Da allievo a possibile erede: perché il City punta su Maresca

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Oggi alle 17:50Interviste e Storie
di Alessandro La Gattuta
Dai numeri in carriera al legame con Guardiola: perché Maresca è il prescelto per ereditare la panchina del Manchester City

Il nome di Enzo Maresca non è mai stato casuale nei pensieri del Manchester City. Anzi, probabilmente rappresenta la scelta più “naturale” possibile per raccogliere l’eredità di Pep Guardiola. Perché Maresca, dentro il mondo City, ci è già stato davvero. Non solo da collaboratore, ma da uomo di fiducia di Guardiola durante una delle stagioni più importanti della storia recente del club: quella del Triplete del 2022/23

Da lì in poi, la sua carriera ha iniziato a prendere velocità. Prima la promozione in Premier League con il Leicester City, poi l’esperienza sulla panchina del Chelsea, dove ha alternato momenti molto positivi ad altri più complicati, riuscendo comunque a costruirsi la reputazione di allenatore moderno, metodico e fortemente legato a un calcio di possesso e dominio territoriale.

I NUMERI DI ENZO MARESCA - I numeri raccontano di un allenatore giovane ma già abituato a reggere pressione e aspettative: 2 titoli (Conference League e Mondiale per Club FIFA, oltre il 57% di vittorie in carriera da allenatore e più di 200 panchine tra prime squadre e settore sviluppo. Ma, al di là delle statistiche, ciò che convince davvero il City è la continuità.

IL RAPPORTO CON GUARDIOLA - Tra Pep Guardiola ed Enzo Maresca si è creato negli anni un rapporto di grande stima reciproca. Dopo l’esperienza alla guida dell’Under 23 del Manchester City, l'ex allenatore del Chelsea entrò nello staff di Guardiola nel 2022, diventando uno dei collaboratori più vicini alle idee dell’allenatore spagnolo. Maresca ha lavorato quotidianamente accanto a Pep nella preparazione tattica e nello sviluppo del gioco, assorbendone principi e metodologia. Guardiola, dal canto suo, non ha mai nascosto l’apprezzamento nei confronti dell’ex centrocampista italiano: Diventerà un allenatore straordinario. Ho la stessa sensazione che ebbi con Mikel Arteta”, affermò l'allenatore spagnolo, considerandolo uno degli allenatori più preparati cresciuti all’interno del mondo City.

LA SCELTA DI DARE CONTINUITÀ - Dopo quasi dieci anni di Guardiola, cambiare radicalmente identità avrebbe rappresentato un rischio enorme. Per questo la figura di Maresca viene vista come una transizione "morbida": stessa filosofia, stessi principi di costruzione dal basso, stessa ricerca del controllo della partita. Un modo per evitare cambiamenti drastici e mantenere intatta la struttura costruita negli ultimi anni all’Etihad. In fondo, il City non starebbe semplicemente scegliendo un nuovo allenatore. Starebbe scegliendo di restare fedele a se stesso.