Manchester City e Guardiola, dieci anni per cambiare il calcio: adesso comincia il dopo Pep

Manchester City e Guardiola, dieci anni per cambiare il calcio: adesso comincia il dopo PepTUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 10:30Interviste e Storie
di Mariapaola Trombetta
Sei Premier League, una Champions League e un’identità che ha cambiato il Manchester City: l’era di Pep Guardiola ha segnato la storia del club.

Controllare tutto. Il pallone, gli spazi, il ritmo delle partite. Ma anche il tempo. Perché quando Pep Guardiola arriva al Manchester City nel 2016, la sensazione è che il club voglia smettere di rincorrere il futuro e iniziare finalmente a dominarlo. Lo spagnolo sbarca in Premier League dopo aver già cambiato il calcio tra Barcellona e Bayern Monaco, ma l’Inghilterra sembra un mondo diverso. Più veloce, più fisico, più imprevedibile. Molti pensano che il suo stile possa funzionare soltanto in contesti “perfetti”. Manchester, invece, diventa il laboratorio più ambizioso della sua carriera.

Guardiola raccoglie l’eredità di Manuel Pellegrini, allenatore che aveva riportato il Manchester City ai vertici del calcio inglese vincendo anche una Premier League nel 2014. Ma con l’arrivo dello spagnolo la sensazione è che il club voglia fare un ulteriore salto: non soltanto vincere, ma costruire un’identità riconoscibile in tutto il mondo. I primi mesi sono complicati. Il City alterna partite spettacolari a blackout improvvisi, soprattutto in fase difensiva. L’eliminazione contro il Monaco in Champions League e una stagione chiusa senza trofei alimentano dubbi e critiche attorno a Guardiola. Ma l’allenatore catalano non arretra di un centimetro. Le difficoltà diventano il punto di partenza della rivoluzione.

Da lì in avanti il Manchester City cambia volto stagione dopo stagione. Arrivano Ederson, Bernardo Silva, Rodri, Ruben Dias. Guardiola costruisce una squadra pensata per avere il controllo totale delle partite, trasformando il possesso palla in una forma di dominio territoriale e mentale. Dal suo arrivo nel luglio 2016, lo spagnolo ha aperto uno dei cicli più vincenti della storia del calcio inglese: sei Premier League, quattro delle quali consecutive, una Champions League, due FA Cup, quattro League Cup, oltre a Supercoppa e Mondiale per Club. Il punto più alto arriva nella stagione 2022/23, quando il City conquista lo storico Treble.

MANCHESTER CITY, UN MODELLO DI CALCIO MODERNO -  Nel giro di pochi anni il Manchester City smette di essere soltanto una candidata al titolo e diventa il punto di riferimento del calcio inglese ed europeo. La stagione 2017/18 rappresenta il primo manifesto dell’era Guardiola. Il City conquista la Premier League con 100 punti, record assoluto nella storia del campionato inglese. Una squadra dominante, capace di vincere giocando un calcio riconoscibile, aggressivo e spettacolare. Quel gruppo verrà poi soprannominato “Centurions”, entrando immediatamente nella storia della Premier League. Ma il vero salto arriva nella continuità. Guardiola non si limita a creare una squadra vincente, bensì costruisce un sistema che continua a evolversi anno dopo anno. I terzini iniziano a occupare il centro del campo, i difensori partecipano alla costruzione e perfino gli attaccanti diventano parte attiva del palleggio. In Inghilterra iniziano a parlare del Manchester City come della squadra che ha modificato il DNA della Premier League. Anche allenatori lontani dal calcio di Guardiola finiscono per prendere spunto dalle sue idee.Uno degli aspetti più impressionanti di questo percorso riguarda il rapporto creato con i suoi giocatori. Nel corso degli anni tanti leader della squadra hanno raccontato quanto l’allenatore catalano sia riuscito a migliorare il loro modo di leggere il calcio. Anche Erling Haaland, dopo la sua prima stagione in Inghilterra, aveva spiegato così il lavoro quotidiano con Guardiola: “Ti spinge ogni giorno a diventare migliore”. Con lui, il Manchester City non diventa soltanto una squadra vincente. Diventa quasi una scuola calcistica, dove ogni allenamento viene vissuto come una ricerca continua della perfezione. E alcuni momenti si trasformano in simboli di un'epoca. Come il clamoroso 3-2 contro l’Aston Villa nel 2022, quando il City ribalta la partita negli ultimi minuti conquistando una Premier League che sembrava persa. Una rimonta entrata immediatamente nella storia del club, paragonata dai tifosi persino al leggendario “93:20” di Sergio Aguero contro il QPR.

ISTANBUL E IL MOMENTO CHE COMPLETA IL PERCORSO - Per anni, però, sul Manchester City resta una pressione enorme: la Champions League. Guardiola la sfiora più volte, ma ogni eliminazione europea alimenta dubbi e critiche. La sconfitta nella finale del 2021 contro il Chelsea, ad esempio, viene vissuta come uno dei momenti più difficili del suo percorso inglese. Molti criticano le sue scelte tattiche e si chiedono se il City riuscirà mai davvero a conquistare l’Europa. Il momento che cambia tutto arriva nel 2023, quando i Citizens battono l’Inter nella finale di Istanbul e conquistano la prima Champions della loro storia. Più che una liberazione personale, quella vittoria viene vissuta all’interno del club come il completamento definitivo del percorso costruito negli anni. La sensazione, dentro l’ambiente City, è che la squadra abbia finalmente raggiunto il livello delle grandissime d’Europa dopo una lunga rincorsa. Quel successo consacra definitivamente Guardiola come l’allenatore più importante della storia del club. Nel corso degli anni il suo rapporto con Manchester è diventato sempre più profondo: “Sarò sempre un tifoso del Manchester City”. Una frase che racconta bene quanto il City sia diventato molto più di una semplice esperienza professionale.

LA FINE DI UN CICLO: GUARDIOLA SALUTA, MARESCA È IL PRESCELTO - Adesso, però, la sensazione è che un’epoca stia davvero per finire. Dopo quasi dieci anni, Pep Guardiola avrebbe deciso di lasciare il Manchester City, chiudendo uno dei cicli più dominanti nella storia recente del calcio europeo. Una scelta maturata dopo aver praticamente conquistato tutto, trasformando Guardiola nell’allenatore più vincente della storia societaria, ma soprattutto nell’uomo che ha cambiato per sempre l’identità del City. Per raccogliere la sua eredità, la dirigenza avrebbe individuato in Enzo Maresca il profilo ideale. Una figura che conosce profondamente l’ambiente, prima come allenatore dell’Elite Development Squad, poi come vice di Guardiola nella magica stagione del 2022/23. Non a caso Maresca viene considerato uno degli allenatori più vicini alla filosofia dell'allenatore catalano, fondata su costruzione dal basso, occupazione degli spazi e centralità del possesso palla.Anche l’ultima esperienza al Chelsea ha contribuito a rafforzare la sua candidatura. Nel 2025 l’allenatore italiano ha conquistato la Conference League contro il Real Betis e successivamente il Mondiale per Club battendo in finale il Paris Saint Germain. Due successi che hanno confermato la sua crescita a livello internazionale, impreziosita da 55 vittorie in 92 partite ufficiali sulla panchina dei Blues. Più che una semplice successione tecnica, la scelta di Maresca rappresenterebbe la volontà del Manchester City di non interrompere il percorso tracciato. Perché lo spagnolo non lascia soltanto trofei, record o una coppa europea storica. Lascia soprattutto un’idea di calcio che ha cambiato il Manchester City e, in parte, anche la Premier League.