Doppio Cutrone: il 10 entra e regala la finale playoff al Monza

Doppio Cutrone: il 10 entra e regala la finale playoff al Monza
Oggi alle 19:55Interviste e Storie
di Andrea Monforte
Dopo il 2-2 del Menti, il 2-1 dell'U-Power: il Monza di Bianco è la prima finalista dei playoff di Serie B e attende una tra Palermo e Catanzaro

Il Monza è la prima finalista dei playoff di Serie B. Dopo il 2-2 dell'andata contro la Juve Stabia al Menti, il 2-1 dell'U-Power Stadium sancisce la qualificazione dei biancorossi.

Una partita molto diversa dall'andata, con la squadra di Bianco sempre in controllo e poche occasioni da registrare, fino all'1-0 di Cutrone che sblocca tutto nel finale. Il pubblico di casa si scalda nella ripresa, quando vede il traguardo; poi il gran gol di Burnete, la paura nel recupero e l'esultanza liberatoria al 2-1. E così, a distanza di 4 anni il Monza torna in finale playoff: in quel caso eliminò il Brescia e andò a sfidare il Pisa, quest'anno l'avversaria sarà una tra Palermo e Catanzaro (i calabresi han vinto 3-0 l'andata al Ceravolo). 

"Se ci cerchi siamo al bar", canta la curva come negli anni della Serie A. Una categoria persa dopo 2 salvezze, e che ora il Monza intende riconquistare con la forza dei suoi giocatori migliori: Petagna che si sacrifica con le sponde, Colpani e Pessina che mettono la loro qualità al servizio dei compagni. I giovani: Colombo, centrocampista classe 2005 che in A aveva già esordito, strappa gli applausi più fragorosi.

IL RISCATTO DI CUTRONE - E poi Cutrone: il 10 entra per blindarla, segna con una giocata da campione e all'ultimo secondo la chiude a porta vuota. Era arrivato a gennaio per ritrovarsi, le due corse di tutta la panchina ad abbracciarlo raccontano meglio di ogni numero e di ogni parola la fiducia e l'affetto che lo circondano. Dieci anni fa, era la speranza dell'attacco del Milan: poi Wolverhampton, Fiorentina, Valencia, Empoli, Como. Allarga le braccia sotto la curva e si emoziona: perché a 28 anni scopri che quando regali un sogno a un popolo, qualunque sia la categoria, "la vita l'è bela". 

ORGOGLIO JUVE STABIA - All'andata la squadra di Bianco se l'era vista brutta, poi aveva rimontato il doppio svantaggio in pochi minuti. Al ritorno gestisce, consapevole della sua forza. La Juve Stabia invece ci prova con orgoglio, supportata da centinaia di tifosi ospiti che non hanno smesso un attimo di credere nell'impresa. Il recupero è un tutt'uno di speranza e sana follia, come quella di Confente che sale in area, rischia di prendere gol da Alvarez e poi subisce il 2-1 finale di Cutrone, sdraiandosi a terra per la disperazione. Una stagione segnata sì dai problemi e dalle incognite societarie, ma eccellente in campo, con le intuizioni del DS Lovisa, i tanti giovani valorizzati (Cacciamani al Menti era stato dominante) e un altro giovane che però di mestiere fa l'allenatore, Ignazio Abate, coraggioso e padrone delle proprie idee dall'inizio alla fine.