Germania, il fantasista ha scelto di rappresentare il Paese d'origine della propria famiglia diventando rapidamente uno dei simboli della nuova generazione delle Volpi del Deserto. Trequartista elegante, dotato di grande tecnica nello stretto e di una naturale capacità di inventare l'ultima giocata, Maza è uno dei talenti più interessanti della nuova generazione algerina. Dopo essersi messo in mostra con l'Hertha Berlino, ha attirato l'attenzione del Bayer Leverkusen, grazie alle sue qualità tecniche, alla capacità di saltare l'uomo e alla visione di gioco. La Bundesliga lo ha paragonato addirittura a Florian Wirtz per caratteristiche e capacità di incidere negli ultimi trenta metri. Curiosa anche la sua scelta di vestire la maglia algerina: "Guardare le partite dell'Algeria con mio padre era sempre un piacere", ha raccontato, spiegando il forte legame con le proprie radici. A soli 21 anni potrebbe già essere il leader tecnico della squadra di Petkovic. Attorno a lui gravitano ancora giocatori di grande esperienza internazionale come Riyad Mahrez e Ismael Bennacer, chiamati a guidare una generazione che vuole riportare l'Algeria ai livelli raggiunti negli anni della vittoria della Coppa d'Africa 2019.

GIORDANIA, MOUSSA TAMARI - Ogni Mondiale ha la sua favola e quella della Giordania è già entrata di diritto tra le più belle dell'edizione 2026. Per la prima volta nella propria storia la nazionale mediorientale parteciperà alla competizione e il volto simbolo di questa impresa è Moussa Tamari. Ala tecnica e imprevedibile, il classe 1997 è da anni il miglior giocatore del Paese e il punto di riferimento di un'intera generazione. La sua storia rappresenta quella di un calcio che cresce costantemente. Dopo essersi messo in mostra in patria, Tamari ha costruito una carriera europea tra Belgio e Francia, riuscendo a imporsi in campionati sempre più competitivi. È stato il primo calciatore giordano a giocare nei principali campionati europei, diventando un simbolo per migliaia di giovani del suo Paese. Velocità, dribbling e capacità di attaccare gli spazi sono le sue armi migliori, ma il suo valore va ben oltre i numeri. Al suo fianco ci saranno anche il bomber Yazan Al-Naimat, protagonista della cavalcata fino alla finale di Coppa d'Asia, e il centrocampista Nizar Al-Rashdan, elementi fondamentali di una nazionale che negli ultimi anni ha compiuto una crescita impressionante. Moussa Tamari è il leader tecnico ed emotivo della squadra che ha trascinato la Giordania fino alla storica qualificazione mondiale. E proprio per questo motivo tutte le speranze della nazionale passano dai suoi piedi: la favola è già stata scritta, ma Tamari vuole aggiungere il capitolo più importante.